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┊𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐢𝐞𝐰 𝐰/ 𝐣𝐚𝐬𝐩𝐞𝐫 𝐦𝐨𝐧𝐭𝐠𝐨𝐦𝐞𝐫𝐲; ┊𝗕𝗕𝗖1 𝗥𝗔𝗗𝗜𝗢. ┊𝗅𝗈𝗇𝖽𝗈𝗇.
‹ Finalmente avete qualche giorno di pausa dal vostro tour! Allora, Jasper, cominciamo da te! Com'è iniziato quest'anno? Meglio o peggio dell'anno scorso? › ‹ La verità è che —— è incredibile. Ogni volta che cominci un tour sembra / sempre \ la prima, riesci a seguirmi? Insomma, anche se siamo tornati in città in cui eravamo già stati, non so —— è tutto magico e poi, lasciamelo dire, il nostro fandom è parecchio forte. Ci accolgono in modo assurdo ogni volta. Comunque, no —— non è stato peggio, né meglio, ma —— diverso. › ‹ Bene, bene, capisco. Parlando del fandom —— ogni giorno su twitter c'è almeno una tendenza dedicata alla vostra band o ad uno di voi, per esempio quella di oggi è " #OhNoJasper ", sai dirci il perché? › ‹ Io —— cavolo, credo sia riferito alla mia magistrale caduta sul palco durante il concerto di Madrid. E' stato / davvero / imbarazzante e quell'idiota di Logan ha esordito con un "Oh no, Jasper!", dunque credo derivi da quello. › ‹ E, a proposito di quella caduta, vogliamo mostrarti il video. › ‹ Per l'amor del cielo, dovete farlo per forza? › ‹ Sì, dobbiamo —— lo facciamo per te, in modo che tu possa affrontare il tuo problema e superarlo! › ‹ Vi ringrazio, davvero —— davvero molto gentile da parte vostra.›
▬▬ @𝐚𝐧𝐢𝐬𝐩𝐞𝐫𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐬 𝗂𝗍'𝗌 𝗒𝗈𝗎.
❛ —— Uffa, rispondi. Rispondi, rispondi, rispondi. ❜ ‹ Stavo proprio pensando a te. › ❛ Addirittura? E a che pensavi? ❜ ‹ A quanto tu sia stata brava. › ❛ Quanto sei di parte. È stato —— non lo so. Mi sento ancora tesa come una corda di violino. Inoltre, dovrei essere tipo accasciata in un angolo per lo sforzo e invece mi sembra di poter venire fin dove sei saltellando. Credo che "morire" sia stata una delle parti più divertenti. Insomma, immaginare Aria ed Hazel in lacrime in prima fila è stato / esilarante /. E persino fingere di essere un corpo esanime lo è. Essere sul palco e dover stare completamente rilassata, come se stessi dormendo —— mai capitato. È stato un momento felice. ❜ ‹ La verità è che sono più vicino di quanto immagini e -- comincia pure a saltellare. › ❛ Che —— okay. / Dove /? ❜ ‹ Stai saltellando? › ❛ Sei in aereo? Sul tour-bus? No —— sei a casa? —— Certo che sto saltellando. Ti giuro che se mi stai prendendo in giro io —— Ti faccio male, insomma. —— Uh. Che palle. ❜ ‹ Amore, bussano alla porta. Non apri? › ❛ Come diavolo fai a sentir —— ❜ ‹ Sesto senso, immagino —— ›
( . . . )
❛ Io —— uhm. Ho così —— ho così tanta voglia di darti un pugno in faccia —— ❜ ‹ Invece del pugno, perché non mi baci? › ❛ Perché —— perché non te lo meriti. Tu sei —— io ti —— uffa. ❜ ‹ Sei stata meravigliosa e —— sono / così \ orgoglioso e fiero di te, Bluesky. › ❛ —— Devo smetterla di crederti quando dici che non potrai esserci. ❜ ‹ Ehy, vieni qui, ingrata. › ❛ —— Woah. Ti ho visto. Ti ho visto! ❜ ‹ Cosa —— che hai visto? › ❛ Quello che hai fatto. I tuoi occhi —— ho visto tutto! Stavi —— no. Nonono. Ho appena realizzato e adesso viene da piangere anche a me. ❜ ‹ Sono solo molto emozionato, non giudicarmi, Carla Fracci. › ❛ No, amore, non pianger —— ❜ ‹ E, comunque, sei pregata di sceglierti ruoli in cui non crepi miseramente, la prossima volta. › ❛ —— Jasper. Tu —— Carla chi? Cioè —— come fai, amore. Wikipedia. Di nuovo? ❜ ‹ Carla Fra—— Anita, sei una troia maledetta. In fatto di arte