“𝑠𝑜𝑟𝑟𝑖𝑑𝑒𝑣𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑠𝑒 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑒 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑓𝑖𝑛𝑖𝑟𝑒 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜, 𝑐𝑜𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑎𝑙𝑖𝑛𝑐𝑜𝑛𝑖𝑎 𝑐𝘩𝑒 𝑙𝑜 𝑓𝑎𝑐𝑒𝑣𝑎 𝑠𝑜𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑙 𝑓𝑖𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑓𝑖𝑙𝑚 𝑑𝑖 𝐹𝑒𝑙𝑙𝑖𝑛𝑖.”
— manuela g.

ellievsbear
The Stonewall Inn

Andulka
NASA

titsay

#extradirty
official daine visual archive

bliss lane

Kiana Khansmith
occasionally subtle
I'd rather be in outer space 🛸
The Bowery Presents

🩵 avery cochrane 🩵

gracie abrams
sheepfilms

Discoholic 🪩

Claire Keane
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@queigiorni
“𝑠𝑜𝑟𝑟𝑖𝑑𝑒𝑣𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑠𝑒 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑒 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑓𝑖𝑛𝑖𝑟𝑒 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜, 𝑐𝑜𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑎𝑙𝑖𝑛𝑐𝑜𝑛𝑖𝑎 𝑐𝘩𝑒 𝑙𝑜 𝑓𝑎𝑐𝑒𝑣𝑎 𝑠𝑜𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑙 𝑓𝑖𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑓𝑖𝑙𝑚 𝑑𝑖 𝐹𝑒𝑙𝑙𝑖𝑛𝑖.”
— manuela g.

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Movimento per l’Emancipazione della Poesia
Ci pensate mai a chi eravate, prima di incontrare quella persona?
"Lei ride. È la gioia più semplice, la più pura del mondo, penso, far ridere qualcuno a cui vuoi bene."
Cit. Luca Dall'Ora
Mattia Ollerongis

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Guido Catalano, e poi come d'incanto
La guardava
come se fosse
tutto ciò che lei
aveva sempre creduto
non sarebbe mai potuta essere.
-Alessia Alpi (-Volevoimparareavolare on Tumblr)
“Forse non è tanto
il modo in cui ti senti
con una persona
che ti fa capire che la ami,
ma più che altro
il vuoto che senti dentro
quando ti manca.”
- Marzia Sicignano
ci sono sentimenti
più forti
della voglia
che hai di ignorarli.

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“Tutto finì. Non con uno schianto ma con un sussurro, come dice il poeta.”
— Stefano Benni, Di tutte le ricchezze
Lei era come la matematica. Complicata. Piena di pregiudizi. Odiata. Detestata. Veniva capita pochi e amata raramente. Ma da piccola non era così, era un semplice 1 + 1 ma ora l'ignoranza l'aveva cambiata. E l'aveva fatta diventare un'equazione lunghissima, e se prima bastava un piccolo sforzo per volerle bene ora non più. Bisognava passare ore e ore a parlarle, a leggerla per riuscire solamente a scorgere una piccola parte di com'era fatta veramente. E i pochi fortunati che riuscivano a capirla non avevano il tempo di godersela che lei cambiava e diventava ancora più fredda, difficile. Ecco lei era come la matematica. Ecco lei era come la matematica e a chi piace la matematica?
Se guardo indietro, rivedo tutti i miei sbagli, le mie cadute, le mie delusioni, le botte prese e date...E guardo con tenerezza alla persona che ero, perché c'erano cose che non capivo e che la vita poteva spiegarmi solo in quel modo. Ora so che la vita è proprio questo: poche cose che ti fanno felice e tutte le altre che ti fanno crescere.
A. Curnetta
ieri mi si è bloccato il telefono in un modo strano, questi problemi li ho spesso perchè sono tante le volte che mi cade a terra, che si bagna o che rimane dimenticato in qualche angolo della casa. ho tolto la batteria e avviato il bakeup. nulla di nuovo, in pratica. sai, per un attimo ho letto anche l’opzione “elimina tutto”, per qualche strano motivo ho pensato a te, ho pensato ai tuoi messaggi, a tutte le foto e i video, gli audio. a tutte quelle foto che tempo fa ho cancellato per davvero, a quelle che invece sono state impossibili, quelle che rimangono lì per forza di cose, quelle che poi vai a rivedere ogni tanto, quelle che tieni per non maledirti di averle eliminate per sempre, un giorno che vuoi fare un passo indietro nella vecchia vita. sai, quelle quattro o cinque foto sono rimaste lì, ed era un sacco di tempo che non tornavo a riguardarle. tutti i messaggi invece ancora ci sono, ma proprio tutti tutti, da quando ci siamo conosciuti, a quando inventavamo una scusa per iniziare un discorso, quando parlavamo poi per tutta la notte, a quando mi dissi per la prima volta che ero bella o che ero speciale, e io il sorriso che ho fatto quel giorno ancora me lo ricordo, e ogni tanto mi chiedo se mai ricapiterà, un sorriso spontaneo. ci sono ancora i messaggi che un tempo sembravano banali, quotidiani, tipo quando mi chiedevi dove volevo andare a mangiare, o quando potevo uscire. c’erano poi i messaggi del buongiorno, di te che andavi a dormire tardissimo e ti svegliavi troppo presto, di quei buongiorno e buonanotte che sembravano sincronizzati, talmente che avevamo gli stessi orari. eravamo davvero un tutt’uno, una cosa unita, che persino i nostri orari combaciavano. ho trovato i messaggi dei nostri litigi, quelli fatti per lo stress da lontananza, se ci penso ancora lo sento l’ossigeno mancare, per tutti quei giorni passati senza poterci vedere, fino a quelli pesanti, quando tu uscivi fuori di te e io rispondevo male, attaccavo, poi mi chiudevo e non parlavo. me la ricordo ancora l’amarezza di quei “va bene così, ciao.” e poi bene non andava nulla e tu lo sapevi. mi sono ricordata di tutte quelle volte che mi mancava il tuo profumo sulla mia pelle, di tutte quelle volte che tornavo a casa e andare a dormire con quel profumo era quasi come stare tra le tue braccia. assurdo, ma se faccio un passo indietro mi ricordo tutto di noi, ma proprio ogni cosa. ieri il telefono si è bloccato e con lui anche tutto il resto, il mondo in quel momento si è formato, come la prima volta che ti ho visto e inevitabilmente è successo qualcosa, come la prima volta che mi hai detto che mi amavi, come quando ti ho detto che la mia persona nel mondo eri tu, per quella volta che ho deciso di lasciarti andare perchè sapevo di farti male, ma un male di quelli grandi, e il cuore faceva male come mai aveva fatto, ma sapevo che un giorno saresti stato bene, io quel giorno lo volevo per te, io ti volevo felice, ti volevo realizzato e libero. a costo di stare male come pochi in quel momento. ti ho amato come si ama il mare l’ultimo giorno di vacanza, e casualmente anche al tramonto. ti ho amato con tutto il cuore. tutto quanto.
“Abbi cura di te” mi dissi varcando la porta e con gli occhi fissi, li stessi che un tempo mi parlavano, e forse mi parlavano anche quel giorno. “Si.” risposi.
E invano custodisco gelosamente il ricordo di una Te che ho conosciuto soltanto io.

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"Chi c'è, c'è.
Chi non c'è, non serve."
Francesco Sole