Jovanotti nelle cuffie, il ferro da stiro acceso e il mio pensiero del giorno è che è da un bel po' che non faccio un puzzle.
Credo che me ne procurerò uno.

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Jovanotti nelle cuffie, il ferro da stiro acceso e il mio pensiero del giorno è che è da un bel po' che non faccio un puzzle.
Credo che me ne procurerò uno.

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La Mia Moto - Lorenzo Jovanotti Cherubini
Scappi con me o no?
@clacclo
pep guardiola e jovanotti @ cruilla festival, barcellona 2026
Tra i nuovi singoli in uscita oggi, 26 giugno, ci sono brani di Gabry Ponte, Jovanotti, Emma, Fabri Fibra e Levante.
🍎 LIKE THERE WAS A DOOR :)
● LTWAD #011 ★ tra me e te by Jovanotti + @yamnemo
▪︎ I SHARED MY PLAYLIST WHIT HIM & FKJ

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Stella d'Inverno
Ho visto cadere una stella in questo cielo d’Inverno. Mi chiederai se era un aereo, ma no, non solo conosco la differenza per avere fatto parte del popolo volante, sciupare un anelito di poesia con tutta questa razionalità merita un contraltare altrettanto logico: Flightradar24 non racconta aerei in zona; era proprio quella che si chiama stella cadente, che stella poi non è, tu lasciami un poco di prosa almeno questa sera che ne sento il bisogno. Non esprimerò desideri, anche se la radice antica di questa parola preziosa vuol dire proprio così: De Sidera, dalle stelle: i desideri si avverano dunque per volere delle stelle. Ancora per una volta, con la voce da Shakuhachi del mio maestro zen, cercherò di serbare nel cuore la musica delicata che mi ha lasciato in dono: dal desiderio nasce il dolore e io desidero la pace. Leggo che una non meglio definita equazione stabilisce che oggi cade il Blue Monday, il giorno più triste dell’anno; mi rallegro che un'effimera pennellata di luce in questo cielo luminoso di Gennaio sia sufficiente a donarmi invece leggerezza infinita di pensieri, con ricordi e voglia di mare, e con molta inaspettata poesia. Non sarà un concerto di stelle danzanti come quelle di questa estate quando a prore affiancate attraversavo il mio piccolo mare assieme all’amico di tante avventure, con gli occhi in alto in attesa del prodigio e il dito sul walkie talkie per raccontarcelo. Questo è solo un attimo, uno solo, singolare, di impermanenza della notte, una bellissima lezione, seppure breve come due shaku e cinque sun. È sufficiente questo fremito che non scaccia il buio, ma gli offre un senso nuovo per regalarmi un attimo di felicità e di sogni che durano un niente eppure sono infiniti nel tempo.
No Non guarderò ancora il velluto scuro di queste lunghe ore senza luce con la speranza di cogliere ancora l’arco di altre stelle che diventano fuoco. Una basta: è sufficiente, ha il senso prezioso del dono della vita che non si ripete mai, mai uguale, hai ragione come sempre. Che ci siano altre stelle cadenti per altri sorrisi, per altri attimi di magia che qualcuno diverso da me sentirà scendere improvviso nel cuore, leggero e luminoso come solo questo dono di luce può essere: quello di un sogno che sboccia in altri sogni. Adesso dai, prova tu a guardare il cielo d'Inverno.
Namasté
Solstizio d'estate
Quando l'insegui la lucciola s'occulta nel plenilunio (Ryota Yoshikawa)
Eccola: torna di nuovo l’Estate, con quel biglietto da visita della bolla africana che costringe i pensieri a diventare liquidi e pesanti. Con il martello pneumatico del lavoro che diventa la prima colonna sonora, il cuore che si spazientisce salendo e scendendo per le scalette del cantiere e la camicia che assume toni di colore più scuro in nuance con il mio umore. È tornata l’Estate, anche il bagnino non capisce quanto sia difficile per me mutare abitudini e trasforma il vecchio consueto numero della cabina dal numero 8 al 46, cambiando perfino colore alla chiave. Siamo solo agli inizi, mi dico, magari oltre la cappa lattiginosa che il caldaccio procura, ci sono profili di isole da scoprire, o qualche onda lontana che attende, ben oltre il nuovo ombrellone da trovare arrancando con i piedi nella sabbia già rovente, tra gli auspici di tutti i bagnanti nascosti all’ombra, che vaticinando del futuro sanno ancora sperare. E allora buona Estate a tutti, la più bella che si può: io intanto, cercando un metodo per ricordare la chiave della cabina da prendere, mi accorgo che è gialla ed ha lo stesso numero di Valentino; forza Dottore, poi il resto verrà.
Jovanotti - Estate