sono informatissimo. › ❛ Ti affido il compito di crearmi una pagina Wikipedia personale, un giorno. Tu che sei un intenditore d'arte saprai come si fa. ❜ ‹ Sarà un onore e un piacere. Ad ogni modo, possiamo parlare di quanto tu sia stata fantastica? › ❛ "Anita Minerva Blue Shatner, nata il 10 agosto 199 —— Ah, mi stavo immedesimando ——Quello, sì. Pensavo ti avrebbe turbato maggiormente la simulazione dell'atto sessuale in passi di danza —— ❜ ‹ Pensavo ti fosse chiaro il fatto che, naturalmente, sei solo mia —— di conseguenza, avendo questa sicurezza, non mi turba. › ❛ —— È una sicurezza, quindi. Lo è davvero, adesso? ❜ ‹ Certo, sarò / sempre \ geloso di te, ma —— in modo maturo. Inoltre, ero troppo concentrato su di te per vedere qualunque altra cosa. ›
𝙅𝙖𝙨𝙥𝙚𝙧 𝙖𝙣𝙙 𝙝𝙞𝙨 𝙥𝙨𝙮𝙘𝙝𝙤𝙡𝙤𝙜𝙞𝙨𝙩. | ` 𝗁𝖾𝖺𝗅 𝗆𝖾. `
`` Signor Montgomery `` Mi chiami Jasper — questa cosa del "signor" mi fa sentire qualcuno che non sono, quindi — solo Jasper. `` D'accordo, come preferisce — allora, Jasper, posso chiederle come mai si trova qui? La verità è che sono qui perché — perché il management mi ha praticamente costretto a farlo, Dottore — ma — ma d'altronde, se non l'avessero fatto loro, alla fine sarei venuto io qui, magari strisciando. `` E' un'immagine interessante quella che mi ha propinato. Le va di parlarmi del suo problema? Sempre se crede di averne uno. `` Io — sì, immagino sia la cosa giusta da fare, no? Non so esattamente da dove cominciare, ma — suppongo che sia la mano, il mio problema. Dopo l'incidente è stato un uragano, tutto confuso, niente al suo posto, capisce cosa voglio dire? `` Credo di capirlo, ma la prego, continui. `` `` Okay — Io — io credo di non poterlo più fare. Ogni volta che prendo la chitarra è come — come se non sapessi nemmeno dove mettere le dita. E' patetico, ridicolo — suono da quando avevo dodici anni, io / so \ come si fa. . E’ assurdo. Io — mi sento così inutile. Non suonare è come — non so, cos’è che le piace fare? `` `` Mi piace il mio lavoro. `` `` Non suonare, per me, è come non poter lavorare, per lei. Si rende conto di ciò che sto dicendo? La musica non è solo il mio lavoro, Dottore — la musica è — sono vivo grazie a lei. Ho perso i miei genitori troppo presto, ho vissuto con i miei nonni fino a quando ho potuto, ma nel frattempo — mentre arrancavo — avevo la musica, ho / sempre \ avuto solo lei. E — Anita. Se ho Anita è solo grazie alle mie canzoni, ai suoni che riesco a creare — E’ così patetico. Se mi avessero amputato il braccio sarebbe stato meglio, almeno — almeno me ne sarei fatto una ragione, prima o poi. Invece è qui. Io lo vedo, lo sento, è qui. Ma non posso usarlo per fare la cosa che amo. E’ tipo — non lo so — una strana legge del contrappasso o il karma? `` `` Il suo braccio, prima o poi, guarirà, Jasper. Probabilmente non sarà Hendrix, ma — ma deve solo pazientare, la sua condizione non è critica. Lei è in continua sottopressione, non è così? Sente questo strano bisogno di soddisfare le aspettative di chiunque, ma — mi stia bene a sentire, Jasper: a volte bisogna soddisfare solo le proprie aspettative e magari, di tanto in tanto, fallire. `` `` E se non volessi fallire? `` `` E’ umano, Jasper — fallire è umano e lei deve / seriamente \ cominciare a capire che le persone non l’amano solo per la musica che fa. Sono profondamente convinto che la sua fidanzata non le stia accanto solo per questo, perché — mi creda — se fosse stato così, sarebbe già andata via. ``
@𝘼𝙣𝙞𝙨𝙥𝙚𝙧𝙢𝙤𝙢𝙚𝙣𝙩𝙨. –––––––––––––––––––– O1.O3.2O16.
