Se a prim’acchitto Rosario vi sembrerà una normalissima città sudamericana, vi invitiamo a guardarla con un occhio diverso soffermandovi su alcuni punti cruciali. Si tratta innanzitutto della patria numero uno del calcio mondiale, visto che da anni produce e continua a dare vita ai migliori giocatori del globo, da Lionel Messi ad Angel Di Maria passando per Mauro Icardi, Ever Banega o Chimy Avila, uno degli ultimi crack della Liga spagnola. Ma oltre ad essere patria di talento e maestria futbolistica, sono tanti anche i grandi allenatori passati dalla provincia di Santa Fé, impregnata di rivalità tra Rosario Central e Newell’s Old Boys.
Nei pressi del Colosso del Rosario Central, lo stadio Gigante de Arroyito.
Io, in un 9 Febbraio 2018 nella capitale santafesina, ho avuto la fortuna vivere lo spettacolo de La Lepra, letteralmente “la lebbra”, il soprannome del club rossonero che ha reso noti il Tata Martino e Marcelo Bielsa, i due esempi più longevi e coloro che hanno portato il Newell’s Old Boys ai più alti livelli del calcio mondiale e che sono ormai beatificati in patria: partendo dalle strade del centro sino a giungere nel suo stadio, il “Marcelo Bielsa”, colui che con il grido “Vamos Newell’s carajo!” festeggiò il titolo del 1990, diventando così il simbolo di tutti i tifosi. Per le strade, è ancora facile scorgere anche i murales “Gracias Tata-NOB 2013 campeon” per rendere giustizia alla squadra che, nel 2013, vinse il campionato di Superliga con un gioco spumeggiante grazie a quello che sarebbe poi diventato l’allenatore della nazionale argentina e del Barcellona.
Il Monumento alla Bandiera Argentina a Rosario
Continuando il nostro percorso per Rosario, passando dal lungo fiume (il Rio Paranà) e dal Monumento alla bandiera Argentina (una lunga passerella in pietra che termina con un altare), si giunge poi in Avenida Pellegrini, la via più attiva della città ricca di bar, pub, ristoranti e gelaterie che in estate, e di sera, illumina la città: alla fine dell’avenida, il sontuoso Parque dell’Indipendencia, ricco di verde e di laghi, ospita lo stadio del Newell’s. Non è facile ammirare uno stadio immerso nel pieno di un parco cittadino come in questo caso.
Tra un choripan (classico panino con la salsiccia) o un pancho (un hot dog made in argentina) ed una birra, la temperatura inizia a scaldarsi quando il match si appresta ad iniziare e tutti i tifosi sono pronti a fare il proprio ingresso.
Una volta entrati, dopo aver dovuto chiarire ai poliziotti di essere italiani (la carta d’identità italiana ha una dicitura per loro piuttosto strana), ci troviamo di fronte ad una struttura grande ma essenziale, il classico stadio sudamericano tutto cemento e passione: un’altra particolarità, rispetto agli ormai teatri europei, è il fatto che le tribune laterali non posseggano sedili. Ci si trova quindi costretti a seguire il match in piedi per non perdere nessuna fase saliente. Prima del match di Superliga, abbiamo anche l’occasione di vedere all’opera le giovanili di Newell’s e Colon, gustandoci la tranquillità di uno stadio vuoto in cui è possibile ascoltare semplicemente il rumore del pallone che rotola.
Successivamente, il match di campionato si rivela pieno zeppo di vecchie conoscenze della nostra Serie A, tutte militanti nel Colon: Mariano Gonzalez, ex Inter, Marcelo Estigarribia, ex Juventus, e Pablo Ledesma, ex Catania. A fine primo tempo, nella bolgia più assordante, è un rito dei tifosi della Lepra esporre, sulla gradinata opposta alla nostra, le gigantografie degli uomini più importanti per il club, tra cui non mancano né Bielsa né Martino, di cui vi abbiamo già parlato.
https://vimeo.com/407219437
Il Newell’s però non potrà evitare, questa volta, i fischi assordanti dei propri tifosi: la squadra stava attraversando un momento difficile (pur non rischiando la retrocessione) e con il Colon non evitò la sconfitta casalinga (0-1). Una giornata positiva a cui forse è mancata la ciliegina sulla torta: vedere il catino rossonero scoppiare di gioia.
La mia giornata a Rosario, terra di Messi e di Bielsa Se a prim'acchitto Rosario vi sembrerà una normalissima città sudamericana, vi invitiamo a guardarla con un occhio diverso soffermandovi su alcuni punti cruciali.