io non so se è il caldo, il lavoro, il fatto che dormo poco, che sto facendo poca attività fisica, che non sto andando a eventi di musica elettronica, che mio padre sta così, che per arrivare in ufficio devo uscire un'ora prima, che ho la sveglia alle cinque e cinquantacinque, che faccio incubi ogni due giorni, ma mi sento stanco, irrimediabilmente stanco, che nonostante abbia scelto questo lavoro perché solo sei ore al giorno arrivo a casa che mi sento una pezza, e il lavoro non è difficile, anzi lo trovo estremamente semplice, ma non lo so, forse dover socializzare, forse il masking, forse gli stimoli continui, forse che non sto suonando in giro, che poi non è del tutto vero, organizzo un evento ambient mensile e quasi sempre suono anche io, che poi non è vero che sono fuori dai giri musicali, sono entrato a far parte della curatela di un format di eventi di musica e arti sperimentali, ma forse è perché oltre al lavoro mi sono sobbarcato di mille impegni che non riesco a seguire, siano questi tre, sia caricare gli episodi della webradio su soundcloud, sia andare in webradio a fare da tecnico di regia che non lo sto proprio facendo, sia dedicare abbastanza tempo per ognuna delle cose che voglio fare, per non parlare degli articoli che scrivo per le due riviste, i dischi che scopro, che ecco, mi sento enormemente stanco, il tempo che mi rimane non riesco a renderlo adeguatamente produttivo, mi sento sciocco a pensarmi produttivo come la macchina capitalista vorrebbe, che poi di capitalismo qui non c'è nulla dato che di soldi, oltre al lavoro che è miseramente pagato, non è che ne veda tanti, ma ecco che il desiderio di fare musica, di suonare in giro è sommerso dalla stanchezza, ho quasi dimenticato perché cerco ogni giorno dischi nuovi, perché provo i passaggi da dj, perché penso a come realizzare dei brani, a come vorrei spendere i miei stipendi in musica, diventano quasi spettri di un desiderio che è mezzo sotterrato da cumuli di stanchezza, fisica e mentale, un desiderio di dedicarmi a una cosa che non trova occasione di esprimersi, non riuscendo a suonare in giro, che è la cosa che più di tutte vorrei fare, quasi che ognuna di queste attività che ho elencato sia solo collaterale o finalizzata all'ottenimento di una qualche data, ma che manca di quella che è forse una delle attività base di tutto questo scheletro, il contatto umano, che non raggiungo e che tengo segregato tra le mura di casa, perché ogni energia comunicativa è già espressa a lavoro, dove devo socializzare e fingere che non sono autistico, quindi non vado a eventi musicali, non conosco altri appassionati di musica elettronica, non vado ai festival di cui l'estate brulica, non ho amici che mi spingono a uscire di casa per farlo, quindi rimango dentro, aggiungo su instagram flotte di persone del circuito musicale, persone che ricambiano e che si illudono forse che io sia uno nel giro, di cui guardo le storie, vedo che suonano e vanno ad ascoltare quello che io ogni giorno ascolto da casa, teorizzo da casa, scrivo da casa, ma di cui non vivo la scena, e per sentirmi meglio dico che tanto sono dei poser, che tanto sembrano proprio dei performativi, e mi dico che forse è meglio non avere a che fare con persone per cui non simpatizzo, forse è meglio continuare a non pensare le persone come contatti ma come persone, non come modi per arrivare al proprio scopo ma come persone, non mercificare le persone, ma così facendo rimango a casa, stanco, che sento caldo, che ascolto dischi club che non suonerò mai, dedicandomi all'ombra di qualcosa per cui mi trascino per non so più quale ragione