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TOUR DELL’IRAN
dal 08 al 17 Novembre 2013
PREMESSA E INFORMAZIONI
Ad inizio ottobre, ricevuto l'invito dei miei compagni di viaggio in Myanmar per un tour in Vietnam e Cambogia di 22gg., cerco le soluzioni lavorative e le informazioni sul tour. Sto sulla pratica parecchi giorni, ma devo mollare. L'idea di partire ormai c'è, così cerco un altro tour, ma non trovo niente. Poi, con la programmazione dei turni lavorativi di novembre alla porta, quando stavo definitivamente rinunciando, cinque minuti prima di spegnere il PC, sul sito dell'T.O. del mio viaggio in Messico, vedo confermati 6 persone per un tour in l'Iran. Effettuo un rapido controllo sul sito Viaggiare Sicuri e l'indomani vado alla mia agenzia di fiducia. Chiamano il T.O. che conferma il viaggio e allora do la mia adesione. Si parte. Capisco da subito che comunicare agli amici la mia prossima meta comporta diffidenza assoluta. Ai più dirò che vado in Persia e sembra andare meglio. In effetti i preconcetti sono duri a morire e anche se sono tornato vivo, vegeto ed entusiasta, nessuno mi crede.
Tramite il T.O. Italiano e Iraniano ho ottenuto il visto turistico (VISA) fornendo: copia scansione del passaporto; paternità; professione; assicurazione medica; n.2 fototessera; modulo per visto. Con quanto sopra abbiamo ottenuto: un codice VISA da presentare all'ufficio passaporti dell'Aeroporto Internazionale di Teheran per ottenere il vero visto; e una dichiarazione da presentare al check-in Pegasus Airlines di Istanbul di ritiro VISA a Teheran. Abbiamo pagato €20 al T.O. Italiano per il T.O. Iraniano, e €50 all'ufficio visti di Teheran.
Unico pericolo reale in Iran è…attraversare la strada. Non esiste precedenza e non troverete auto che si fermi anche se siete sulle strisce pedonali. Se poi aggiungete che le panchine hanno dei fossi per lo smaltimento delle acque vi renderete conto che stare attenti alle auto e a dove si mettono i piedi è davvero pericoloso. In autostrada invece la disciplina e ferrea. Le vetture che trasportano persone devono registrarsi in entrata e uscita dalle città presso la polizia stradale e hanno installato un sistema di memoria che tramite chiavetta USB controlla la velocità del mezzo, se hai superato i limiti ti ritirano la patente. Per la sicurezza dei turisti è stata da poco costituita la Polizia Turistica, ma abbiamo incontrato solo una coppia di giovani militi latori della notizia. Per altro non abbiamo incontrato nessun problema, anzi abbiamo scoperto una popolo splendido, curioso, accogliente e disponibile in ogni occasione. Curiosità evidente, più che lo chador portato dalle donne, è che tutte le ragazze hanno il naso rifatto alla francese. E' una vera epidemia che con 1000-1500 euro contagia le iraniane e il turismo chirurgico. Se considerate che lo stipendio medio è di 300/350 euro, per loro è un bel costo. L'embargo occidentale si fa sentire soprattutto nel campo dei ricambi e ha prodotto triangolazioni sopratutto con la onnipresente industria cinese. Invece non ci sono problemi in campo alimentare e ovviamente per la benzina. Si mangia bene da 90 centesimi comprando nelle alimentari o con max 10 euro in ristoranti blasonati. In genere in ristorante si ha una zuppa e un piatto unico con carne e contorno di riso. Stranamente non esistono bar e tavolini all'aperto, solo sale da the. Gli hotel sono stati all'altezza, ma sapete che a me basta solo una doccia, un letto pulito e...una tazza w.c.. Specifico perché troverete solo bagni alla turca ovunque tranne che nelle vostre camere d'albergo. Per telefonare ho usato il mio cellulare TIM a €5 al primo minuti e €0,25 con un cellulare messo a disposizione dalla nostra guida. In hotel Internet Point o Wi-Fi gratis fino a due ore. Il clima è stato clemente tranne un pomeriggio di pioggia mentre eravamo sul pulmino e due fredde serate a Isfahan. In Iran si commemora in questi giorni Muharram. E' il primo mese del calendario lunare islamico. Il primo del mese si festeggia il capodanno islamico, nel 