Quando vai via 𝙣𝙤𝙣 𝙛𝙖𝙧𝙩𝙞 𝙫𝙚𝙙𝙚𝙧𝙚! . Certo, così non piange. Perché è la mamma che lo fa piangere, ovvio! E col suo legame morboso, con la sua ansia 😠 È davvero un'ottima soluzione, certo! 😔 Molto gettonata ancora in molte scuole. . Voi immaginate di essere ere in un posto nuovo, che non avete mai visto prima, con persone che non conoscete, con estranei, alcuni dei quali probabilmente piangono disperati. E d'improvviso la persona che più amate al mondo, con cui vi sentite al sicuro e che era lí con voi non c'è più. È sparita senza dire nulla. Senza salutarvi. Senza avvertirvi. . Come vi sentireste? Spaventati, traditi, abbandonati, senza sapere se la rivedrete più, arrabbiati, preoccupati, infinitamente addolorati, confusi e ancora spaventati, spaventati, spaventati. . Cosa di tutto questo potrebbe aiutare un bambino nel distacco? 𝙉𝙪𝙡𝙡𝙖! Andare via di nascosto non farà altro che aumentare la sua paura dell'abbandono! Paura che, se alimentata, si porterà dietro per sempre, in ogni altra relazione. . Allora....𝙨𝙖𝙡𝙪𝙩𝙖𝙩𝙚 𝙞 𝙫𝙤𝙨𝙩𝙧𝙞 𝙗𝙖𝙢𝙗𝙞𝙣𝙞 ❤ . Salutateli, prendetevi del tempo per farvi le coccole e rassicurarli prima di entrare. Ripetete tante volte che tornerete. Date loro un appuntamento: dopo pranzo, dopo la nanna, dopo i laboratori.... Così si sentiranno rassicurati. "La mamma è sempre qui nel tuo cuore anche se non mi vedi. So come ti senti. Vedrai che le lacrime porteranno via la tristezza. La mamma torna dopo la nanna e faremo una bellissima passeggiata al parco insieme. Ti amo tanto" . Ascoltate il vostro bambino e rispettate i suoi tempi e i suoi bisogni. Questo gli darà la sicurezza di cui ha bisogno per spiccare il volo da solo appena pronto ❤ 🌼Elena Formisano Pedagogista 🌼 . Tutto sull'inserimento e il distacco 👇👇 https://www.amazon.it/dp/B08J1X86RS/ref=cm_sw_r_cp_apa_fab_NXfAFbJV6DJAT . #genitori #educazione #inserimento #ambientamento https://www.instagram.com/p/CKgK_vWFX8a/?igshid=1lcum1twvxzyd
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"Una prova della correttezza della procedura educativa è la felicità del bambino."
(Maria Montessori)
Parola di grande importanza, con il termine ambientamento si fa riferimento a quel particolare periodo d’ingresso da parte di un bambino piccolo in un asilo nido, scenario a lui sconosciuto.
Al momento di prendere una decisione circa l’iscrizione al nido sono molte le domande che ciascun genitore si pone, tra le quali le più frequenti sono: “Sarà pronto il mio bambino per questa cambiamento? come la prenderà?etc..”
Personalmente ritengo che non esista un’età predefinita in cui considerare il bambino pronto al 100% per questa nuova esperienza, il tutto dipende da fattori personali e da come viene gestito l’ambientamento soprattutto da parte dei genitori. È normale che essi si sentano un po’ ansiosi davanti a questo cambiamento, ma affinché il bambino possa viverlo in maniera serena e con tranquillità, è necessario che entrambi siano convinti della decisione presa ed infondano sicurezza al bambino.
Ovviamente dietro ciascuna scelta possono celarsi motivazioni diverse, ma la più frequente riguarda senz’altro la difficoltà da parte dei genitori di conciliare la vita lavorativa con quella familiare.
E cosi, il più delle volte per necessità, ci si affida all’aiuto di persone esterne, iscrivendo il piccolo al nido.
