I biscotti secchi di Nonnina
Nonnina Weatherwax non crede in bacchette magiche, talismani o gingilli da mettere al collo. Nonnina Weatherwax crede nel lavarsi tutte le mattine la faccia con l’acqua fredda, nei biscotti secchi da mangiare con il tè caldo e, naturalmente, in nonnina Weatherwax.
Stiamo parlando della protagonista di Streghe di una notte di mezza estate, il quarto volume del ciclo delle streghe della saga del Mondo Disco, edito nel 1992 da Salani Editori. Incredibile è pensare che a disegnare questa Donna sia stato un uomo, ma non si tratta certo di un uomo qualunque. L’autore è infatti niente di meno che Terry Pratchett: maestro del nonsense, dal gusto spiccatamente dadaista, il quale, tra le altre cose, detiene l’invidiabile primato di scrittore i cui libri sono in assoluto i più rubati dalle biblioteche di tutto il mondo.
Le streghe di Terry Pratchett incarnano tutta la sfacciata praticità delle donne che, alle sofisticatissime gerarchie dei maghi universitari e ai loro dubbiamente utili intellettualismi astratti, preferiscono un po’ di sano nonnismo e di olio di gomito.
Indossano prevalentemente il nero, certo, ma solo perché le macchie sul nero si vedono meno e sono convinte che tutte quelle mirabolanti fantasie sui sabba stregoneschi composti da giovinette che, languidamente, danzano intorno al fuoco tutte nude siano state inventate da qualche studentello in piena pubertà, dopo aver passato un po’ troppe notti insonni nella propria cameretta. (Nude? Con il vento d’autunno?! Per carità! Doppi mutandoni di lana piuttosto!)
Nonnina Weatherwax è sbruffona, boriosa all’inverosimile e brutta come una cornacchia. È l’insopportabile vecchia bisbetica del villaggio… nonché colei da cui si va quando si verifica uno scomodo problema (ah che guaio le emorroidi), che si chiama quando la vacca gravida deve partorire e che passa notti insonni a vegliare sui morti sotto la propria giurisdizione lasciando il tempo ai parenti del defunto di soffrire, piangere ed organizzare il funerale.
Nonnina non dispensa moine, non è una presenza particolarmente rassicurante e di certo non è dotata né di tatto né di diplomazia… lei piuttosto si armerà di intuito femminile e tisane rinvigorenti e poi, semplicemente, farà ciò che va fatto, camminando spavalda nella foresta di notte nella più completa convinzione questa brulichi di terrificanti bestie oscure… prima tra tutte lei stessa.
Questo spigoloso carattere diviene ancora più irresistibile nel suo interagire con le molteplici personalità del romanzo, ed in particolare con le altre due streghe protagoniste.
Se tutta la tagliente impazienza della Nonnina si manifesterà infatti nel suo rivolgersi a Magrat Garlick (Strega dell’ultima generazione e dallo spirito progressista, inguaribile romantica in perpetua, e fallimentare, ricerca di sé stessa), è altresì vero che i dibattiti più brillanti sono da ricercarsi nel suo scambio con Tata Ogg (Prepotente e gioviale, bevitrice di vino, frequentatrice di uomini, ideatrice di canzoncine sconce ed amante delle cipolline sottaceto.)
Sarà proprio questo disarmante e caparbio trio a trovare il tempo, tra un braccio di ferro verbale e l’altro, di salvare la situazione quando il Mondo Disco si ritroverà ad essere minacciato da forze oscure ed antiche: gli elfi.
Sir Terry regala al lettore grasse risate ed insegnamenti saggissimi. Tra gli edificanti consigli espliciti che le streghe rivolgono alle fanciulle annoveriamo: 1- Prima chiedere sempre il nome ed il numero di telefono del giovanotto e 2- Indossare ogni mattina biancheria pulita nel caso di morte accidentale... se ti si dovesse ritrovare con la biancheria sporca di una settimana, infatti, potresti morire dalla vergogna!
Dai molteplici riferimenti letterari (a partire dall’evidente rimando Shakespeariano del titolo) Streghe di una notte di mezza estate è forse il libro più spassoso che ho letto negli ultimi tempi, ed è per questo che lo consiglio di cuore a tutte le donne dall’anima pragmatica e la lingua tagliente, abbinanto agli amati biscotti secchi della Nonnina.
La ricetta è quella rustica dei tradizionali biscotti da attaccare all’albero di Natale (perché naturalmente, per le streghe, rituali e tradizioni sono importantissimi, stelle fisse intorno a cui articolare la propria esistenza eccetera eccetera eccetera … ma più che altro perché siamo sotto Natale).
Il sapore assomiglia molto a quello della classica pasta frolla, l’impasto è solo leggermente più consistente per poter reggere quali decorazioni: sono quindi piuttosto croccanti, ma diventano deliziosi se consumati prima di una avventura tra ragazze ed affiancati da tè bollente alla menta!
Ingredienti:
4 tuorli
350 g di farina
200 g di burro
150 g di zucchero
5 g di lievito per dolci
latte intero q.b.
Preparazione:
Versare in una ciotola la farina e il lievito setacciati. Aggiungervi il burro freddo tagliato a cubetti, i tuorli e lo zucchero. Impastare bene fino ad ottenere un composto uniforme.
Stendere la pasta e tagliare i biscotti (se si ha intenzione di utilizzarli quali decorazioni ricordarsi di fare un piccolo foro per poi far passare un nastro)
Spennellare con latte freddo ed infornare in forno preriscaldato a 180 gradi per 15 minuti.
Chiamare a raccolta tutte le amiche festanti di cui si dispone e mettere un bollitore pieno d’acqua sul fuoco per il tè alla menta. Consumare tra chiacchiere e risate.
-Giulia















