Voglio sentirti godere, con me e con il tuo fiato a inumidire la mia pelle.
E poi voglio vederti dormire, per appropriarmi del tuo sogno e stare ancora una volta dentro di te.
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Voglio sentirti godere, con me e con il tuo fiato a inumidire la mia pelle.
E poi voglio vederti dormire, per appropriarmi del tuo sogno e stare ancora una volta dentro di te.

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Sapevo che questo momento sarebbe arrivato. Un paio di mesi fa mi era stato annunciato da una persona conosciuta per caso. Lì per lì, sul momento, non mi aveva fatto un gran effetto.
Quando invece poi ti ho vista in quelle foto, così luminosa, perfetta, quasi eterea, si è acceso in me un turbine di emozioni fortissime e a tratti contrastanti, che ancora adesso fatico a capire e a definire.
Probabilmente la più forte è la nostalgia. Nostalgia di tutti i momenti vissuti. E, come ho già detto anche nel mio precedente post, ogni volta che ciò accade, riesco sempre a sorprendermi nel constatare quanti piccoli dettagli della nostra relazione ricordo molto bene dopo tutti questi anni.
Vederti nel tuo giorno più felice, così radiosa, sorridente. Ricordarti super timida e immaginare quanto imbarazzo tu possa aver provato. Dedurre un attimo dopo quanto tu sia evidentemente cambiata dopo tutto questo tempo. Quanto tu abbia trovato la forza di superare la timidezza e l'insicurezza nella presa di coscienza dell'amore delle persone di cui ti sei circondata. Ecco, tu sei tutti quelli che oggi sono lì vicino a te. E di questo ne vai fiera. Ed anche io lo sono di te.
Il tuo sorriso è perfetto. Spontaneo, genuino, elegante. Talmente bello che sembra plastificato. Sul tuo viso non avverto il minimo segno di forzatura. La tua espressione è così naturale e divina, che sento quasi di non avere il permesso di ammirarla.
Guardando quelle foto, da un lato vedo ancora la ragazza dolce, tenera, timida, sognatrice e un pizzico ribelle, che avevo conosciuto anni fa. Dall'altro, mi accorgo che ormai sei una donna sbocciata e forte, che ha affrontato numerose difficoltà e che sta trasformando in realtà quei grandi sogni di cui mi parlavi.
Ma tra quei sogni non ricordavo affatto ci fosse quello che vedo in foto. Probabilmente infatti la seconda grande sensazione che mi ha pervaso è stata proprio lo stupore. Stupore perché la ragazza ribelle che avevo conosciuto era contro le tradizioni ed i negozi giuridici che contraddistinguono una società che solo all'apparenza è moderna, ma che ancora in realtà rimane ancorata a determinati istituti, principalmente di natura religiosa. Si, ok, quello che vedo è un sindaco, non un prete. Ma la sostanza poco cambia.
Evidentemente non era solo come mi dicevi tu "le persone non cambiano, ma si rivelano per quello che sono". Ciò è vero nel breve termine.
La verità è che le persone cambiano. Cambiano talmente tanto che se ognuno di noi guardasse il sé stesso di 10 anni prima, nemmeno si riconoscerebbe. E come io non riconoscerei il me di 12 anni fa, in questo momento forse non riconosco più nemmeno te.
Solo una cosa è certa ormai.
Oggi, ancor di più, ti guarderò da lontano, in silenzio, sperando ancora di trovare in te qualcosa della Federica che tanto ho amato, per rendermi conto ogni volta, sempre di più, che ormai, forse, esiste solo nei miei ricordi. E chiuderò gli occhi con forza, sforzandomi di non dimenticare mai tutto quello che c'è stato. E urlerò al cielo quanto io sia stato fortunato che la prima sei stata tu. E ancora una volta augurerò a me stesso di trovare una persona capace di darmi tutto, senza chiedere nulla, e di farmi scoprire che solo insieme possiamo davvero cambiare.
