Skies best of from last days

seen from United States

seen from United States
seen from Russia
seen from China
seen from United States

seen from United States
seen from United States

seen from Ecuador

seen from China

seen from Malaysia

seen from Malaysia

seen from Malaysia
seen from India
seen from United States
seen from United States
seen from China
seen from United States
seen from Netherlands
seen from Saudi Arabia
seen from Yemen
Skies best of from last days

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Camping lakeside somewhere deep in the Andes. Peru 1970
Iter il progetto Europeo per energia da fusione nucleare
Energia, viaggio nel cuore di Iter: il sogno della fusione nucleare da 25 miliardi di euro. Il maxi-progetto in Provenza, pronto dopo il 2035, coinvolge Usa, Cina, Russia, Giappone e per l’Europa anche l’Italia. Guardando il Tokamak, il cuore dell’impianto Iter a fusione nucleare in costruzione in Francia, a Cadarache, la prima impressione che ricava chi era un ragazzo all’inizio degli anni ’80, è di trovarsi all’interno della stazione orbitale da battaglia di Star Wars. Ma se quella, nella fantasia di George Lucas, doveva essere l’arma finale dell’Impero, Iter, nella realtà, è l’esatto contrario di un’arma; perché è il progetto che, replicando sulla terra il processo che crea l’energia nucleare pulita e sicura del Sole, potrebbe portare l’umanità a un enorme passo avanti dal punto di vista energetico, garantendo sostenibilità ambientale ed elettricità a basso prezzo; e contribuendo anche, in modo decisivo, a realizzare quel mix energetico verde che, insieme a eolico e fotovoltaico, potrà abbattere i livelli di Co2 a livello globale. Certo, il percorso è ancora lungo ma Iter, proponendosi di dimostrare che è possibile generare un’enorme quantità di energia da un processo di fusione nucleare, attraverso l’unione, in un flusso di plasma, di due isotopi d’idrogeno, deuterio e trizio, punta a segnare il passo successivo rispetto alla fissione di due atomi pesanti (di uranio o plutonio), utilizzata nelle attuali centrali atomiche. La fusione, in effetti, non emette gas serra e si può interrompere in qualsiasi momento, senza pericoli e senza lasciare scorie radioattive per millenni. Ed è per questo che, nel gigantesco impianto, in fase avanzata di costruzione in Provenza, stanno lavorando, fianco a fianco, come oggi non avviene in alcun’altra parte del mondo, gli scienziati, i tecnici e gli operai di Europa, Stati Uniti, Russia, Cina, India, Corea del Sud e Giappone: Paesi che rappresentano più della metà della popolazione mondiale e l’80% del Pil globale. Direzione made in Italy In questo mix di nazionalità, peraltro, l’Italia si è ritagliata un ruolo di primo piano: italiani sono, da ottobre 2022, il direttore del progetto, Pietro Barabaschi e il suo braccio destro Sergio Orlandi. E numerose sono le imprese tricolori che vi lavorano, come Asg Superconductors (della famiglia Malacalza), Ansaldo, Walter Tosto, Monsud, Criotec, Simic, Mangiarotti e Fincantieri. All’interno del complesso di Iter, che sorge su un’area di 420mila metri quadrati, tutto è enorme. Le dimensioni imponenti, spiegano i tecnici, sono essenziali per la riuscita dell’esperimento: c’è il più grande impianto di produzione criogenica del mondo, due vaste sottostazioni elettriche (una per alimentare i sistemi di Iter e l’altra per la gestione dei carichi di consumo convenzionali). In due edifici attigui è collocato l’impianto di convertitori maggiore al mondo, quanto a potenza installata: 2mila megavolt ampere. Sono in tutto 32 e uno solo di questi convertitori ha una potenza tale da alimentare i carichi di una città come Genova durante la notte. Il cuore del reattore Enormi anche i due edifici adiacenti che sono il fulcro del progetto: il Tokamak complex, dove si sta montando il cuore del reattore, e l’Assembly hall; quest’ultima è il luogo in cui i pezzi del Tokamak (parola che nasce dall’acronimo, in russo, di camera magnetica toroidale), vengono montati, per poi essere trasferiti nell’altro edificio, all’interno dello spazio della camera magnetica, dove si trova il vacuum vessel in cui, quando il reattore comincerà a entrare in funzione, si formerà, riscaldando deuterio e trizio a 150 milioni di gradi centigradi, il plasma, un quarto stato della materia fatto di gas ionizzati, come i fulmini, che viene tenuto lontano dalle pareti del Tokamak grazie a campi magnetici ad alta intensità generati dai magneti superconduttori. Questo processo porta alla fusione dei nuclei atomici dei due isotopi di idrogeno, liberando elio e grandi quantità di energia sotto forma di neutroni; il flusso viene poi immesso in un generatore di vapore. Nelle centrali del futuro quest’ultimo azionerà una turbina che produrrà energia elettrica. Ma questo avverrà solo quando sarà costruita Demo, la prima vera centrale a fusione che ci si aspetta arrivi nella seconda metà del secolo. Iter, che deve solo dimostrare la possibilità di industrializzare il sistema, non è dotato di turbina: il calore generato sarà vaporizzato in atmosfera, senza emissioni nocive, con torri simili a quelle delle centrali a fissione. «La possibilità di dominare la fusione termonucleare in modo continuo - spiega il Barabaschi - è l’obiettivo principale di Iter. Perché sappiamo, già da tempo, che la fusione è possibile e sappiamo anche che si può ottenere più energia di quella che si immette nel plasma: è stato dimostrato; quel che non sappiamo è se riusciremo a sostenere questa reazione in modo continuativo per tempi lunghi, cioè almeno per un’ora a volta, nel primo periodo. Poi c’è un ultimo quesito: riusciremo a far sì che la fusione sia economicamente conveniente? Questa è una domanda alla quale Iter non risponderà; la risposta arriverà solo quando la tecnologia sarà sviluppata a un punto tale per cui potrà essere presa in mano dalle utilities, cioè da coloro che devono produrre energia in modo continuativo». Costi parabolici Per ora, in effetti, il progetto ha avuto, chiosa Barabaschi, «costi parabolici. È difficile avere un consuntivo preciso: i conti sulle forniture europee e su quelle americane sono sostanzialmente pubblicati. Sapendo qual è il valore di queste forniture e non di quelle di Paesi come India, Cina o Giappone, per cui non ci sono conti pubblicati, si stima che il costo complessivo sia stato, finora, di 20-25 miliardi; circa il 45% di questa somma sono spese Ue, più o meno 10 miliardi. Di questi ultimi, una parte viene finanziata dall’Italia, che, peraltro, ne ha ricavato un beneficio. Il nostro Paese, che contribuisce al bilancio comunitario col 12-13%, mette, per Iter, circa un miliardo di euro; per contro, l’Italia ha ricevuto contratti da 3 miliardi: è il Paese Ue che ne ha ottenuti di più ad alto valore aggiunto. Si tratta di accordi come quello con Asg, in virtù del quale i magneti toroidali, che sono il componente più importante del Tokamak, sono stati fatti metà in Giappone e metà in Italia, da Asg». L’anteprima dell’impianto in costruzione Read the full article
