Lavoro Agile e Sicurezza: aggiornato il modello informativo alla luce della Legge n. 34/2026
Un nuovo passo avanti nella tutela dei lavoratori in smart working
Il lavoro agile, comunemente definito smart working, è ormai una modalità organizzativa stabilmente integrata nel tessuto produttivo italiano. Nato come strumento di flessibilità e diffusosi massivamente durante l'emergenza pandemica, oggi rappresenta una forma ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa per milioni di lavoratori.
Proprio per questo motivo assume particolare rilevanza l'aggiornamento del Modello di informativa sulla salute e sicurezza nel lavoro agile, predisposto in conformità all'articolo 22 della Legge n. 81/2017 e aggiornato alla luce delle disposizioni introdotte dalla Legge n. 34/2026, mantenendo il necessario raccordo con il D.Lgs. 81/2008, Testo Unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
L'aggiornamento rappresenta un importante strumento operativo per aziende, consulenti, RSPP, medici competenti, dirigenti, preposti e lavoratori.
Il quadro normativo di riferimento
La disciplina del lavoro agile trova il proprio fondamento nella Legge n. 81 del 22 maggio 2017, che ne definisce caratteristiche, modalità operative e obblighi in materia di salute e sicurezza.
In particolare, l'articolo 22 stabilisce che:
Il datore di lavoro deve garantire la salute e la sicurezza del lavoratore che svolge la prestazione in modalità agile, consegnando annualmente un'informativa scritta nella quale siano individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi a tale modalità lavorativa.
Tale obbligo si integra con quanto previsto dal D.Lgs. 81/2008, che continua a rappresentare il riferimento principale per la prevenzione e la protezione dei lavoratori, indipendentemente dal luogo fisico in cui viene svolta l'attività lavorativa.
L'intervento legislativo del 2026 ha reso necessario un adeguamento dei modelli informativi affinché risultino coerenti con l'evoluzione normativa e con le nuove modalità di organizzazione del lavoro.
Perché è importante l'informativa sulla sicurezza nel lavoro agile
Molti datori di lavoro commettono l'errore di considerare lo smart working come una modalità lavorativa priva di rischi.
La realtà è ben diversa.
Anche quando il lavoratore opera da casa, da un coworking o da un'altra sede diversa dall'azienda, possono manifestarsi numerosi fattori di rischio:
- rischi ergonomici; - affaticamento visivo; - posture incongrue; - stress lavoro-correlato; - isolamento sociale; - rischio elettrico; - rischio incendio; - utilizzo improprio delle attrezzature; - sovraccarico cognitivo e digitale; - difficoltà nel rispetto dei tempi di recupero e disconnessione.
L'informativa diventa quindi uno strumento fondamentale per trasferire al lavoratore le necessarie conoscenze preventive.
Gli obblighi del datore di lavoro
L'aggiornamento del modello ribadisce che il datore di lavoro deve:
Informare adeguatamente il lavoratore
L'informativa deve essere consegnata almeno una volta all'anno e ogni volta che intervengano modifiche significative nelle condizioni operative.
Individuare i rischi
Occorre analizzare i rischi generali e specifici connessi alle attività svolte in modalità agile.
Fornire strumenti adeguati
Quando previsti, gli strumenti tecnologici devono essere sicuri, conformi e correttamente mantenuti.
Garantire la formazione
Il lavoratore deve ricevere una formazione adeguata sui rischi connessi all'attività svolta da remoto.
Promuovere il benessere organizzativo
Particolare attenzione deve essere rivolta alla prevenzione dello stress lavoro-correlato e ai rischi psicosociali derivanti dall'isolamento professionale.
Gli obblighi del lavoratore agile
La sicurezza non è una responsabilità esclusiva del datore di lavoro.
Il lavoratore è chiamato a collaborare attivamente al sistema prevenzionistico attraverso:
- utilizzo corretto delle attrezzature; - rispetto delle procedure aziendali; - scelta di ambienti di lavoro idonei; - segnalazione di eventuali situazioni di rischio; - corretta gestione delle pause; - osservanza delle indicazioni ricevute dal datore di lavoro.
Il principio rimane quello sancito dall'articolo 20 del D.Lgs. 81/2008: ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone eventualmente coinvolte.
Ergonomia e postazioni di lavoro: il rischio più sottovalutato
Tra i rischi maggiormente presenti nel lavoro agile vi sono quelli derivanti da postazioni improvvisate o non ergonomiche.
Lavorare per molte ore su tavoli inadatti, sedie non regolabili o con monitor posizionati in modo scorretto può provocare:
- lombalgie; - cervicalgie; - disturbi muscolo-scheletrici; - sindrome del tunnel carpale; - affaticamento visivo.
L'aggiornamento del modello pone particolare attenzione alle corrette modalità di organizzazione della postazione di lavoro, promuovendo comportamenti orientati alla prevenzione.
Stress lavoro-correlato e diritto alla disconnessione
Uno degli aspetti più innovativi della moderna gestione della sicurezza riguarda la tutela della salute psicologica del lavoratore.
Lo smart working può infatti determinare:
- difficoltà nel separare vita privata e vita lavorativa; - incremento del carico mentale; - iperconnessione digitale; - sensazione di isolamento; - aumento dello stress.
Per questo motivo il concetto di diritto alla disconnessione assume un ruolo centrale nelle politiche aziendali di prevenzione.
Garantire periodi di effettivo riposo significa tutelare non soltanto il benessere del lavoratore ma anche la qualità della prestazione professionale.
Il ruolo dei professionisti della sicurezza
L'aggiornamento del modello rappresenta un'importante occasione per rafforzare il ruolo di:
- consulenti della sicurezza; - RSPP; - ASPP; - medici competenti; - formatori qualificati; - RLS.
Queste figure sono chiamate a supportare le aziende nell'adeguamento documentale, nella formazione dei lavoratori e nella diffusione di una cultura della prevenzione che tenga conto delle nuove modalità organizzative del lavoro.
Le opportunità per le imprese
L'adozione di procedure corrette nel lavoro agile non deve essere vista come un mero adempimento burocratico.
Un sistema ben organizzato consente infatti di:
- ridurre gli infortuni; - diminuire le assenze per malattia; - migliorare il clima aziendale; - aumentare la produttività; - favorire la fidelizzazione del personale; - migliorare la reputazione aziendale.
La sicurezza, oggi più che mai, rappresenta un investimento strategico e non un costo.
Conclusioni
L'aggiornamento del Modello di informativa sulla salute e sicurezza nel lavoro agile, adeguato alla Legge n. 34/2026 e coordinato con il D.Lgs. 81/2008, conferma la crescente attenzione del legislatore verso le nuove forme di organizzazione del lavoro.
Per le aziende non si tratta soltanto di adempiere a un obbligo normativo, ma di costruire un sistema di gestione capace di tutelare realmente il lavoratore anche quando opera lontano dalla sede aziendale.
Come professionista della salute e sicurezza sul lavoro, ritengo che il futuro della prevenzione passi necessariamente attraverso una corretta gestione dello smart working, nella consapevolezza che il luogo di lavoro non coincide più esclusivamente con l'ufficio, ma con qualsiasi ambiente in cui il lavoratore svolga la propria attività professionale.