9° e 10° giorno, detti Tasua e Ashura, si commemorano il primo e secondo giorno della battaglia di Kerbala nel corso della quale fu massacrato Husayn ibn Alì, figlio di Fatima (figlia di Maometto) e Alì (cugino e genero di Maometto). Questo episodio e molto sentito dagli sciiti persiani e segna praticamente la divisione dai sunniti arabi, più a livello politico che religioso. Muharram e insieme “Venerdì Santo” e “1° Novembre commemorazione dei morti”. Va da se che in questi giorni tutto è chiuso, quindi il nostro programma si e adeguato. Una particolare menzione la devo alla nostra guida iraniana Reza Sayah. Molta parte delle bei ricordi e delle sensazioni positive sul popolo iraniano sono merito suo. Grande oratore, disponibile, infaticabile, si trasforma all'occorrenza in maitre di sala nei ristoranti consigliandoti la specialità migliore, in chef de range scrivendo la comanda, in ospite pagando di tasca in attesa di essere rimborsato; traduttore per l'acquisto rapido di qualsiasi merce dalle sementi dei bazaar ai tappeti in negozio -sa già cosa vuoi comprare-. Organizzatore puntuale di ogni spostamento, senza il suo intervento alcune visite sarebbero state impossibili, specialmente durante il mese di Muharram. Per niente su internet trovate molte recensioni positive. Credo nel valore aggiunto al tour da questo professionista e quindi, con il suo permesso, vi fornisco la sua email [email protected]. Sapete che non lo faccio mai, quindi....
1° GIORNO 08 NOV CATANIA-ROMA-ISTANBUL
Sveglia alle sei per il volo Blu Express delle 9.45 da Catania per Roma. Atterrati in orario mi reco al ritiro bagagli e poi al check-in della Pegasus per il volo delle 14.40 per Istanbul, seconda tappa di avvicinamento. Subito, in fila davanti a me, riconosco dall'etichetta delle valigie, gli altri partecipanti al tour. Siamo in 9 tra cui 7 donne, ottimo. Hanno già viaggiato insieme e sono affiatati, esperti, decisi, discreti e …irresistibilmente attratti da qualsiasi cosa in vendita, ma solo nel tempo libero. Al chek-in mi intervistano sulla velocità e cordialità del personale di terra di Fiumicino. Consumato un pasto in caffetteria. Ci imbarchiamo in orario, e arriviamo alle 18.10 nella capitale turca. Abbiamo più di 5 ore per visitare il piccolo Aeroporto Sabiha Gokcen che stanno vestendo di festoni natalizi. Cena all'Arbys, fast food in salsa turca, con patatine fritte tagliati a cavatappi -per niente buone-. Partiamo in ritardo allo scoccare della mezzanotte. Gonfio il mio cuscino da viaggio, indosso i tappi per orecchie e la mascherina oscurante per gli occhi, tolgo le scarpe, mi copro con la giacchetta e tento un sonnellino.
2° GIORNO 09 NOV ISTANBUL-TEHERAN
Atterriamo al nuovo Aeroporto Internazionale Imam Komeini di Teheran alle 04.35 -le 02.05 italiane- e prima di ritirare i bagagli dobbiamo ritirare i visti di ingresso. Dopo avere fatto una fila sbagliata, arriviamo allo sportello giusto. Ci ritirano i passaporti, ma capiamo che qualcosa non va. Aspettiamo sereni che i nodi vengano al pettine. Ci offre aiuto una gentile signora italiana in Iran per lavoro nel campo petrolifero. Ma non si capisce l'arcano. Alla fine esce un impiegato. Hanno vistato tutti i passaporti escluso uno, perché il nome non corrisponde (il cognome si) con quello pre-autorizzato dalle autorità. Chiedono spiegazioni ed è chiaro che si tratta di uno sbaglio della nostra agenzia. Quando ci fanno pagare allo sportello di fianco €50 cad. per il rilascio del visto, sappiamo che tutto è a posto. Noi non ci siamo agitati e loro sono stati accomodanti. Finalmente ritiriamo le valigie, anzi le troviamo ammonticchiate allo sportello Lost&Found in nostra attesa. Oltre le barriere di uscita, riconosco anche la nostra guida Reza. Occorre altro tempo per presentare la denuncia di una valigia danneggiata. Avvertito, Reza, riesce ad entrare per dare un aiuto. Sono ormai le 07.00 quando usciamo dall'aeroporto. La prima boccata d'aria Iraniana è l'acre odore di smog mattutino. Saliamo sul pulmino Iveco 22 posti -prodotto in Iran su