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#Anarchy in #Pozzuoli! "The most important concern is that the people, and humanity all, lose the sheep-like instinct and habit that thousand years had gave them, and learn to think and act freely. The anarchists" #instamood #grass #flowers #stone #engraving #engravedstone #anarchist #history #igersnapoli #igers (presso Porto di Pozzuoli)
Con varie ore di ritardo sullo scatto (capita di dimenticarsi di postare) un magico Castel dell'Ovo con #Vesuvio annuvolato. #napoli #castello #mare #nuvole #lungomareliberato #igersnapoli #igerscampania #landscape #italy #naples (presso Lungomare Via Caracciolo)
Ogni tanto ci provo anche io fare le foto professionali! Sometimes I try to take professional photos! #naples #napoli #sea #seaside #landscape_lovers #landscape #seascape #igers #igersnapoli #igerscampania #lungomare #lungomareliberato #scogli #onde #waves (presso Lungomare Via Caracciolo)
Cose che cambiano, cose che restano uguali
È da un po' che non mettevo mano a questo blog, e quindi mi sembrava il caso di non abbandonarlo come ho fatto con tante cose. Le cose cambiano: ad esempio, io cerco di diventare costante. Cambiano tante cose, gli amici più "cazzoni" si sistemano, quelli più forti a volte li devi raccogliere con il cucchiaino. Io cerco di trovare una mia strada, e in questo non cambia nulla. Sono sempre perso nel cammin di nostra vita, e non ho né Beatrice né Virgilio. Le cose che cambiano mi fanno paura. E questo mi confonde, in quanto sono un amante del progresso. Ma sono un amante del progresso insicuro, e quindi ho bisogno delle mie piccole certezze quotidiane - che troppo spesso vanno all'aria. E niente, per questa puntata chiudiamo, a presto per nuovi aggiornamenti.

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Cambi di pelle, parte 2
Io chi sono? Ci ho riflettuto a lungo e ancora non lo so. Però so due cose: la prima è che non sono quello che ero fino a qualche giorno fa. Ho deciso di chiudere con il mio passato. E non sono nemmeno quello di stamattina, perché sto cambiando ogni minuto, ogni incontro, ogni discorso. Sono una tela bianca pronta ad essere ridipinta. La seconda cosa è che ho paura. E questo non sono riuscito a chiuderlo fuori. Ho paura di tante cose, tra queste ho paura dell'amore, ho paura delle persone che entrano troppo velocemente nel mio spazio, ho paura di perdere persone e occasioni importanti per colpa della mia paura. E credo di averne perse molte. Spero di trovare qualcuno che mi insegni a non aver paura, a non chiudermi a riccio davanti alle emozioni. O dovrò trovare questa forza dentro me, e questo è difficile.
Ho cambiato così tante pelli...
Io chi sono?
Questa è una domanda che bene o male ci facciamo tutti prima o poi, chi una volta chi più spesso. Certo, chi soffre di amnesie se la pone molto spesso, ma non è il mio caso - ho una buona memoria, per il momento.
“Io chi sono?” è la domanda che ci poniamo quando ci guardiamo allo specchio e non sappiamo se l’immagine riflessa è quello che gli altri vedono in noi o quello che siamo realmente. Ma è anche la domanda che ci poniamo quando abbiamo voluto tagliare con il nostro passato e ci manca una prospettiva qualsiasi di futuro. Nel mio caso, entrambe le cose. “Io chi sono?” è la domanda che mi sto ponendo mentre scrivo queste righe e cerco di venire a capo delle mie mille alienazioni.
Troppe e troppe volte ho dovuto - e devo - impersonare ruoli e personaggi anche tra loro diversi e inadatti a quello che io pensavo di essere, e indosso ormai così tante maschere che non so neanche più che faccia ho.
Faccio il creatore di contenuti, nulla di quello che scrivo mi appartiene davvero. Nel momento in cui la mia penna scorre sul foglio quelle parole non sono più le mie, o spesso non lo sono a priori, perché scrivo impersonando qualcun altro. In realtà dubito della paternità anche di queste parole, ma le sto affidando alla rete, e quindi addio alla loro origine. Forse è un mio simulacro che sta scrivendo questo, e il mio vero io è da qualche altra parte, nel Paese delle Meraviglie a giocare a scacchi con un colonnello russo in pensione.
Tutto ciò mi ricorda un anedotto: qualche anno fa trovai uno specchio da armadio per strada, e ne approfittai per andare in giro invitando le persone “a rifletter(si)”. Orribile gioco di parole, lo so. Ma penso che se ora qualcuno mi invitasse a fare questo, farei i complimenti alla mia figura riflessa per i baffi.
Io sono Ruben. O almeno così mi chiamano. Questo è il mio unico mantra.
Ricominciare
È passato un po’ di tempo dallo sfogo precedente, e nel mezzo sono successe varie cose. Cose che da un lato mi hanno rimesso in carreggiata, ma che mi hanno allo stesso tempo confuso - e non poco. Tanto per cominciare, ho cambiato “ambito”, ossia ora ci occupiamo di enogastronomia e quindi mi tocca scrivere di e-commerce di vino e altre cose che sto cercando di imparare. Impara l’arte e mettila da parte, come sempre.
La seconda cosa è che apparentemente la mia scelta di vestirmi uso anni ‘30 piace alle persone, e ogni tanto c'è qualcuno che vuole farsi una foto o mi fa i complimenti. Cosa che però mi genera dubbi sulla mia identità, se sono io quello con cui si stanno complimentando o è qualcuno che loro vedono in me. Che però magari non sono io.
E questo mi crea non pochi problemi.
In attesa di aggiornamenti, alla prossima.
Bilanci
Non so quanto sia bello aprire un blog personale in modo così “deprimente”, ma voglio che questo sia il mio blog - e in questo momento sono depresso.
Sta di fatto che ho passato il mese di agosto a fare un bilancio della mia vita recente, dopo tre anni in cui sono corso di qui e di lì a fare mille lavori estremamente sottopagati. Certo, ho incontrato persone splendide, persone che mi hanno insegnato molto, persone di merda che mi hanno fatto capire che essere diffidente non è sufficiente. Ho imparato molto. Ma alla fine mi sono ritrovato con tanti amici che non vedo mai perchè anche loro sono sempre in corsa, e un pugno di mosche in mano. E così è passato agosto.
Ed è arrivato settembre. E con settembre i bilanci si sono fatti più pesanti, perché è finito il tempo della libera autocommiserazione e si entra nella fase del “basta stare lì a piangerti addosso, ora datti da fare, hai 28 anni ormai!”. Come se fosse facile ricominciare dopo tutto ciò. Dopo che hai sacrificato molto di quello che eri per fare quello che hai fatto - violando in parte quello che in Full Metal Alchemist chiamano il “principio dello scambio equivalente” e ti ritrovi quindi con pezzi in meno rispetto a quando eri partito. In particolare, ho lasciato per strada entusiasmo e fiducia.
Fiducia in me stesso e nel prossimo. Fiducia anche negli amici, che non sempre ti capiscono anche se ti vogliono bene. Fiducia nelle ragazze/donne, che tanto sai già che “ti vedo solo come un amico”. E soprattutto fiducia nel futuro, nella possibilità che “domani andrà meglio”. Se non è peggio di ieri è già tanto, per quel che mi riguarda.
E intanto mi trascino facendo bilanci negativi di esprerienze passate mentre sempre più persone intorno a me se ne vanno (geograficamente). E io continuo a pensare che dovrei partire alla ricerca della fiducia nel mio futuro.
Ma non so con quale forza.