Quando l'insegui la lucciola s'occulta nel plenilunio (Ryota Yoshikawa)
Eccola: torna di nuovo l’Estate, con quel biglietto da visita della bolla africana che costringe i pensieri a diventare liquidi e pesanti. Con il martello pneumatico del lavoro che diventa la prima colonna sonora, il cuore che si spazientisce salendo e scendendo per le scalette del cantiere e la camicia che assume toni di colore più scuro in nuance con il mio umore. È tornata l’Estate, anche il bagnino non capisce quanto sia difficile per me mutare abitudini e trasforma il vecchio consueto numero della cabina dal numero 8 al 46, cambiando perfino colore alla chiave. Siamo solo agli inizi, mi dico, magari oltre la cappa lattiginosa che il caldaccio procura, ci sono profili di isole da scoprire, o qualche onda lontana che attende, ben oltre il nuovo ombrellone da trovare arrancando con i piedi nella sabbia già rovente, tra gli auspici di tutti i bagnanti nascosti all’ombra, che vaticinando del futuro sanno ancora sperare. E allora buona Estate a tutti, la più bella che si può: io intanto, cercando un metodo per ricordare la chiave della cabina da prendere, mi accorgo che è gialla ed ha lo stesso numero di Valentino; forza Dottore, poi il resto verrà.
Jovanotti - Estate
Solitudine
麦のほを たよりにつかむ は かれかな
Mugi no ho wo tayori ni tsukamu wakare ka na
Separazione le spighe dell'orzo tormentate fra le dita (Basho)
Sono giorni distanti dal lavoro, dove ritrovo voci amiche, scambi di visioni e parole che guardano al futuro. Il graffio di un anno incide in maniera indelebile, non solo il tronco di un albero: è una misura di tempo apprezzabile anche per la vita umana, mentre i giorni sono troppo brevi e si confondono spesso, un anno permette di capire differenze e sentire emozioni cambiate. Incontro di frequente in questo periodo discorsi sulla solitudine, ciò mi porta a capire che è bene ragionarci sopra, anche con parole lente, che possono lasciare una traccia da rileggere, magari tra un anno. Si nasce soli, sono convinto di questo, ma per quanto la vita possa “trafiggerci con un raggio di sole” ci permette di incontrare altre vite e confluire in nuovi pensieri e differenti visioni. La solitudine è soltanto una sensazione dell’anima, circondati come siamo da infinite forme viventi che mutano e si trasformano assieme a noi, alcune con velocità e conformazioni incomprensibili e per questo stridenti, dolorose; ma altre con mirabile sincronia viaggiano alla nostra stessa velocità, così che paiono fuori dal tempo, è questo universo di movimenti che si chiama Armonia a garantirci che la solitudine non è un elemento concreto del cosmo, ma solo il riflesso urente della nostra astrazione da questo. Facciamo spesso uso della lingua nel tentativo di comunicare emozioni, lo facciamo non solo tra esseri umani, ma anche con altri esseri viventi, e perfino, come mia mamma è solita, parlando con i gerani. Il mio maestro Zen ascoltava crescere le rocce e con queste dialogava, per cui non spero sia patologico il mio tentativo di colloquiare attraverso musica ed immagini con le onde e le creature dell’acqua. Non è un tentativo per non sentirmi solo, semmai il desiderio di raccontare a chi della solitudine soffre il morso, che la natura attorno è madre e ci culla, fino a scacciare ogni paura. Namasté
Ceneri e Neve
Se mi raggiungi in questo momento. I tuoi minuti diventeranno ore. Le tue ore diventeranno giorni. E i tuoi giorni diveranno una vita. ... Ti prego di perdonarmi se il nostro silenzio non è stato interrotto per un anno. Questa lettera rompe quel silenzio. Segna la prima delle mie trecentosessantacinque lettere per te. Una per ogni giorno di silenzio. ... Le balene non cantano perché hanno una risposta. Cantano perché hanno una canzone. Ciò che conta non è quello che è scritto sulle pagine, quello che conta è ciò che è scritto nel cuore. Quindi brucia le lettere. E poni le loro ceneri sulla neve, sulla sponda del fiume. Quando arriverà la primavera, si scioglierà la neve e il livello del fiume si alzerà. Ritorna sulle rive del fiume. E rileggi le mie lettere con gli occhi chiusi. ... Non posso dire se ti stai avvicinando o allontanando. Desidero la serenità che ho trovato quando ho visto il tuo volto. Forse se il tuo volto potesse tornare a me ora, Sarebbe più facile per me ritrovare il volto che mi sembra di aver perso. Il mio. ... Presta ascolto alle canzoni dell'Eden. Pagina, dopo pagina, dopo pagina. Vola il sentiero degli uccelli. Vola. Vola. Vola.