Stava per iniziare una serata di sballo e avevo 100,000 sterline. Non era da me offrire una cena nel Gentlemen Club di Mayfair, ma Eugenie si scolò fino all’ultima goccia dello champagne più scadente, senza fare domande. Facevo il gradasso, e chi non l’avrebbe fatto con una montagna di contante in giacca. 15 mila pounds, mi erano sembrati adeguati ad una seratina tranquilla. Amo bere fino al midollo. Non è la meta, ma il viaggio. Me lo ripeto spesso. È una specie di mantra. E quella sera era iniziato con due old fashion al bar del club. Poi champagne. Finimmo all’Isabella, al banco centrale al piano di sopra, ed eravamo passati al gin and tonic. Pagai il whisky di Susan. Fu allora che mi presentò Olga. Aveva un corpo prosperoso, capelli biondi corti, raccolti. Occhi verdi. Indossava un top bianco, di un tessuto morbido, aderente al seno. I pantaloni erano una specie di calzamaglia grigio chiaro, di tessuto spesso e modellante. La trovavo volgare e lei lo capì: mi chiese subito 1,500 sterline per andare da lei. Pagai per Eugenia ma lei rifiutò, ordinò una vodka, la buttò giù guardandomi negli occhi e se ne andò. Mi ritrovai a fissare un uomo. Dall’altro lato del banco. In un secondo la mia sbornia già matura, impallidì. Istintivamente mi girai di spalle, ma lui non poteva riconoscermi. Nessuno aveva visto nulla. stava seguendo i contanti? Possibile? Era stato veloce, molto veloce. E io ero stato troppo stupido. Noi eravamo stati stupidi a spenderli a Londra. Già, noi. Mi avvicinai a Eugenie che stava corteggiando Hollie, ’altra amica di Susan. Quanto vuole? 1,500 pound, sei mai stato con lei? Li vale tutti, mentii, e gli misi 2,000 sterle nella tasca della giacca. Divertiti, torno in hotel. Uscii dal locale e feci il giro dell’isolato fino a tornare all’angolo della strada. Vedevo chi entrava e chi usciva dall’isabella. accesi una sigaretta. Vidi uscire l’uomo del bancone. Passo svelto, sparì al primo angolo. Eugenie era ancora lì. Torno dentro, al bancone non c’è. Scendo nella pista al piano di sotto, è buio, qualche divanetto, un addio al nubilato a giudicare dalle ghirlande di fiori. Non c’è. Vado verso le scale, entro in bagno. Sangue. Il corpo è a terra, la bocca nel vespasiano. Niente shock. Chiudo la porta, salgo le scale, torno in strada, vado verso soho. Prendo un taxi, Bayswater, at the tube station.