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Sempre però utile ricordare che a nessuno frega un cazzo nemmeno di Fakir o di qualsiasi altro immigrato. Il protagonista delle manifestazioni è sempre il soggetto di sinistra che vuole validare sé stesso come entità benevola e antifascista. Tutto il resto è solo contorno.

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Nota di servizio: non dobbiamo combattere per il diritto delle donne a mettere il burka o il velo, ma per il loro diritto a non doverlo indossare.
Il QI medio in Africa subsahariana è 68. Su 49 paesi, 10 hanno QI medi inferiori a 60, indicando debolezza mentale.
18 hanno QI medi tra 60 e 69, indicativi di ciò che in Occidente è categorizzato come una disabilità intellettiva. 15 sono tra 70 e 79, indicativi di compromissione cognitiva, difficoltà di apprendimento e pensiero astratto. I paesi rimanenti non hanno prodotto dati. Nessun paese ha un QI medio superiore a 80.
Questa disparità persiste anche tra gli africani nati in paesi occidentali, dove le loro condizioni di salute, mediche, ambientali ed educative migliorate non sono riuscite ad alzare il loro QI medio a qualcosa di simile a quello degli europei. In tutto il mondo, gli Europei hanno un QI medio di circa 100, mentre gli Africani hanno un QI medio di circa 85, solo leggermente superiore al QI medio più alto in Africa. Anche questo indica difficoltà nell'apprendimento di abilità o nel diplomarsi alla scuola secondaria, o farlo solo con voti bassi. Gli studi mostrano che queste differenze razziali emergono prima dei 5 anni di età e, soprattutto, durano per tutta la vita.
Quando guardiamo all'incapacità continua di socializzare, educare e civilizzare gli Africani in Europa e nel mondo, in particolare nei paesi occidentali in cui vengono importati a decine di milioni, dovremmo ricordare questa enorme disparità nella capacità intellettuale, i cui risultati sono evidenti a chiunque debba vivere tra gli Africani.
Tra il 2019 e il 2020, i Neri hanno pagato il meno in tasse (£9.100) all'erario del Regno Unito e ricevuto il più in sussidi (£15.500). Il loro contributo fiscale netto è stato di £4.584. Sono, letteralmente, un peso inutile che non contribuisce nulla alla Gran Bretagna. Ma ci costano certamente molto, finanziariamente e socialmente.
Nel 2019/20, anche prima dell'enorme aumento degli immigrati nel Regno Unito dall'Africa subsahariana, il 48% delle persone Nere in Gran Bretagna viveva negli alloggi sociali del Regno Unito. L'8% di tutti gli alloggi sociali veniva affittato a inquilini Neri, il doppio della loro percentuale sulla popolazione; e il 7% dei nuovi alloggi sociali costruiti con fondi dei contribuenti britannici ospitava anch'essi Neri. Ma i costi non si fermano lì.
Nel 2023 — la data più recente per cui le cifre sono state pubblicate dal Governo del Regno Unito che cerca di coprire l'impatto delle loro politiche immigratorie — le persone Nere in Gran Bretagna erano 2,2 volte più propense ad essere arrestate rispetto alle persone Bianche, 2,4 volte di più per gli uomini Neri rispetto agli uomini Bianchi. Un incredibile 3,8% degli uomini Neri (43.677 individui) in Gran Bretagna è stato arrestato solo nell'anno fino a marzo 2023. Questo significa che, su ogni 105 uomini Neri in Gran Bretagna, 4 sono stati arrestati in appena un anno.
Per i crimini più gravi le statistiche sono ancora peggiori. Nei tre anni tra aprile 2020 e marzo 2023 — l'anno più recente per cui le cifre sugli omicidi sono scomposte per razza dal nostro servizio civile "woke" — 978 omicidi sono stati commessi in Inghilterra e Galles, di cui il 18% (174 omicidi) è stato commesso da persone Nere, 4,5 volte la loro percentuale sulla popolazione. Il 14% delle vittime di omicidio è anche Nero, 3,5 volte la loro percentuale sulla popolazione.
Questa mancanza di socializzazione e la criminalità che nutre inizia alla nascita con famiglie disfunzionali e padri assenti. Il 57% delle famiglie caraibiche Nere e il 44% delle famiglie africane Nere in Inghilterra e Galles hanno genitori single, rispetto al 22% delle famiglie britanniche Bianche; e il 90% di questi genitori single sono donne. E senza un'adeguata genitorialità, una percentuale altrettanto alta di Neri finisce in prigione. Il 12% della popolazione carceraria del Regno Unito è Nera, tre volte la loro percentuale sulla popolazione. Questo sale a un straordinario 30% di quelli sotto i 18 anni, che è 7,5 volte la proporzione della popolazione che è Nera.