`` Non--non funziona. Il--il braccio, la mano. Non funziona niente. Non riesco--non riesco più a suonare-- `` `` Vieni con me. `` `` No--voglio--voglio stare qui.`` `` Ma non puoi. Vieni con me.`` `` Anita, ti prego. Voglio stare qui, non riesco ad alzarmi.`` `` Ti aiuto io.`` `` No--è okay.`` `` Jasper -- non era una domanda. Ti ho detto che ti aiuto. Prendi la mia mano e basta. Maledizione, Jasper, alzati immediatamente! Perché devi -- tu -- Se tu non ti alzi mi siedo anch'io. Così, tra le schegge -- lo sai che lo faccio.`` `` Cosa--cazzo Anita, no. `` `` Preferisci che conti fino a tre o che lo faccia e basta? Okay, lo faccio e basta. `` `` Non ce la faccio, ad alzarmi dico--non ce la faccio.`` `` Certo che ce la fai. Ti ho detto che ci sono io -- che ti aiuto. Sempre. Dammi la mano e lascia che ti aiuti. `` `` No--non ce la faccio, davvero--mi dispiace.`` `` Jasper, il tuo "non ce la faccio" non significa nulla. Per me, non ha alcun significato. Ho detto che ti devi alzare, io -- ti prego, ti prego, ti prego, lascia fare a me.`` `` Fisicamente--non ce la faccio, non ho fatto l'insulina e sono senza forze. Non riesco.`` `` E perché diavolo non hai fatto -- Cristo, Jasper. `` `` Mi dispiace--non avresti dovuto vedere.`` `` Uh, già. Perché, se non avessi visto, sarebbe cambiato qualcosa? Magari ci saremmo visti direttamente in ospedale, dal momento che eri già in ipo. Ma chissà, l'avresti chiamata un'ambulanza? O avresti semplicemente aspettato che -- che ne so, che qualcuno venisse qui così, per una sensazione? `` `` Anita, smettila. Non ho voglia di litigare.`` `` Litigare -- E come potrei mai anche soltanto pensare di litigare con te? Non hai neanche le cazzo di forze per alzarti da terra, cazzo.`` `` Non suonerò più, non farmi nemmeno provare--non farmi provare mai più, ti prego.`` `` Non mi interessa. Io -- come vuoi che te lo faccia capire? Se domani tu perdessi la voce, le braccia, le gambe, la testa-- Non mi interesserebbe neanche un briciolo, tu --`` `` Hai sempre detto che ti sei innamorata della mia voce, Anita--`` `` -- Ti prego, Jasper. Sai perfettamente che non intendevo quello che stai dicendo. Sono innamorata della tua voce e delle tue canzoni e del tuo meraviglioso modo di creare musica, ma se un domani tutto questo dovesse svanire -- non mi interesserebbe.`` `` È--perché a me? Insomma, lo meritavo così tanto?`` `` Se tutto questo dovesse diventare motivo di sofferenza tanto grande da -- Cristo, Jasper, guardati. Io -- Mi -- Dio mio, mi rifiuto. Di rispondere alle tue domande del cazzo, mi rifiuto.`` `` Scusami.`` `` Non devi scusarti, Jasper --`` `` Certo che devo.