Prima di specificare brevemente in cosa consiste un ambientamento è necessario specificare l’importanza di ritagliarsi un momento di incontro prestabilito tra l’educatrice ed i genitori.
Questo “incontro” è fondamentale affinché le educatrici possano fornire ai genitori le linee generali di conduzione del nido in modo che il tutto sia percepito con chiarezza e tranquillità. Inoltre è questo il momento in cui tra genitori ed educatori avviene una scambio circa i bisogni e le necessità del bambino, cosicché al suo ingresso egli si senta ben accolto e possa vivere una sorta di continuità con l’ambiente familiare, senza sentirsi catapultato in un nuovo mondo.
Il periodo di ambientamento risulta un momento alquanto delicato e con non poche implicazioni emotive da parte di tutti i soggetti coinvolti nel processo: bambini, genitori ed educatori, ovviamente per motivi differenti.
Non dimentichiamoci però che il protagonista vero e proprio di questa esperienza è il bambino, il quale affacciandosi per la prima volta in un ambito cosi diverso da quello familiare, certamente più intimo e di ormai quasi completa conoscenza, probabilmente per i primi momenti corre il rischio di non sentirsi a proprio agio o di rimanere spiazzato dalle molteplici novità da cui è circondato.
Per capire in modo più lampante quanto detto, proviamo a pensare a come ci sentiremmo noi a contatto con un nuovo ambiente. Ecco, questo, vissuto in maniera molto più accentuata, è quello che accade ai nostri piccoli i primi giorni di frequentazione dell’asilo nido.
Per questo motivo l’ambientamento deve essere un processo graduale che richiede la massima partecipazione da parte dei genitori.
Per prima cosa è importante che ci sia stabilità sulle figure che ruotano intorno al bambino in questo periodo, sia per quanto riguarda i genitori che per le educatrici.
Le fasi:
inizialmente il genitore rimane insieme al bambino e condivide con lui attività e momenti educativi. Esso resta nel campo visivo del bambino in modo che se quest’ultimo dovesse sentire la necessità di trovare un punto saldo, sa che il proprio genitore è lì accanto a lui;
in seguito esso si allontana a poco a poco, creando cosi un breve momento di distacco, in modo che l’educatrice possa valutare lo stato emotivo del bambino e capire cosa è meglio fare affinché questo particolare momento venga vissuto con serenità da parte di tutti;
infine vengono consigliati distacchi sempre più lunghi, durante i quali il bambino insieme alle educatrici sperimenta alcuni dei momenti di cura più importanti come il pranzo, il sonno e il cambio.
Al di là dei vari passaggi, che variano a seconda del nido, fondamentale risulta spiegare al bambino, indipendentemente dall’età, il significato della circostanza che sta vivendo in modo che possa prendere coscienza della situazione e costruirsi propri schemi mentali che possano aiutarlo a calmarlo e farlo sentire al sicuro, laddove la circostanza si ripresenterà.
Dunque, per far si che il bambino non percepisca tutto ciò come una sorta di “abbandono” è importante che i genitori riservino comunque gran parte del tempo che trascorrono a casa con il proprio bambino. In questo modo sarà più facile per quest’ultimo capire che si tratta di un distacco temporaneo che viene colmato al rientro dei genitori.
Come detto in precedenza si tratta di una situazione nuova per tutti i membri familiari, quindi il bambino non è il solo a doversi abituare a queste nuove routine, da parte loro anche genitori ed educatori devono trovare il giusto equilibrio per far si che questa esperienza risulti positiva per tutti: i genitori devono poter essere tranquilli di lasciare i propri figli “in buone mani” e altrettanto gli educatori dovrebbe sentirsi accolti nel loro lavoro di cura.
La fiducia è la chiave che da l’accesso ad un sano rapporto Nido-Famiglia ed è importante che vi sia un forte dialogo tra questi ultimi, al fine di creare quella continuità pedagogico-educativa necessaria al bambino per sentirsi al sicuro e crescere.