Sarei anche d'accordo, in generale, ma non per il vagheggiamento erotico. Perché infine, se si toglie l'adorazione verso chi é ritenuto, a torto o ragione, migliore di noi, cosa resta dell'amore?
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Se sei una della risma....che ti venga un' aneurisma...se sei uno che ci crede...che ti venga un cancro al piede...se sei una troia maledetta...buttati giú dalla spalletta, se sei un povero coglione, bhe ti lascio la questione.
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Michele Serra e i bulli che vanno al professionale
Michele Serra e i bulli che vanno al professionale
Ieri Michele Serra sulle pagine di Repubblica se ne è uscito con una amaca in cui sosteneva che la nuova ondata di bullismo nelle scuole superiori si spiega con i vecchi criteri economici: i ragazzi bulli sono i figli delle famiglie più povere, che frequentano professionali e tecnici, mentre i figli delle classi abbienti vanno al liceo. Per questo motivo è più difficile che nei licei succedano…
Dal pezzo di Serra si capisce che secondo Serra, come negli anni ’50, le famiglie benestanti mandano i figli al liceo, tutti gli altri nel girone infernale del “resto”, un inferno dantesco in cui non si impara niente e le scuole sono dei piccoli Bronx. Io non so in che realtà viva Serra, ma forse dovrebbe un po’ aggiornarsi. Nei tecnici e nei professionali si studia. Anche molto, a volte più che nei licei. Poi è ovvio che la preparazione non sarà la stessa, perché il taglio e diverso, ma non è nemmeno la gabbia di uno zoo in cui tutti i ragazzi si esprimono i grugniti. E soprattutto non è detto che vengano dalle classi “povere”. Soprattutto nel nord est al tecnico ci finiscono anche figli di piccoli imprenditori e professionisti benestanti, che non se la sentono di fare il liceo o le cui famiglie vogliono un diploma subito spendibile nel mondo del lavoro senza però escludere a priori una formazione universitaria.
Molti ingegneri ormai vengono dal tecnico, per esempio. Così anche gli iscritti nelle facoltà economiche. E persino nelle facoltà umanistiche e a legge c’è una buona quota di ragazzi che vengono da percorsi diversi dal liceo. Qui i dati istat.
Io ho studiato al nautico, non mi è nemmeno balenata l’idea di andare in un liceo. Tra i miei compagni di classe c’erano svariati figli della borghesia, grossi imprenditori, commercianti di preziosi, direttori di banca. Qualche volta mi prendevano per il culo perché secondo loro avevo le felpe avariate (dell’anno prima). Poi c’era anche il figlio del pescatore che non aveva manco gli occhi per piangere e il figlio del macchinista delle ferrovie. Indovinate con chi ho fatto amicizia e chi non si è mai permesso di sfottermi?
Naturalmente, come sempre, non appena uno scrive qualcosa di vagamente classista, ecco le orde di levopensanti di internet che lo sommergono di critiche. Serra ha detto una ovvietà, e cioè che la classe operaia italiana (che si sta adesso lentamente alfabetizzando ed usa lo smartphone) non ha mai imparato le buone maniere e la convivenza civile. È un fallimento epocale, una catastrofe la cui colpa ricade sulla borghesia italiana, sulla sua vanità, la sua debolezza patologica e la mancanza di ideali che non siano un demenziale equalitarismo marxista o un muffito cattolicesimo autoreferente, ben ricambiata comunque dalle classi inferiori con un'odio strisciante e abietto. Se poi codesti elementi ineducabili si concentrino tutti agli IT, può essere più o meno vero, in quanto è ai propri figli, in primis, che la borghesia non ha saputo parlare.
Utilizzando particolari molecole di dna non necessarie per mantenerla in vita si possono modificare i geni umani più velocemente. Ecco il nuovo Crispr
Crispr oggi diventa “cell-free”. La nuova tecnica di editing (modifica) del genoma per realizzare terapie geniche, che ha rivoluzionato la medicina e la bioingegneria, si trasforma ancora e stavolta agisce al di fuori della cellula.
Come? Modificando il dna dei plasmidi, molecole di dna nella cellula che non sono essenziali per la sua sopravvivenza. Così, questi componenti potranno essere prelevati dalle cellule umane e manipolati con Crispr in vitro, cioè in provetta o su piastra di Petri, senza la cellula. A presentare questa nuova tecnologia è un gruppo di ricerca guidato dal Gene Editing Institute del Christiana Care Health System, negli Usa. I risultati sono appena stati pubblicati su CRISPR Journal.