E per quanto gravi, queste cifre sono solo la punta dell'iceberg del comportamento antisociale che è endemico nelle persone Nere, e con cui tutti dobbiamo convivere, ogni giorno e ogni notte. Nessun'altra razza la passa liscia con il comportamento adolescenziale, violento e disruptivo dei Neri, bambini e adulti, maschi e femmine. Come gli immigrati Neri che vanno in raptus di distruzione sia celebrando la vittoria di una squadra di calcio sia protestando per l'arresto di un Africano per i numerosi omicidi che commettono contro di noi, gli Africani non creano; sanno solo distruggere, le nostre comunità, la nostra sicurezza, le nostre città, la nostra società.
Abbiamo cercato per secoli di far sì che gli Africani diventassero più come noi, di smettere di rubare, accoltellare e stuprarci, di far sì che prendano il controllo delle loro vite invece di vivere a nostre spese, di smettere di mentire e imbrogliare, di preoccuparsi di qualcosa di diverso dalla loro apparenza, vestiti e gioielli, e soprattutto delle vite degli altri, di sviluppare un'etica del lavoro, di prendersi cura dei loro figli, di aspirare a qualcosa oltre i loro desideri immediati, di afferrare concetti astratti come società, civiltà, moralità, onestà.
Ma abbiamo fallito, non perché siamo 'razzisti', come ci siamo detti per un secolo; non a causa del colonialismo; non a causa dell'eredità della schiavitù; e non a causa della povertà. È perché la persona Nera media non ha l'intelligenza necessaria per afferrare queste idee, o anche il controllo dei loro istinti di base. Come vediamo dimostrato ogni giorno, la violenza è la modalità predefinita dell'Africano, soprattutto verso ciò che non capisce, che è praticamente tutto ciò che compone la società europea, la legge, la cultura, la civiltà.
Possiamo piegarci all'indietro, continuare a pompare trilioni di sterline nei paesi africani e discriminarci contro i nostri stessi per elevare i Neri a lavori e posizioni che non meritano e non possono svolgere. Questo include Diane Abbot, l'MP per Hackney e Presidente di Stand Up to Racism; David Lammy, l'MP per Tottenham ed ex Ministro della Giustizia che ha cercato di abolire i processi con giuria; Jason Arday, il professore fraudolento di Sociologia all'Università di Cambridge e bugiardo compulsivo; o George Abaraonye, l'ex Presidente dell'Oxford Union che ha celebrato l'omicidio di Charlie Kirk. Ma questo non cambierà. Sotto il programma ONU di migrazione di sostituzione, peggiorerà solo.
Se vuoi sapere di più su questo programma e su cosa possiamo fare noi, il popolo di Gran Bretagna, Europa e Occidente, che dobbiamo convivere con il comportamento degli Africani ogni giorno, per smettere di essere sopraffatti da culture, razze e comportamenti incompatibili che stanno distruggendo i nostri, potresti essere interessato al mio nuovo libro, The Great Replacement and the Islamisation of Britain. Il link è qui sotto.
Simon Elmer su X: "The average IQ in sub-Saharan Africa is 68. Out of 49 countries, 10 have average IQs below 60, indicating feeble-mindedness. 18 have average IQs between 60 and 69, indicative of what in the West is categorised as an intellectual disability. 15 are between 70 and 79, indicative of https://t.co/yU29lroIc3" / X
Dato che il mondo fa sempre più schifo, possiamo provare a migliorarci.
Possiamo cercare la versione migliore di noi stessi.
La società intorno è sempre più arrogante, ignorante, deprimente. I social e la televisione sono sempre più scadenti e diseducativi, la maggioranza applaude al nulla cosmico e la mediocrità avanza.
Ormai ha poco senso parlare di destra e sinistra, le priorità sono tantissime, a partire dal clima che sta spostando equilibri economici e sociali.
La povertà avanza, la sanità è sempre più povera, anche perché interessi superiori spingono da anni verso il privato.
L’ignoranza e l’indifferenza dilagano e per ora vincono, basta guardare il panorama politico surreale.
Chi ha un minimo di cervello prende le distanze, ma non si fa nulla di concreto per migliorare le cose.
Non ci sono risposte semplici al degrado dilagante, al disagio dei giovani, alla povertà che avanza inesorabile.
Non resta che resistere, continuare a difendere certi valori, e non lasciarci fagocitare e omologare dal sistema sempre più corrotto e dannoso.
✓
Lesson of the Screw
Quando giri a destra, rinsaldi e stabilizzi; quando la meni verso sinistra, sfaldi e dividi.
Ecco una autentica lezione di vite.

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👀 😮

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So here's how a baby blue whale eats. 🐳 It downs like 600 liters of milk a day and gains almost 200 pounds in 24 hours. Whale milk is 35–50% fat – human milk? Barely 4%. It's thick as toothpaste. If it were thin, it'd just wash away in the ocean before the little guy could even taste it.
Ieri ero al mare e di fianco a me c’era una scolaresca polacca.
Premetto che ho trovato insopportabile il loro razzismo.
Erano tutti bianchi.
Zero multiculturalismo, zero arricchimento, zero inclusività, zero diversità.
Solo il privilegio bianco…
Che gente orribile, i polacchi. Non so come facciano a vivere così, con quella criminalità bassissima e quelle città sicure. Auguro loro di guarire presto.