`` `` No, non devi. Solo --`` `` Meno di un mese fa ho provato la -- la cosa? Nulla. Ho provato il nulla più totale, leggendo quel -- quel 'coso' su internet e ricevendo quella telefonata e arrivando in ospedale e a vederti in quelle condizioni. Puoi fare quello che vuoi, Jasper -- tutto quello che vuoi. Puoi prendere le tue decisioni da solo, puoi fare tutto quello che cazzo ti passa per la testa, ma ti prego non -- Non lasciarti andare. Pensa a me. Non lo fare. Non farti del male -- non intenzionalmente, ascoltami, guardami. Pensami e non lo fare. Così mi distruggi. E lo so che è un discorso egoistico, ma so anche che è l'unico modo che ho per fartelo capire -- vederti così mi fa mancare il respiro. E se in questo momento sei così arrabbiato da non riuscire a pensare che non dovresti farti questo, almeno pensa che questo fa del male a me.`` `` Anita--io-- Non so cosa dirti.`` `` Non devi dirmi niente.`` `` Senti--mi dispiace--mi dispiace che tu debba affrontare / anche \ questo. È un mio problema, non tuo.`` `` Anche quello che è successo a me era un mio problema, non tuo.`` `` È diverso--`` `` Ma / per fortuna \ io ti amo. E per me non esistono i "tuoi" problemi. Hai capito?`` `` Non voglio che ti preoccupi anche di questo--non è giusto.`` `` Mi preoccupo sempre di quello che ti succede. Non puoi farci niente, proprio come non posso evitarlo io.`` `` Non farlo. `` `` Jasper. Non smetterei di farlo neanche se tu mi lasciassi o mi dicessi che non mi ami più. Non posso semplicemente "non farlo". `` `` Ti amo--ti amo. ``

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──── @𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒗𝒊𝒆𝒘. ───────────
`` Allora, Jasper, abbiamo saputo — come tutto il resto del mondo — che hai avuto questo grave incidente, ultimamente. Puoi dirci com'è andata, come ti senti, adesso? Tutto il fandom è preoccupato per te. Giurerei di aver visto un hashtag al giorno per la tua pronta guarigione. ``
`` Incidente? Di quale incidente stai parlando? No, d'accordo, faccio il serio. E' stato un brutto momento e ci terrei a ringraziare pubblicamente ogni singolo fan della band. E' / soprattutto \ grazie a loro che siamo qui e non lo dico tanto per — insomma, è chiaramente così, non credi? Se non avessimo il loro supporto ed il loro sostegno, i Midnight Memories non esisterebbero e noi — penso di parlare a nome di tutti — siamo / estremamente \ felici di essere qui e, dunque, ancora una volta voglio ringraziarvi. Per quanto riguarda l'incidente, beh— ho un brutto problema, lo porto con me sin dall'infanzia ed è che soffro di attacchi di panico. A volte sono / molto \ violenti e ti colgono nei momenti meno opportuni, anche quando ti sei comportato da stronzo e cerchi di rimediare con la tua ragazza. Sono un po' come— uhm, non lo so, posso dire una cosa volgare? Certo che posso. Sono un po' come i peti, capisci? Ti colgono quando meno te lo aspetti. ``
𝐍𝐚𝐦𝐞 : 𝗃𝖺𝗌𝗉𝖾𝗋 𝗅𝗈𝗎𝗂𝗌 𝗁𝖺𝗋𝗈𝗅𝖽 𝗆𝗈𝗇𝗍𝗀𝗈𝗆𝖾𝗋𝗒; 𝐁𝐚𝐬𝐞𝐝 𝐢𝐧 : 𝗅𝗈𝗇𝖽𝗈𝗇; 𝐉𝐨𝐛 : 𝗌𝗂𝗇𝗀𝖾𝗋: 𝐅𝐂 : 𝗁𝖺𝗋𝗋𝗒 𝗌𝗍𝗒𝗅𝖾𝗌; 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐮𝐬 : 𝙤𝙣𝙡𝙞𝙣𝙚; 𝐫𝐩𝐠/𝐟𝐫𝐞𝐞 : Standing in the hall of fame, and the world's gonna know your name; GDR.
Anita and Jasper.
Midnight Memoris ;; Jasper’s twitter account.
You’re so embarassing, Rockstar.
I mean, I fuckin love you, Anita.