Gli autori descrivono il nuovo metodo in cui, dopo aver estratto i frammenti di dna da cellule umane, queste parti possono essere ingegnerizzate in maniera veloce e precisa, inserendo delle modifiche nel codice genetico, ma senza bisogno della cellula. Il risultato rappresenta un avanzamento tecnico che apre nuove prospettive diagnostiche e strategie di trattamento mirate sul singolo paziente, come spiegano gli autori.
“Con questo nuovo avanzamento dovremmo essere in grado di lavorare con colture di laboratorio e applicare modifiche geniche in meno di un giorno”, ha spiegato Eric Kmiec, autore principale dello studio. “Questo è particolarmente importante per la diagnostica legata al trattamento dei tumori, in cui il tempo è essenziale”. Nel cancro, infatti, le mutazioni che causano la diffusione della malattia sono differenti da paziente a paziente ed individuarle rapidamente è importante per sviluppare terapie mirate.
Un altro elemento, prosegue Kmiec, è che mentre gli strumenti “tradizionali” Crispr modificano o riparano brevi frammenti del codice genetico di un singolo gene, con questo sistema si potrebbero sostituire o eliminare interi geni. Un’arma in più, secondo i ricercatori, in quelle malattie in cui vi sono mutazioni su più geni, come nell’Alzheimer o in alcune malattie cardiache, e non su un solo gene, come invece avviene in alcuni tipi di anemia o nella malattia di Huntington.
Crispr di fatto indica il meccanismo di base utilizzato dai batteri contro virus invasori. Da anni, gli scienziati sfruttano questo meccanismo, programmandolo in modo da trovare e rimuovere specifiche sequenze del codice genetico e sostituirle con altre. Da quando è stato scoperto, sono nati diversi strumenti Crispr, che portano sempre un maggiore progresso rispetto alle correzioni genetiche.
Gli studi si basano in molti casi su CRISPR-Cas9, dove Cas9 è un enzima che funziona come vere e proprie forbici che tagliano a fette ed inseriscono parti di dna. Tuttavia questa tecnica è efficace nel modificare i geni all’interno della cellula, mentre la metodica di oggi, basata sulla proteina Cpf1, funziona anche senza cellula, coi plasmidi, appunto.
Altro elemento, operando con Crispr senza cellula, si può vedere meglio come avviene questo eccezionale processo di modifica del dna, al di là del risultato. “Quando impieghi Crispr all’interno di una cellula è come se stessi lavorando in una scatola nera in cui non puoi davvero osservare gli ingranaggi del macchinario che compie queste azioni straordinarie”, aggiunge Kmiec. “Si vedono i risultati, si modificano i geni, ma non sempre si riesce a vedere come li si è ottenuti, un elemento importante per garantire che Crispr possa essere utilizzata con sicurezza per trattare i pazienti”.
Ora i ricercatori del Gene Editing Institute stanno lavorando sul nuovo CRISPR-Cpf1 per fornire un modello alle aziende farmaceutiche che si occupano di diagnostica e terapie personalizzate nell’ambito dei tumori.
Mi state dicendo che su Wired.it riportano un articolo di gente che ha modificato un plasmide con il CRISPR? Un plasmide? Che è come curare un mal di testa con un ciclo di chemio. Riparare la catena della bici portandola alla NASA.
Un plasmide è una piccola molecola di DNA circolare. Si trova dentro le cellule dei batteri, separati dal loro DNA genomico. Si può replicare autonomamente.
Nel 1977, Herbert Boyer ha modificato questo plasmide affinché si potesse clonare al suo interno un gene. Il plasmide venne chiamato pBR322. Pare che il 322 fossero i tentativi richiesti per riuscire a fare quella cosa.
In pratica, il plasmide viene preso, tagliato in un punto solo e al suo interno si clona il gene che si vuole studiare. Poi si ricuce e si infila in cellule in cultura: batteri, ma pure cellule eucariotiche.
Oggi sta roba la fai alle esercitazioni dell’università, mentre gli studenti guardano fuori dalla finestra il bel tempo, il sole, le gonnelline svolazzanti e barzotti pipettano annoiati gene e plasmide, per creare il loro primo clone, mentre fantasticano di sesso anale e playstation.