finally visited ITER! got the chance to go and see the inside of the fusion reactor!!!! ❤️☀️ i first heard of ITER in 2010 when i presented a paper at a fusion conference in Toki, Japan, then i started including ITER in my energy sources lectures for my masters students in Nice, France — since PH is not a member state, and since i’m a plasma physicist, this experience is definitely a dream come true 😍 ITER is an international nuclear fusion research and engineering megaproject aimed at replicating the fusion processes of the Sun to create energy on earth. Described as the most expensive science experiment of all time, the most complicated engineering project in human history, and one of the most ambitious human collaborations since the development of the ISS and LHC 😉 they expect to ignite the first plasma in 5-6 from now 😳 #amazingadventuresofbeaujethro #iter #cadarache #fusion #fusionenergy #vacuum #vacuumscience #engineering #research #energy #sun #nuclearfusion #filipinoscientist #plasmaphysics #physicist #chemist (at ITER) https://www.instagram.com/p/CWlvEvAstFw/?utm_medium=tumblr
Eni nel consorzio Eurofusion per l'energia da fusione nucleare
Importante iniziativa italiana per la fusione nucleare. Mentre si discute di “energia verde” in modo troppo ideologico e fumoso, il settore di ricerca più importante e più promettente, quello della fusione nucleare, è, purtroppo, spesso relegato negli anfratti remoti della politica e della comunicazione. Ma, al riguardo, finalmente c’è una buona notizia dal fronte dello sviluppo tecnologico, scientifico e industriale in Italia. L’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico, e la Regione Lazio qualche settimana fa hanno firmato un protocollo d'intesa per la realizzazione in 7 anni dell'esperimento Dtt (Divertor Tokamak Test) presso il Centro Ricerche dell'Enea a Frascati. Si tratta di un mini reattore per affrontare alcuni aspetti del processo di fusione nucleare, quali la gestione di temperature molto elevate, il processo di confinamento e di indirizzo dell’energia prodotta con il ricorso di bobine magnetiche e i materiali da utilizzare. Sarà anche utile per addestrare i tecnici che lavoreranno nelle future centrali del nucleare pulito.
Nelle tradizionali centrali nucleari si produce energia attraverso un processo che porta a un urto fra un neutrone e atomi dell’uranio che si rompono (fissione) rilasciando energia. Com’è noto ciò produce anche scorie radioattive finora difficilmente smaltibili. Il processo di fusione, invece, una volta risolte le sfide riguardanti la creazione di altissime temperature e il loro confinamento, userebbe atomi di deuterio e di trizio presenti anche nell’acqua marina, per un’energia inesauribile, quasi illimitata. Il processo sarebbe pulito poiché i prodotti della reazione sarebbero un neutrone e un gas nobile come l’elio. Si tratterebbe di replicare sulla terra in modo controllato quello che avviene nel sole.
Il consorzio coinvolge anche il Governo, con il Ministero dello sviluppo economico, l’Eni e diverse università scientifiche italiane. Vi sono investimenti pubblici e privati per 600 milioni di euro, provenienti anche dalla Banca europea per gli investimenti (Bei), dal Fondo europeo per gli investimenti strategici (Feis) e dal Consorzio europeo Eurofusion, che coinvolge oltre 30 centri di ricerca in 26 paesi europei. La macchina sperimentale dovrebbe fornire soluzioni tecnologiche importanti relative alla fattibilità della produzione di energia dalla fusione nucleare. Parte così un polo scientifico-tecnologico tra i più avanzati al mondo che dovrebbe coinvolgere oltre 1.500 persone, 500 delle quali scienziati e tecnici, che non dovranno, quindi, lasciare l’Italia in cerca di lavoro. Sarebbero partecipi anche centri di ricerca, università e imprese private, attivi nei settori della superconduttività, della meccanica di precisione, dell’elettronica e in generale dell’alta tecnologia. Si stima che le ricadute del progetto sul Pil nazionale potrebbero essere pari a 2 miliardi di euro, stimolando positivamente anche la competitività del sistema industriale italiano. Il Dtt dovrebbe diventare un anello di collegamento tra i grandi progetti internazionali di fusione nucleare: l’Iter (International Thermonuclear Experimental Reactor), il reattore sperimentale sviluppato a Cadarache nel sud della Francia e il Demo (Demostration Power Plant), il prototipo di reattore nucleare a fusione, che dovrebbe essere pienamente operativo entro il 2050. L’Iter è un progetto comune di Europa, Usa, Russia, Cina, India, Giappone e Corea del Sud. Con il passaggio dall’Iter al Demo la fusione nucleare passerebbe dalla fase di ricerca e di sperimentazione a un programma industriale e tecnologico vero e proprio per la produzione di energia elettrica. Sono progetti che renderebbero fattibili i processi di de carbonizzazione dell’economia e la sostenibilità ambientale. E’ importante che l’Eni sia la prima compagnia oil&gas a livello internazionale a partecipare, con una quota pari al 25%, in un progetto per la fusione nucleare e per la produzione di energia assolutamente pulita. E’ un’iniziativa pionieristica che ci riporta ai tempi di Enrico Mattei, quando, sotto la sua direzione, l’Eni costruì la centrale nucleare di Latina negli anni 1957-62. All’epoca la più grande in Europa!
L’Italia è molto impegnata nella realizzazione dell’Iter. Abbiamo già prodotto per il centro di ricerca di Cadarache il magnete superconduttore più grande e più tecnologico mai realizzato. E’ formato da bobine enormi (ognuna di un’altezza di 13 metri, di un’ampiezza di 9 e di un peso di circa 300 tonnellate) che servono per il confinamento del plasma incandescente dell’impianto che dovrebbe raggiungere la temperatura di ben 150 milioni di gradi centigradi. Potranno generare un campo magnetico circa un milione di volte più potente di quello della Terra.Si tratta di sviluppi scientifici e tecnologici che rappresentano delle vere e positive sfide epocali intorno alle quali costruire la cooperazione e il dialogo internazionale, in un momento in cui le economie di tutti i Paesi, dopo essere state messe in ginocchio dalla pandemia, chiedono di essere rilanciate e riformate. Read the full article