Pasternak diceva: "Tutte le persone che incontriamo nella nostra vita sono il nostro riflesso. Ci sono state mandate, perché noi, vedendole, correggiamo i nostri errori; e quando noi lo facciamo, anche queste persone cambiano. Oppure se ne vanno per sempre dalla nostra vita."
A distanza di quasi 10 anni, posso dire di non aver mai smesso di pensare a lei. All'inizio tutti i giorni, poi piano piano sempre meno spesso. E anche quando ormai credevo di averla dimenticata, arrivava qualcosa che mi sbatteva in faccia il suo ricordo.
Dopo tutto questo tempo, ancora mi capita di vivere esperienze che mi ricordano momenti vissuti con lei. Frasi, sguardi, carezze, silenzi, baci, canzoni, film, strade, le stelle...
Ogni volta un forte sentimento di nostalgia mi pervade e subito dopo si condisce di grande delusione nel constatare che nulla ha la stessa intensità, la stessa bellezza, la stessa passione, la stessa dolcezza di allora.
Mai, e ripeto, mai sono riuscito a provare le stesse cose!
All'inizio credevo di essere bloccato e fossilizzato sui ricordi con lei.
Ma ormai, dopo 10 anni, posso affermare che sono stato semplicemente sfortunato nel non incontrare un'altra persona con un livello di sensibilità e di coinvolgimento dello stesso tipo.
Il senso di solitudine e di incomprensione mi soffoca.
Ogni tanto mi capita di vederla sui social. E sorrido nel vedere che è sempre più felice. Piano piano sta realizzando i sogni di cui già mi parlava quando era piccola.
Perché non le ho mai più scritto? Perché mi sento ancora in colpa per averla fatta soffrire, per non aver colto i suoi segnali, non aver dato la giusta importanza a suoi gesti. Lei faceva sempre un passo indietro per me, ma in realtà era 100 passi avanti. Ancor più oggi mi rendo conto di quanto all'epoca io non fossi assolutamente maturo quanto lei. È per questo mio sentirmi colpevole di aver fatto soffrire un'anima così pura e stupenda, che non ho mai avuto più il coraggio di scriverle. Perché nonostante io abbia avuto l'onore di prendere per primo il suo frutto, tutto ciò che ne è stato dopo ha quasi rischiato di farlo appassire. Io non lo merito. Non merito di bussare nuovamente alla sua porta, rischiando di farle tornare alla mente i brutti ricordi delle lacrime che ha versato per me, senza mai dirmelo.
L'ultimo giorno che l'ho vista mi disse: "Fra 10 anni voglio chiamarti e sapere che stai bene! E ci racconteremo come vanno le nostre vite."
Quelle parole mi avevano fatto capire improvvisamente che la nostra storia per lei era già finita da un pò, ma io non me ne ero accorto fino a quel momento. E ormai nulla avrei più potuto fare per recuperare.
Ad un certo punto bisogna saper andar via. Io sono il tipo che vuol sempre restare fino all’ultimo, fino a che la festa non è finita, finché c’è vita c’è speranza, fino a che non mi dici chiaramente che è ora di andare. Invece dovrei imparare a sparire, a un certo punto, perché tanto alle persone piace sentire la mancanza di qualcuno, più della sua presenza. Fanno così: dicono che vorrebbero qualcuno che non se ne vada mai, poi lo trovano e sai a chi pensano? A chi non c’è.
