"Io sono convinto personalmente del fatto che si prova qualche cosa, si sente qualcosa ad essere un verme, un lombrico. Ma dico si prova e si sente qualcosa: non sto facendo affermazioni sul contenuto di queste esperienze. Perché è chiaro che con sistemi nervosi diversi, con apparati sensoriali diversi, con storie evolutive magari molto lontane, questa esperienza del verme probabilmente è incommensurabile, questo è il termine giusto, rispetto alla nostra. Non sto dicendo che sia inferiore o superiore, niente affatto. Sto dicendo che è diversa. Quindi è difficilissimo ragionare sui contenuti dell'esperienza. Ed è chiaro che questi variano, ma variano con sistemi nervosi diversi, ma figuriamoci, variano perfino all'interno degli individui della nostra stessa specie. Tu non puoi sapere nulla in prima persona della sua esperienza in prima persona: ti è preclusa, è opaca. Quindi è inutile che stiamo a discutere sul fatto che non sappiamo cosa sentono i cani o gli scimpanzé. Noi non sappiamo in prima persona che cosa sentono gli altri, i nostri conspecifici. Semplicemente ci fidiamo di quello che ci dicono."
—Giorgio Vallortigara (*).
Mi piace molto l'uso corretto che fa del termine incommensurabile. Termine che spesso viene confuso con smisurato o immenso, ma che significa in realtà imparagonabile. In matematica due grandezze sono incommensurabili se il loro rapporto non si può esprimere come frazione di numeri interi, come il raggio e la circonferenza di un cerchio, il lato di un quadrato e la sua diagonale.