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──── @𝑨𝒏𝒊𝒔𝒑𝒆𝒓𝒎𝒐𝒎𝒆𝒏𝒕𝒔. ─────────── 1O.O2.2O16. ‹ Siediti. › ‹ Anita-- › ‹ Siediti, ho detto. Ascoltami. › ‹ Io--okay, d'accordo. › ‹ Grazie. › ‹ Cosa vuoi fare? Vuoi--sai suonare? › ‹ Il braccio sinistro. Mettilo sulla chitarra. › ‹ Non sono capace, non ci riesco. › ‹ Jasper. Il braccio sinistro -- mettilo sulla chitarra. › ‹ No. › ‹ Perché no? Ti prego. › ‹ E' inutile, lo sai. Io--non suonerò più come prima. Forse non suonerò affatto. › ‹ D'accordo, è inutile. Non suonerai come prima. Forse non suonerai affatto. Adesso -- puoi mettere il braccio sinistro sulla chitarra? Per favore. › ‹ Perché lo stai facendo? Non posso--non riesco. Non voglio. › ‹ Non capisco cosa ti costi provare. Lo sto facendo, perché -- perché voglio imparare a suonare, okay? E il mio ragazzo sa farlo. › ‹ Anche Ashton sa farlo. Persino Logan e Zachary. › ‹ Ma io preferirei che fossi tu a mostrarmi come si fa. › ‹ Ho un braccio rotto e una mano che--che probabilmente non funzionerà più come prima. Non posso aiutarti. › ‹ A me serve soltanto il tuo braccio sinistro e la tua voce. E anche la tua mano sinistra. E sono entrambi intatti. › ‹ D'accordo. › ‹ Okay. Ci sei? › ‹ No--fermati. › ‹ -- Che c'è? › ‹ Ti amo--ti amo profondamente. Io--grazie. › ‹ Jasper? › ‹ Bluesky. › ‹ Suoneresti con me? › ‹ Vorrei suonare / per \ te. › ‹ Facciamolo insieme. Dimmi come posizionare le dita, dimmi cosa fare. Andiamo. › ‹ D'accordo. Hai vinto. Dammi la mano. ›
@for-you-blue-10
▬▬ Jasper ;; Monologue | 15.O1.2O16 ;; ▬▬
‹ Anita, tu avresti dovuto-- ›
Ma era già troppo tardi; Anita aveva sbattuto la porta del bagno dietro di sé ed aveva lasciato il riccio lì dentro, solo, a rimuginare ━ ancora una volta ━ su ciò che era successo loro, su come l'aveva lasciata e sul perché della sua sparizione improvvisa. Non rimase lì a lungo, decise ━ difatti ━ di sistemarsi la camicia nei jeans e di abbandonare il luogo. La realtà dei fatti era che forse Anita aveva fatto bene ad andarsene, senza che lui avesse agio di continuare la frase, perché non avrebbe saputo come continuare. Cosa avrebbe potuto dirle? "Sapevo che eri sveglia, perché mi hai lasciato andare?" oppure avrebbe potuto esordire con un semplice "Avresti dovuto prendermi a schiaffi". Era disperato, Jasper ━ era disperato perché tutto quel dolore lo stava logorando e dilaniando. Harold era abituato a provare sentimenti forti, se finiva per affezionarsi a qualcuno, era capace di tenerselo stretto per tutta la vita, nonostante gli alti e bassi. Con Anita, invece, era tutto diverso. Si era innamorato di lei quando erano solo dei bambini, quando lei tornava a casa dalla lezione di danza e scioglieva i capelli, poggiava lo zainetto sul divano e si tuffava sul letto di Logan, fregandosene se i due stessero facendo qualcosa di relativamente importante. Si era innamorato di Anita quando l'aveva vista danzare al suo primo saggio, con quel tutù rosa antico che non avrebbe mai dimenticato. Si era innamorata di lei quando era cresciuta un po' di più ed aveva tagliato i capelli, aveva cominciato ad indossare gli orecchini ed i tacchi alti. Però ━ però aveva cominciato ad odiarla quando, quasi ogni sera, c'era qualcuno di diverso nel suo letto. L'aveva odiata quando indossava quel vestitino nero /troppo\ corto ed eccessivamente scollato. L'aveva odiata quando aveva cominciato a ballare nei locali, seducendo altri ragazzi, sotto i suoi occhi. L'aveva odiata quando aveva incontrato quel Rich ed aveva visto le sue mani scorrere veloci sul corpo esile di lei. L'aveva odiata quando aveva fatto scelte a dir poco consigliabili e poi ━ poi l'aveva amata di nuovo. L'amava in silenzio, la osservava e pregava ogni notte che nessuno le facesse del male. L'amava profondamente e disperatamente, la voleva come si vuole l'estate dopo anni di piogge. Jasper l'amava e non avrebbe /mai\ smesso di farlo. Anita era l'unica cosa per la quale sentiva il bisogno di lottare e di seguire i suoi sogni, era l'unica persona per la quale avrebbe combattuto a denti stretti, nonostante le ferite, nonostante queste fossero estremamente profonde. Respirava affannosamente, odiava quella sensazione di impotenza che nasceva in lui ogni qualvolta