Sull'autostrada del sole, un'ora dopo, stavo già molto meglio. [...] Accesi l'autoradio, ascoltai un po' di musica, fumai una sigaretta. Il traffico procedeva veloce in entrambi i sensi di marcia. Le vetture di chi si stava recando in vacanza erano poche e riconoscibili, soprattutto con targhe estere. Pensai al lavoro che mi attendeva da lì a poche ore. Tutto filava alla perfezione. Ogni tanto dovevo correggere la frequenza di una stazione radio poichè il segnale, con l'aumentare dei chilometri, si allontanava e veniva disturbato da uno più vicino. Ma non mi seccava. Quelle voci che cominciavano a gracchiare fino a sparire nel nulla assorbite da altre voci e altre musiche, altro non erano, in realtà, che le tabelle di marcia del mio viaggio. In qualità di segnali avevo non tanto i cartelli dell'autostrada quanto quelle frequenze elettroniche. Così che non fu un pannello segnaletico che mi avvertì dell'arrivo a destinazione, bensì le note avvolgenti di una allegra mazurka romagnola diffuse nitide da Radio Antenna Rimini nella luce ormai accecante del mattino e del mare scintillante, verso mezzoggiorno.
Rimini - Pier Vittorio Tondelli








