La mia Agora di Cagliari, settemesidopo.
L’Agora di Cagliari è stata una totale celebrazione di quello che noi chiamiamo “AEGEE spririt”; in particolare ha permesso alla Rainbow di vivere il suo massimo picco di espressione.
Dopo un anno di lavoro insieme a Mattia, non potevamo fare altro che abbracciarci tutti insieme e imprimere nei nostri cuori quello che è stato uno dei più begli anni della vita AEGEEnse della nostra generazione di membri.
Scrivo ora, nove maggio duamilaquindici, e mi ritrovo ancora, dopo sette mesi, a guardare con estrema nostalgia quei momenti di infinita catarsi. Uno non se ne rende conto veramente fino al momento in cui si ritrova a pensarci di continuo, a ricordare senza sforzo gli attimi che hanno composto un capolavoro d’esperienza.
• I saluti appena giunti a Cagliari. Gli “in bocca al lupo” urlati da lontano ai propri amici che stavano per mettere in scena tutto quello che per un anno avevano solo provato.
• L’Opening Ceremony. Le lacrime che ho versato di nascosto mentre i ragazzi di AEGEE-Cagliari parlavano sul palco. Corsini mi fa piangere. Damiano pure. Con la Baita è stato un fiume in piena.
• L’italiano come lingua veicolare dell’Agora. Sembrava un grande NWM, era la nostra festa. In AEGEE non esiste il livello nazionale e ringrazio per questo, ma le persone in AEGEE provengono da un Paese che inevitabilmente li ha forgiati nel carattere e nel modo di vivere e di parlare. Camminavamo a petto in fuori, orgogliosi di noi, anche se non avevamo preso parte all’organizzazione, perché gli amici di AEGEE-Cagliari ci avevano fatto sentire parte di un gruppo.
• Le due assemblee random della Rainbow, seduti per terra, tutti intorno ad Abis. Discutevamo, tardavamo alle feste perché volevamo stare insieme. Volevamo fare qualcosa di buono.
• L’abbraccio di gruppo ad Abis, per ringraziarlo dello splendido lavoro fatto durante l’anno. Il nostro affiatamento, gli scherzi, le battute. Il volerci godere al massimo il momento perché avevamo capito che certe magie si vedono poche volte nella vita.
• L’Happy Birthday Mattia Abis Working Group, perchè abbiamo stampato una maglietta che non ha eguali e che ritrae alla perfezione l’anno che si era appena concluso. E perché checché se ne dica, l’amicizia di quel gruppo rEsiste.
• La Closing Ceremony. Le belle cose purtroppo finiscono troppo presto. Fortunatamente questa volta sono durate un po’ di più ed è stata così “speziata” che ha prevalso l’umano interesse verso il casino che stava accadendo rispetto alla notizia che l’Agora nell’autunno del 2015 non sarebbe stata a Bergamo, ma a Kyïv.
• L’European Night perchè io così tanto divertimento tutti insieme non l’ho mai visto. Il delirio che correva da una parte all’altra. La gioia come unica merce di scambio tra le persone.
• La cena in Piazza Yenne la domenica sera. Tutti i superstiti lì, a guardarsi negli occhi e a volersi bene, ancora di più.
• Io che ho visto concretizzarsi i tanti motivi per i quali spendo il mio tempo per AEGEE. Sperando che non sia finita qui.
See you in Kyïv.
See you in Spring Agora Bergamo 2016!