“Con questo nuovo avanzamento dovremmo essere in grado di lavorare con colture di laboratorio e applicare modifiche geniche in meno di un giorno”
Lo facciamo già da 20 anni. Il mio kit per modificare geni in un singolo aminoacido c’impiega 3 ore, ma solo perché in mezzo ci metto pure la pausa pranzo.
Dite, poi, a quelli di Wired, che esiste addgene.org, banca dati dove potete trovare qualsiasi gene+plasmide già clonato, per la modica cifra di 60 dollari. Venite in laboratorio, allora, già clonati.
Il CRISPR che modifica i plasmidi. Ehi, abbiamo pure scoperto che il DNA è una doppia elica! Porcodio dai, mi avete rovinato il venerdì.
Premetto che non seguo @spaam , i suoi post scientifici sarebbero interessanti, ma sono inframmezzati da (es)posizioni politiche datate, moraliste ed insopportabilmente arroganti, difetto che peraltro lo accomuna al 90% degli scienziati del paese ( forse credono che il mondo sia un lab dove se le cose sono giuste allora sono anche realizzabili) . MA in questo caso registro una convergenza tra la sua denuncia di una gonfiatura mediatica nel campo dell' ingegneria genetica ( di cui sono totalmente ignorante) e certe mie convinzioni su altri campi del sapere. La cosa peraltro non mi sorprende troppo, in quanto il clichè dello scienziato ( il 99% delle volte ormai di fatto un tecnico di alto livello) scopritore di meraviglie e salvatore ( o distruttore) dell'umanità costringe di fatto questa classe di individui spesso mediocri ma sempre molto affamati di conferme, ad attribuirsi meriti che non hanno, come singoli o come gruppi. La risposta giusta non è la rabbia, ma la pacatezza, in quanto le bugie, come si sa, hanno le gambe corte e non vanno lontano.
Ostara (chiamata anche Eostre, Eastre oppure Eostar) è uno degli otto sabbat pagani; si celebra il giorno dell’equinozio di primavera ed è condivisa relativamente da tutte le religioni pagane moderne.
La festa è di origine germanica, infatti prende il nome da quello della dea Eostre, matrona della fertilità. La divinità si diffuse, con relativo culto e usanze festive, a tutta l’Europa toccata dalle invasioni germaniche. Essa aveva affinità con divinità di altre culture indo-europee come in Grecia, quella di Estia, e nell’impero romano Vesta.
La festa di Ostara celebra la rigenerazione della natura e la rinascita della vita, coincidente con l’equinozio di primavera. Nell'antichità, per l'occasione, le sacerdotesse della dea, celebravano un particolare rito che involveva l'accensione di un cero (che venne in seguito assimilato dalla tradizione cristiana) simboleggiante la fiamma eterna dell'esistenza. Il cero, all'interno dei templi dedicati alla dea, veniva spento solo all'alba del giorno seguente
Durante la festività venivano celebrati rituali ierogamici, anche oggi ripresi da alcune correnti del Neopaganesimo, e in particolare da alcuni gruppi wiccani, durante i quali la rinascita della vita veniva esaltata e sacralizzata attraverso l'unione sessuale.
I popoli anglo-sassoni chiamavano il mese lunare corrispondente all'incirca al nostro aprile, Eostre-monath, e in questo periodo celebravano feste in onore della dea Eostre associata a vari aspetti connessi col rinnovarsi della vita quali la primavera, la fertilità e la lepre (per la velocità con cui prolifica).
Con la diffusione del Cristianesimo la festa di Ostara venne assimilata dalla Pasqua, la cui data di celebrazione cade presso il primo plenilunio successivo all'equinozio di primavera. La nuova festa cristiana, ancora priva di un nome, in certe lingue assimilò anche la nomenclatura della vecchia festa. Ancora oggi, infatti, in inglese la Pasqua è chiamata Easter, e in tedesco Ostern. Anche parecchi elementi della tradizione antica furono inglobati dalle festività attuali, tra questi si possono citare il coniglio pasquale, simbolo di fertilità e prosperità e l'uovo, simbolo dell'embrione primordiale da cui scaturisce l'esistenza (concetto di uovo cosmico già presente in antichi miti della creazione della zona mediterranea ed in molte altre culture extra europee).
