CAPITALISMO A PRATO
(Quando la neutralità non è neutrale)
A Prato gli operai di Acca lottano contro un disumano caporalato e si ribellano al licenziamento di 100 persone.
Risultato: lavoratori in picchetto sgomberati, trascinati brutalmente sull'asfalto e portati in questura.
Mentre gli imprenditori parlano di "legalità ripristinata", su alcuni newsmedia ho letto cose simili: «Tafferugli fra manifestanti e polizia», «Muro contro muro». «Sbloccata la merce dopo l'intervento delle autorità», «Scontri davanti ai magazzini».
Con questo tono neutrale, sembra quasi di leggere una favola a lieto fine. Ci sono stati degli scontri. Gli scontri non ci sono più. La merce era bloccata. La merce non è più bloccata. E poi, come dicono gli imprenditori: «La legalità è stata ripristinata».
Per citare una nota canzone: «Che roba, Contessa, all'industria di Aldo han fatto uno sciopero quei quattro ignoranti».
Tutto bene, quindi? Mica tanto.
La merce è salva. Le persone che l'hanno prodotta no.
No. Non è una favola a lieto fine.
La vicenda va descritta così: «Inaccettabile repressione poliziesca contro gli operai che si oppongono al caporalato e ai licenziamenti. Annullato il diritto di sciopero. Ribelliamoci».
Mi sembra più aderente alla realtà. Perché la neutralità non è neutrale.
[L'Ideota]