Charles Bukowski. (via no-one-tells-me-who-i-love)
“Dicono che vorrebbero qualcuno che non se ne vada mai, poi lo trovano e sai a chi pensano? a chi non c'è”
(via ink-pleasure)
Che merda
(via personeconparoledentro)
Innamorati di una persona che al mattino ti chiede come stai, che ti da il buongiorno e non si dimentica che ci sei. Che quando apre gli occhi sei il primo pensiero, perché per lei la cosa più importante è che tu stia bene. Innamorati di una persona che ti bacia all'improvviso, senza un motivo, per avere ogni volta l'emozione di un amore che sorprende. Qualcuno che usa gli abbracci invece delle parole quando sei triste, e che, invece dei consigli usa il battito del suo cuore per calmarti. Innamorati di una persona che ti prende in giro, una persona che ama ridere più che sorridere. Innamorati di una persona che ami la tua libertà, la tua indipendenza e che rispetti le tue scelte. Innamorati di una persona che abbia il miglior odore dell'universo, quello che riconosceresti ovunque, quello unico che solo tu puoi apprezzare. Quell'odore tanto simile alle emozioni. E sopratutto se non lo trovi, ama la vita ma non accontentarti di un amore mediocre
Cit. (via blogdiunanimadistrutta)
Mi manca tutto ciò.
(via personeconparoledentro)
Mi manca tutto!

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“o con te o con nessuna”
ig: valeriaziffoni
- Immaginiamo che io venga da te e ti dica ciao. Tu rispondi? - Ciao. - Esatto. E immaginiamo che me ne esco con una frase stupida che neanche un primate userebbe. - Tipo? - Tipo che ne so, tipo “Fa freschetto eh?” - Ma siamo a luglio. - Per questo neanche un primate la userebbe. - Non fa una piega. - Supponiamo che ti offra da bere, ma una cosa leggera sennò pensi male. - Penso male? - Tipo che voglio farti ubriacare. - Potrei pensarlo. - Una coca-cola dunque. - Con ghiaccio. - Se volessimo esagerare, si. - E fetta di limone, toh! - Un carnevale di Rio proprio. - E poi? Che supponiamo? - Supponiamo che parliamo tutta la sera e scopri che sono simpatico. - Si. - E che forse saresti disposta a uscire insieme. - Si. - Supponiamo che ti porto in un piccolo locale in un vicoletto di Trastevere, con le sedie un po’ scricchiolanti e le porzioni di carbonara abbondanti. - E il vino in brocche scheggiate. - Con le piante rampicanti che salgono fino agli appartamenti sopra di noi. - Si. - Supponiamo che poi facciamo una passeggiata e ci ritroviamo al ponte, davanti tipo a Castel Sant'Angelo con qualche tizio che suona “Wish you were here” seduto per terra, l'aria un po’ umida appiccicosa perchè mi pare di aver capito che non può fare freschetto giusto? - Giusto. - E stiamo lì, insomma s'è mangiato bene, s'è riso, sei bellissima, la grattachecca di Sora Lella ci ha ghiacciato il cervello e ci sono pure i grilli che fanno un live tipo come al Circo Massimo - Si? - Eh, metti caso che ti bacio. - Mh? - Quante probabilità ci sono che io poi abbia il profumo dei tuoi capelli riccissimi addosso? - Non saprei. Qualcuna? - E supponiamo che nei giorni seguenti io ti chiamo, tu mi chiami, ci chiamiamo insomma, e scopri che oh, in fondo capisci che mi piace farti ridere perché quel sorriso è tipo la droga più pericolosa mai scoperta dagli scienziati premi Nobel. - Si? - Quante probabilità ci sono che da lì in poi tu cominci a innamorarti di me? - Più di qualcuna direi. - Bene, perché altrimenti eravamo davvero nella merda sai? - Perché? - Perché io ho cominciato a innamorarmi già dal “ciao”.
Tomasso Fusari, Calcolo delle probabilità. (via youarethesonginsideme)
adoro
(via personeconparoledentro)
Air Bubbles
Ghosts in the Center of Rome
Just me lying at Parco degli Acquedotti, Rome

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Against the light at Villa Celimontana. Love the colours and the blur effect
My father's bicycle. Parco degli acquedotti
The wheel of my father's bicycle. Parco degli Acquedotti
Yum! Lasagne :P
Another Macro with the closest diaphragm for an ear of wheat.

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Just a test with the mirror of my father's car..
Pillows on my messy bed