Il Sulè riparte dall’Odissea
Incontri, scambi di idee, musica, fotografia, teatro, danza, yoga, produzione di spettacoli. Per nove giorni. Una sessione ininterrotta di eventi, dal 4 al 12 febbraio, per sperimentare tutto ciò che il centro polifunzionale comunale Sulé di via Cantini è stato, è e potrebbe essere. Incrociando contenuti e metodi propri di questo contenitore-laboratorio per giovani: ogni variabile del mondo under 30 in campo, all’insegna della partecipazione, della contaminazione, della differenza, dell’aver diritto di parola. Tutto questo è, in sintesi estrema, il bilancio consuntivo del riuscitissimo festival “Sulé 2017 - Odissea nello spazio”, che all’interno della palazzina presso il Parco Aldo Moro ha radunato un vasto pubblico proveniente dal paese e dal territorio. Sullo sfondo, la volontà dell’Associazione Sulé, in autunno riconfermata alla gestione della struttura, di presentare e rimettere in gioco l’esperienza fin qui maturata e di rilanciarla con forza, ricettiva verso ogni costruttiva proposta di cambiamento.
“Siamo felici di poter dire che il Festival è andato complessivamente molto bene, forse al di là di ogni più rosea aspettativa. Due gli aspetti che sono emersi come più interessanti: innanzitutto è evidente che nel nostro territorio c’è un grande fermento di associazionismo giovanile e siamo orgogliosi di rilevare come il Centro Sulé possa rappresentare a tutti gli effetti il principale nodo di riferimento per la rete che stiamo contribuendo a consolidare. Questa iniziativa così articolata ne ha costituito un passaggio importante, visti i tanti eventi in collaborazione, ma di certo non si tratta né del primo né dell’ultimo step. In secondo luogo, ovviamente non meno importante, abbiamo raggiunto l’obiettivo di intercettare un più ampio giro di ragazzi e ragazze che sono stati attratti dalle proposte originali di questa lunga settimana, e ne hanno colto pienamente lo spirito “partecipativo”: dopo infatti un lungo periodo in cui lo “zoccolo duro” dei frequentatori e animatori dello spazio era consolidato su alcuni giovani, abbiamo sentito l’esigenza di rendere ancora più esplicita la possibilità di fruire del Sulé a tutti quei ragazzi e ragazze che hanno qualcosa da dire e da dare, e che hanno voglia di imparare, condividere, crescere insieme. E così è stato: in moltissimi hanno portato nuove proposte o hanno lasciato contatti per essere coinvolti ulteriormente. Quel che auspichiamo quindi da qui in avanti è un effetto moltiplicatore, in cui sia sempre più diffusa la consapevolezza tra i giovani agratesi che esiste uno spazio a loro completa disposizione, con risorse e competenze per costruire occasioni importanti per tutti”.
















