Oggi giornata di trasferimento per Yazd con visite interessanti lungo il percorso. Partiamo alle 07.40 con un nuovo pulmino, e un nuovo autista. Alì è dal meccanico e ci raggiungerà stasera in hotel dopo le riparazioni. Passiamo dalla Cittadella e dal pulmino rotto per recuperare, cibo, acqua e cesta picnic. Il rifornimento di gasolio alla prima pompa in autostrada costa 120.000rial per 80 litri a dire 1.500rial a litro pari a €0,38. Gli autisti sono forniti di carta ricaricabile. Superato un primo scaglione il prezzo aumenta, ma di poco. Arriviamo a Pasargade, 133km NE, alle 09.50. The, caffè, biscottino e visita della Tomba di Ciro il Grande. E' un massiccio sarcofago cavo, con porticina laterale, posto su sei gradoni. Ben restaurato, non dimostra i suoi 25sec. Imponente e solenne merita di essere stato risparmiato dalla distruzione di Alessandro il Grande. Tutt'intorno deserto, nessun ricordo dell'antica boscaglia. Una stradina cieca e sterrata ci porta ad una stretta facciata di palazzo rimontata dagli archeologi e alle rovine rovinate della fortificazione Tall-e takht. Alle 10.30 ripartiamo. Sosta idraulica alle 12.00 nei pressi di Abadeh, 147km NNO, nella provincia di Fars con una graziosa Moschea con fontanella esterna. Alle 12.45 fermata all'ingresso di Abarkuh, 70km E, nella provincia di Yazd per fotografare una bella Ghiacciaia ante tempore. Cupola in mattoni crudi, paglia e fango alta 22 m e 60 m di circonferenza. Altra attrazione è il Sarv-e o Zoroastrian Sarv-e. Un cipresso, appunto sarv-e, che sembra essere il secondo albero più vecchio del mondo con i suoi 4000 anni stimati, alto 25m e 18m di circonferenza. Consumiamo il nostro pranzo a sacco sul muretto della sua alta recinzione. Ripartiamo alle 13.45. Prima di riprendere la strada per Yazd, sempre a Abarkuh, Reza ci fa scoprire fuori dal circuito turistico e con una strada di accesso sterrata, un magnifico e spettrale palazzo. Il non meglio identificato Palazzo del Governatore. Lungo il percorso una brevissima sosta per fotografare la strana sagoma di una Montagna a forma di Aquila. Alle 16.30, arrivati a Yazd, 152km NE, visitiamo l'Atash Behram il Tempio del “Fuoco della vittoria” Zoroastriano (la religione Pharsi o Zoroastriana era la precedente religione persiana ante Islam tuttora viva in Iran e in India. Il Sig. Tata il più ricco uomo d’affari indiano è di religione Pharsi). Sul portale d'ingresso il Faravahar -uomo alato- simbolo Zoroastriano. Le sue ali sono formate da tre serie di piume simbolo del pensiero fondante della religione monoteista contenuto nel principale libro, l'Avestà: “ Pensare bene. Parlare bene. Agire bene”. Al suo interno, dietro una vetrata protettiva, un vaso contenente un fuoco perenne. A fianco della sala del fuoco una sala museo con i paramenti e foto di riti cultuali. Alle 17.00, al tramonto, vediamo una cisterna per l'acqua con le sue caratteristiche Torri dei Venti. Ci spostiamo alla bella e fotogenica Moschea del Venerdì. Nel cortile la fontana per le abluzioni, archi e colonne bellamente maiolicate di azzurro. Senza problemi entriamo durante la preghiera. Segue la bellissima Piazza Amir Chakhmaq. In crisi di astinenza le signore si buttano sui pochi negozi della piazza. In particolare uno di calie e sementi vari. Nel negozio accanto noto una giovane in chador colorato e mascherina stile carnevale di Venezia a coprirle il volto. Chiedo spiegazioni a Reza. Lui subito chiama la donna e la interroga per noi. Viene da una zona del sud est iraniano, a Yadz per sfuggire il caldo di casa. Presta una seconda mascherina -che poi regala alle signore- e in posa, si fa fotografare. Alle 19.00 siamo in hotel per un meritato riposo.