licenza cinese ceduta dall'Italia, forse per aggirare l'embargo- in nostra attesa. E' l'ora degli impiegati e delle scolaresche ed il traffico e impazzito. Da subito capiamo che alla guida non ci sono regole. Arriviamo solo alle 08.15. Non c'è tempo per riposare. Riposte le valigie in camera e lavate le mani, scendiamo a consumare la colazione e dopo una foto di gruppo al femminile alle 09.35 siamo pronti all'ingresso del Palazzo Golestan per la prima visita col botto. Reza avrà da subito tutta la nostra disponibilità a decidere sulla giusta sequenza delle nostre visite ed è inteso che noi vogliamo visitare di più e mai di meno. Sceso dal pulmino Reza ci avverte che ci sono palazzi governativi, con tanto di avvertimenti, che è meglio non fotografare. Alla mia prima foto di una gigantografia di Khomeini e Rohani su un palazzo senza apparenti divieti, un giovane militare, gentilmente, mi chiede di cancellare la foto, eseguo senza battere ciglio. Reza interviene in mio favore, in una vicina moschea aspettano la visita di autorità locali per la commemorazione del mese di Muharram. Io non mi scompongo, quello che è giusto è giusto. Un giorno a Parigi fui seguito dalla gendarmeria perché tentai di fotografare un ambasciata nella via delle ambasciate. Spinto da Reza rifaccio la stessa foto dai giardini del Palazzo Golestan. Il "Palazzo dei fiori" ci accoglie con un verde parco, oasi di pace nel convulso traffico del centro. In effetti il complesso è costituito da 17 edifici. Dal terrazzo del Takht-e Marmar Trono di Marmo,con volta ricoperta da maioliche e specchietti, si ammirano fontane a raso con godibili giochi d'acqua. Indossiamo delle soprascarpe di stoffa per visitare le meravigliose sale interne. In particolare la Talar-e Aineh Sala degli Specchi, pavimento ricoperta di tappeti con le pareti e il soffitto di specchi scintillanti; e la Talar-e Berelian Sala Brillante, profusione accecante di specchietti. E' vietato fotografare, meno male altrimenti avrei fuso la mia macchinina (solo per darvi una idea delle sale interne inserisco delle immagine dal sito ufficiale). Dobbiamo lasciare il Palazzo e alle 11.05 siamo al Museo Nazionale dell'Iran, ospitato in un edificio a due piani dalla caratteristica facciata in mattoni rossi. Le collezioni esposte provengono da scavi effettuati a Susa e Persepoli insieme a oggetti in ceramica, vetro, miniature, opere calligrafiche e lavori in cesello. Alle 12.35 ci spostiamo al Museo della ceramica e vetro, ospitato da un bel palazzo signorile con doppia scala. Belle opere bellamente esposte. All'uscita ci offrono the bollente e buonissimi muffin, d'uso nel mese di Muharram. Ci meritiamo una pausa pranzo durante la quale, in un risto-selfservice, qualcuno mangia altri riposano e altri ancora approfittano per il primo contatto Wi-Fi. Alle 14.45 continuiamo la visita di Teheran con il Museo Nazionale dei gioielli, nei cavò del Palazzo della Banca Nazionale dell'Iran, all'interno del quale è assolutamente vietato fotografare (solo per darvi una vaga idea inserisco immagini trovate in rete). Nel cavò è esposta una mirabolante e spettacolare collezione di gioielli che un tempo formavano il tesoro della corona. Molti pezzi furono trafugati nei giorni successivi all'abbandono dello scià Renza Pahlavi. Tra i tanti tesori esposti il Darya-e Nur (Mare di luce), un diamante di 185 carati, e il Trono del Pavone. Frastornati da tanto sfarzo, alle 16.00 visitiamo il più modesto Museo dei tappeti, che accoglie più di 100 tappeti i più antichi dei quali risalgono al XVI secolo. Distrutti, ma soddisfatti alle 17.00 siamo in hotel. Doccia, relax e uscita serale per la cena libera. Dopo varie proposte e più per stanchezza che per convinzione scegliamo un anonimo quanto enorme kebab con abbondante cipolla in una piccola rosticceria. Consumiamo il tutto, mestamente seduti su una panchina semibuia dopo avere scartato la saletta al piano superiore piena di fumi e senza finestre. Alle 21.30, stremato sono a letto.

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