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Trump's Policies Are Already Sending Entrepreneurs to Canada and France
Trump’s Policies Are Already Sending Entrepreneurs to Canada and France
Canadian and French Policies to Attract Entrepreneurs and Researchers Impacting Silicon Valley
Last week, the U.S. Department of Homeland Security delayed the International Entrepreneur Rule to next March, and it is currently accepting comments on plans to rescind it altogether. The agency cited logistical challenges in vetting these new visas. The International Entrepreneur Rule was designed by…
View On WordPress
Technology Update: Way to unique Energy (E67) On this award-winning display of Technology Update, we check up on one of largest international scientific collaborations ever, the International Thermonuclear ... source
Sınırsız Enerji Devri Başlıyor
Sınırsız Enerji Devri Başlıyor
Sınırsız Enerji Devri Başlıyor Fransa-Provence kasabasında (Cadarache) hummalı bir çalışma var. Tam 60 futbol sahası büyüklüğünde bir alana kurulan tesiste atom çekirdeklerini birleştirmek ve elektrik enerjisi elde etmekle ilgili büyük bir proje hayata geçirilmeye çalışılıyor.30 farklı ülkeden gelen bilim insanları burada çok önemli bir tesis inşa etmeye çalışıyorlar. Tesis büyük bir olay olan…
View On WordPress