Ieri notte ti ho sognato. Non ricordo precisamente cosa, ma so che quando mi sono svegliata mi sono sentita scombussolata.
Da una parte ero felice, mi veniva da sorridere spontaneamente perché quel sogno mi aveva suscitato delle belle e forti emozioni.
Ma dall'altra parte ero sconfortata, delusa e disillusa. Un senso di nostalgia mi ha pervaso per tutto il giorno ed è stato pesante da sopportare.
Il sogno era reale, non c'era nessun elemento troppo fantastico, strano o irrazionale che mi facesse pensare il contrario.
Per questo ci ho creduto fino alla fine.
Ci ho creduto, o meglio, sperato, anche quando ho aperto gli occhi e intorno a me si estendevano le solite quattro mura e dei tuoi occhi nocciola non ce n'era nemmeno l'ombra.
In quel sogno, non ricordo come sia andata, ma c'eravamo noi due. Io ero felice di essere con te.
Poi ho un gran vuoto, non ricordo cosa sia successo.
È per questo che quando mi sono svegliata la mattina, ho sentito un tonfo sordo fino al centro dello stomaco.
Mi girava quasi la testa per le sensazioni contrastanti.
Ero felice, ma incredibilmente triste.
Però so ancora meglio, che tutto ciò non accadrà mai nella nostra realtà.
E non riesco a capacitarmene. Sarebbe una cosa così semplice e genuina.
E forse lo eri davvero. Io lo ero sicuramente.
Forse quella stessa felicità che avevi in corpo non hai più la convinzione di volerla vivere.
Forse quella stessa felicità potrebbe, in un futuro spero non troppo lontano, ricondurti da me.
Forse tutti questi sogni fatti, dimenticati, ricordati, offuscati per metà, un giorno potremmo riviverli insieme.
Nel frattempo, finché il mio subconscio vorrà ancora fantasticare su di te e su di noi, io ti aspetto in quella parte di mondo dove tutto è possibile e niente è sbagliato.
Ci vediamo stanotte in uno di quei sogni che la mattina ti lasciano una sensazione addosso, ma proprio non riesci a ricordarteli.