qualcosa andava storto. Cominciava a sentire un leggero tremolio, ma lo accostò al nervosismo ed al fatto che avesse rivisto l'amore della sua vita dopo tutti quei giorni di distacco e di stasi. Lentamente cercò le chiavi della sua auto e ━ quando finalmente le trovo ━ le prese ed aprì il veicolo, sedendosi all'interno dell'abitacolo. Prese un secondo respiro profondo e poi fu pronto a mettere in moto. Odiava i parcheggi, ma di più odiava dover uscire da essi, così con una certa concentrazione, riuscì ad immettersi sulla carreggiata. Improvvisamente, Jasper, sentì dei brividi di freddo percorrergli la schiena e subito dopo, una vampata di calore ━ assolutamente ━ fuori dal comune. Ma lasciò perdere, "forse è solo l'essere uscito da un luogo così caldo ed essermi buttato nel freddo", pensò innocentemente. Il suo cervello non voleva proprio capire costa stesse succedendo. Improvvisamente sentì un tonfo al petto, non si curò nemmeno di quello, perché ━ per l'ennesima volta ━ Jasper si dimostrò lo sventurato che era. Ma sentiva qualcosa di forte, nella sua testa, oltre al dolore lancinante. Sentiva di dover chiamare Anita, di chiederle scusa, ancora una volta, di pregarla di perdonarlo e di rimettere le cose apposto, perché l'Alaska era bella e gelida e lui aveva bisogno di qualcuno che lo riscaldasse. Anita era /tutto\ ciò di cui il riccio aveva bisogno e di questo ne erano a conoscenza anche le foglie di Londra e dintorni. Cercò di comporre il suo numero, ma ━ inevitabilmente ━ il cellulare gli scivolò di mano a causa dell'eccessiva sudorazione. Jasper cominciava a capire che c'era qualcosa che non andava, che stava per succedere. Sapeva perfettamente che era in arrivo uno dei suoi soliti attacchi di panico, ma non se ne curò, anche questa volta. Il fastidio al petto cominciava ad essere lancinante e lui ━ davvero ━ non sapeva come comportarsi. Il telefono era finito sotto i pedali, aveva dimenticato di inserire November Rain nella playlist e l'unico modo per calmarsi era sentire la /sua\ voce. Le mani tremavano troppo, sapeva che a momenti avrebbe perso il controllo di sé stesso e quindi, dell'auto, ma non si fermò, voleva solo raggiungerla, voleva solo bussare alla sua porta ed implorarle perdono. Così ci provò. Tentò di raccogliere il cellulare e, dopo vari tentativi, riuscì anche ad afferrarlo, ne era contento ━ forse ━ quella volta aveva sconfitto un attacco di panico in assoluta solitudine, ma non fu così. Gli attacchi di questo genere ci impiegano dieci minuti a raggiungere l'apice ed altri venti o trenta per concludersi. Jasper era arrivato ai quindici minuti e sentiva che, di lì a poco, avrebbe ceduto. Ma non voleva farlo, sperava ━ con tutto sé stesso ━ che fosse passato. Invece no, stava solo peggiorando. Non riusciva ad alzarsi, forse perché aveva accidentalmente colpito il volante con il capo o forse perché sentiva l'addome piegarsi in due, non ne aveva idea, sapeva solo che doveva alzarsi se non voleva morire ━ morire definitivamente. Eppure successe tutto troppo in fretta. Aveva sentito un boato e poi più niente. Schegge di vetro volarono e si infransero sull'asfalto, colpendo il corpo di Jasper, sentì lo specchietto retrovisore infilzarsi nel suo fianco e l'airbag spingere contro il suo addome, dapprima, dolorante. Il volto colpì l'asfalto bagnato e sentì, ancora una volta, la vita abbandonare il suo corpo. Era finita? Era così che doveva andare? Doveva /davvero\ già lasciare questo mondo? Aveva fatto tutto il possibile? E lei ━ lei non l'aveva perdonato. Voleva solo chiamarla, cercò di pronunciare il suo nome, ma non riuscì a farlo, voleva guardarla, voleva toccarla, ma fu tutto inutile. Credeva fosse finita, credeva che quella volta avrebbe lasciato tutto e che ━ forse ━ ricongiungersi con i suoi genitori doveva essere la scelta che avrebbe dovuto fare anni prima. L'ultima cosa che Jasper sentì fu /quella\ canzone. Forse era solo frutto della sua immaginazione, forse era davvero morto e stava rivedendo le fasi più importanti della sua vita. Eppure non riusciva a far altro che ascoltarla, da qualunque parte essa venisse. Il dolore era sparito, non sentiva più niente, chiuse gli occhi e lasciò che le note di quella canzone lo portassero via.