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Stanotte la gatta miagolava nel sonno. Lo fa ogni tanto, sembra in preda ad un suo incubo personale. Forse ha passato qualche brutta esperienza, il che spiegherebbe il suo carattere schivo e pauroso. Comunque sia, siccome non ritengo che rivivere i traumi passati abbia un potere terapeutico nei gatti, di solito quando succede la sveglio con delicatezza. Stanotte nel buio non la vedevo e ho solo detto "mussi!". Lei ha risposto con un lungo miagolio modulato, e, forse contenta che il brutto sogno fosse sparito, ha ritenuto di ringraziarmi salendomi sul petto e lì addormentandosi ronfando sommessamente.
Cuoreeeee, cuore di donna bianca, chi vuole assaggiare? Appena tirato fuori, è molto proteico e ha pure proprietà magiche. Civati, ne vuole un pezzetto? È afrodisiaco... Renzi? Bergoglio? No? Del Rio! Almeno lei, è consigliato anche nel ragù. Nessuno? Eh ma che palle, non siete aperti alle altre culture. Razzisti!
Con buona pace del grande giornalista Mentana, dei neri hanno catturato una ragazza bianca, l'hanno uccisa e ne hanno sezionato il cadavere con rituali tipici della mafia NIGERIANA. Il cuore è stato probabilmente mangiato. Ma tutto ciò, probabilmente grazie ad una telefonatina di Minniti, scompare magicamente dalle dichiarazioni degli inquirenti, almeno fino al voto. Pensare di prendere la gente per il culo, "per non esacerbare i toni" mi fa pensare di vivere in un paese di disonesti per di più sciocchi, combinazione che si rivela spesso letale.
@rossotziano Ci si confronta utilizzando toni civili (quindi non esordendo con “te lo dico papale papale, mi hai rotto il cazzo”) e argomentazioni pertinenti (quindi non sostenendo dal nulla che “in Africa uccidono gli albini, che è un posto di merda” etc). Con queste premesse io sono aperta al confronto. Altrimenti non è un confronto ma un gioco di forza inconcludente in cui vince chi alza di più la voce a prescindere dalla tesi portata avanti e dai fatti su cui questa si basa, un po’ come succede oggi nei talk (non so lei ma io li evito accuratamente perché solo vedere persone che sbraitano dicendo il nulla mi fa rabbrividire). Se poi riusciamo ad abbandonare anche la retorica del “mondo di carta pesta”, del “buonismo” e delle “anime belle” allora va ancora meglio, perché le posso assicurare che io sono una persona di merda (altro che anima bella) e vivo nello stesso paese in cui vive lei, quindi in sostanza stiamo sulla stessa barca, affrontiamo gli stessi disagi e le stesse difficoltà. Disagi e difficoltà che c’erano prima di questa “invasione” tanto decantata e che ci saranno anche dopo, quando si troverà un nuovo capro espiatorio su cui la forza politica di turno incanalerà il malessere sociale per legittimare la propria incompetenza ed inconsistenza.
@bugigat-tolo Ammetto che l'incipit era offensivo e me ne scuso, era indirizzato all'autore che bersagliava Minniti ed il Pd, che hanno fatto il possibile, per quanto troppo tardi, per arginare il problema. Sono pure d'accordo sul giudizio generale su questo paese, e per questo non mi pare proprio il caso di accogliere flussi migratori tanto alla leggera. L'argomentazione invece la difendo: è innegabile che l'Africa ha ancora un livello di inciviltà da primato ( l'albina non è morta, si è svegliata in ospedale senza un braccio, ma è solo la spia di una situazione culturale ), la soluzione non è accogliere una minoranza di disperati ed avventurieri. Non dico che siano tutte cattive persone, anzi probabilmente sono anche meno stronzi degli italiani ( come avviene in genere per le culture arretrate, essendo che nella modernità attecchiscono bene tutta una serie di patologie ), però inventarsi una vita ed un lavoro da dare a queste persone mi sa tanto di miracolo, e in questo paese i miracoli di solito riescono disastri. La retorica delle "anime belle" è una specchiatura di quella delle "anime brutte e cattive", secondo cui chi non vuole accogliere il diverso senza se e senza ma è razzista, fascista, reazionario, mostro, ed io a farmi dare del fascista non ci sto. :-)
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