Torno a scrivere dopo una marea di tempo. Forse due maree. Sono le 3 del mattino e da poco sono rientrata a casa dopo una passeggiata con Gigu. Sono trascorsi anni dalle nostre ultime confidenze e mi sembra che, parlando a lei, io abbia recuperato anche le persone che siamo state. Sono felice di aver scoperto che nella nostra essenza non siamo cambiate poi tanto, nonostante tutto il mondo intorno nel frattempo abbia fatto le capriole. I discorsi però erano tutti diversi. Non più il pianista o Dado, ma ristrutturazioni, lavori a tempo indeterminato, famiglia, l’idea di un futuro che non è più un racconto di fantasia ma file di mattoni già posizionati, che ogni anno crescono in altezza. Ci siamo chieste se ci sia ancora spazio per la follia, per l’incertezza, per i non lo so e non lo voglio sapere, non mi importa. Per la leggerezza incosciente. Io credo di aver detto tante cose su cui cambierò idea e l’idea non mi spaventa. Però alcune cose le so.
Ecco le novità eclatanti: sono (o faccio?) l’insegnante alle superiori e vivo col mio fidanzato.
Ecco le novità sotterranee: riesco a ridimensionare le cose, non esaspero i problemi, mantengo i confini con le persone e anche con certe parti di me. Ho perso la mia spensieratezza ma a tratti emerge tutta e mi rende più simpatica (qualcuno dice pazzerella), ho paura delle cose definitive ma al tempo stesso mi rassicurano al punto che mi innamorano. Sono indipendente. Ho vissuto per un anno da sola in un paese sconosciuto, facendomi compagnia e apprezzando la mia solitudine. Amo il mio lavoro ma non è totalizzante e questa è una conquista. Scrivo poco perché ho paura di cosa potrebbe venire fuori. Amo il mio fidanzato in un modo tutto nuovo che non avrei mai pensato di poter sperimentare: come si ama ciò che è diverso e si ammira, ciò che non si controlla, come un bellissimo pianeta lontano ma vicino, che balla per conto suo ma anche insieme a me. Il pianista non mi è indifferente ma sono cresciuta abbastanza da accettare che non lo diventerà e va bene così. Ho scoperto un modo di vivere meno passionale in senso greco, ma più autentico e soprattutto più felice.
Sono felice.