Comunque, mentre riflettevo sul loro fascismo balneare, ho notato una cosa.
Su dieci ragazzi, circa SEI erano ragazze.
Tutte biondine e magroline, cioè, tradotto: vittime inconsapevoli del canone estetico eurocentrico e del patriarcato interiorizzato. Ridevano pure, poverine. Non sanno di essere oppresse.
Comunque, lì mi è tornata in mente una ricerca che feci anni fa sulla popolazione italiana.
Sapete che tra gli italiani in età fertile ci sono circa 300.000 uomini IN PIÙ rispetto alle donne?
La natura funziona così: nascono più maschi che femmine, e lo squilibrio si riassorbe solo in tarda età, quando gli uomini schiattano prima.
Ma nella fascia in cui ci si mette insieme e si fanno famiglie e figli, gli uomini sono in netto surplus.
Magari quel numero detto così non vi dice niente, amici, ma pensateci un attimo…
Trecentomila uomini.
È come se esistesse in Italia una città grande quanto Verona, abitata SOLO da maschi.
Nessuna donna.
Zero.
Immaginatevela davvero, quella città. Le strade, i bar, le palestre, pieni solo di uomini in età fertile, ognuno dei quali, statisticamente, non troverà mai una compagna.
Voi ci vivreste, in quella città?
Ecco, quella città esiste già. Solo che è spalmata su tutta l’Italia, ma esiste, ed è fatta di uomini reali che una famiglia non la costruiranno mai.
E adesso guardate chi arriva in Italia con i barconi.
L’85% sono uomini. Giovani, in età fertile. Ogni anno che passa, l’Italia importa decine di migliaia di maschi e allarga ancora di più un divario che già è enorme.
In pratica stiamo costruendo la seconda città di soli uomini. E poi la terza. E poi la quarta.
E allora oggi, sotto l’ombrellone, mi è venuta un’idea che risolverebbe TUTTO.
Semplice, elegante e perfino abbastanza progressista da piacere a quelli del PD e alle transfemministe più incallite.
Siete pronti?
Le quote rosa sull’immigrazione!
Al 100%.
Vuoi entrare in Italia? Benissimo.
Donne.
Solo donne.
Il Paese ha un surplus di uomini, quindi l’unica immigrazione demograficamente sensata è quella femminile.
È matematica, mica ideologia.
E non venitemi a parlare di Diritto Internazionale e richiedenti asilo, perché su questo l’ipocrisia è arrivata a livelli comici.
Quando a scappare da una guerra vera, con i missili e i bombardamenti, sono gli ucraini in età militare, mezza Europa discute serenamente di rimandarli indietro a combattere.
Uomini giovani, che fuggono da un conflitto documentato, europei, cristiani, culturalmente compatibili con noi. Quelli si possono rimbalzare senza troppi problemi di coscienza.
Poi arriva un ventenne dal Gambia o dal Senegal, Paesi che non sono in guerra con nessuno, e quello va accolto, alloggiato, mantenuto e integrato, e guai a chiedersi da cosa stia scappando esattamente.
Mi spiegate la logica? Perché io ne vedo una sola: il diritto internazionale viene applicato o sospeso a seconda di chi hai davanti. E stranamente viene sospeso proprio quando davanti hai un europeo.
E prima che partiate a criticare le quote rosa per l’immigrazione, sappiate che la scienza su questo è molto chiara.
Esistono studi seri, come quelli di Valerie Hudson, che hanno documentato cosa succede alle società con troppi uomini in surplus.
Diventano polveriere.
Più violenza, più criminalità, più instabilità, più aggressività sociale.
La Cina e l’India lo hanno sperimentato sulla propria pelle dopo decenni di aborti selettivi.
Milioni di uomini senza alcuna possibilità di formare una famiglia sono la miscela più esplosiva che una società possa fabbricarsi in casa.
Noi quella miscela la stiamo IMPORTANDO. Con i soldi nostri. Applaudendo.
E adesso arriviamo alla parte finale.
Le quote rosa, in Italia, sono un dogma sacro. Nei consigli di amministrazione, in Parlamento, nelle liste elettorali, ovunque ci sia una poltrona comoda si pretende il bilanciamento di genere per legge.
Il genere conta, il genere è tutto, guai a chi tocca l’equilibrio.
Poi arrivano i barconi con l’85% di uomini, che sballano l’equilibrio di genere di un intero Paese, e improvvisamente il genere non conta più niente.
Silenzio assoluto.
L’unica quota rosa che avrebbe un senso demografico reale non la chiede nessuno.
Strano, no?
Le quote rosa valgono per le poltrone, ma non per la nazione.
E quindi la domanda finale la faccio agli uomini italiani, quelli che già oggi sono in surplus e che faticano a trovare una compagna…
L’Italia importa ogni anno decine di migliaia di concorrenti in età fertile, li mantiene con i vostri soldi, con il vostro welfare, e vi chiede pure di applaudire la ricchezza culturale dell’operazione…
Ma, secondo voi, gli uomini italiani che appoggiano l’immigrazione incontrollata non si sentono un po’ cornuti?