Giovanni Falcone: “Non è pensabile, né logicamente plausibile, in un codice che accentua visibilmente le caratteristiche di parte del pm, pensare che le carriere dei pubblici ministeri e dei giudici potranno rimanere a lungo indifferenziate.”
Da notare bene: Il 3 dicembre 1991, l'Associazione Nazionale Magistrati (ANM) proclamò uno sciopero e un'assemblea generale contro la creazione della Procura Nazionale Antimafia, progetto sostenuto da Giovanni Falcone, all'epoca direttore degli Affari penali del Ministero di Grazia e Giustizia. La magistratura associata temeva che tale organismo minasse l'autonomia e l'indipendenza dei pubblici ministeri, arrivando a definire "antidemocratico" l'operato del giudice.
https://www.ilfoglio.it/giustizia/2022/05/23/news/l-anm-ricorda-falcone-dimenticandosi-di-quando-nel-1991-scioperava-contro-di-lui-4032589/
Il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) ostacolò la carriera di Giovanni Falcone in momenti decisivi, segnando profondamente il suo percorso professionale e il suo isolamento istituzionale.
1988: La nomina a Consigliere Istruttore a Palermo In seguito al pensionamento di Rocco Chinnici e alla successiva reggenza di Antonino Caponnetto, Falcone era il candidato naturale per guidare l'ufficio istruzione di Palermo e il Pool Antimafia. Tuttavia, il CSM gli preferì Antonino Meli, applicando rigorosamente il criterio della "mera anzianità" di servizio rispetto alla competenza specifica nel contrasto alla mafia. Questa decisione segnò l'inizio dello smantellamento del Pool.
1992: La nomina a Procuratore Nazionale Antimafia (Superprocura) Dopo aver ideato e promosso la nascita della Procura Nazionale Antimafia dal suo ufficio al Ministero della Giustizia, Falcone presentò la propria candidatura per dirigerla. Il 24 febbraio 1992, la Commissione per gli incarichi direttivi del CSM bocciò la sua candidatura: Falcone ottenne solo 2 voti, mentre il magistrato Agostino Cordova ne ottenne 3.
La nomina definitiva non fu mai ratificata dal Plenum prima della sua morte; la strage di Capaci avvenne il 23 maggio 1992, mentre la contesa tra il CSM e il Ministero sulla figura del "Superprocuratore" era ancora in corso.