‹ So we can start it all over again ━ ›
facebook pp || Jasper Montgomery.
O8.O1.2O16 ;; Alaska. —————————————
‹ E la storia va avanti in questo modo, tu ci provi, ancora ed ancora, ma nulla sembra risolversi. Così, nonostante gli sforzi, nonostante il dolore, nonostante le battaglie perse, hai deciso di arrenderti. Perché - forse- arrendersi, certe volte, è la soluzione migliore. ›
Oh, baby, I was there for you. All I ever wanted was the truth.

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25.12.2O15 ;; 23.3O. ————————————
‹ Cos -- sono corde? Aspetta -- Spiegami. › ‹ Sono corde. › ‹ -- hai rotto una chitarra per me, Jasper Montgomery? › ‹ Sono--sono le corde della mia prima chitarra, quella che mi ha regalato papà e-- Togliere delle corde non vuol dire rompere una chitarra, Anita Shatner. › ‹ Rockstar -- amore, io -- › ‹ No, ssh, ti prego. Non--non dire niente, okay? › ‹ Ma che -- perché? Ci tengo davvero tantissimo a dirti una cosa. Posso? › ‹ Tu--tu ci sei sempre stata ed io--io sono un coglione. Avrei dovuto dirti anni fa ciò che provavo per te, avrei dovuto dedicarti più canzoni e farlo esplicitamente. Avrei-- Dimmi. › ‹ No, continua. Può aspettare. › ‹ Ho capito che saresti stata l'unica, per sempre, la prima volta che hai varcato la soglia di casa tua. Io ero seduto lì, con Logan e tu eri una bambina così fastidiosa ed io /adoravo\ il modo in cui irritavi chiunque. Ma poi sei cresciuta e sono cresciuto anch'io, almeno--almeno fisicamente. Ricordo di una volta in cui passai una delle tante nottate a casa vostra. Avevi quindici o sedici anni, io mi ero alzato per andare a bere un bicchiere d'acqua e tu eri distesa sul divano. Era notte fonda, ma piangevi, Dio--quanto cazzo piangevi, Anita. Ma non avevo il coraggio, perché il fatto che tu mi irritassi così tanto, mi bloccava. › ‹ Non mi piace quando -- quando mi vedi piangere. › ‹ Riuscivi ad essere fastidiosamente bella anche con il mascara sciolto sul viso, io ero un coglione, sono--sono un coglione. Poi siamo cresciuti un po' di più e tu hai cambiato stile di vita. Uscivi, tornavi tardi, avevi sempre ragazzi diversi ed io, da idiota qual ero e quale sono, ho sempre evitato /accuratamente\ di accostarmi a te. Avevo paura--paura di ciò che sarebbe potuto succedere. "E' la sorella del mio migliore amico", "non sono abbastanza per lei", "sono un coglione, la farò soffrire"-- E allora ho lasciato perdere, ancora una volta. Sono stato con diverse ragazze, ma /nessuna\ riusciva ad infastidirmi come facevi tu. Il liceo era finito ed io volevo solo scappare da New York, ma poi ho incontrato Ashton, più tardi Zachary e poi--poi c'era Alex. E allora ci siamo dedicati alla musica, suonavamo in quei locali malandati, fin quando qualcuno ci ha sentiti ed ora eccoci qua. Ma sai--io, per quanto assurdo possa sembrare detto da un cantante, non sono bravo con le parole. E quando ci fu il nostro primo, vero live, tu eri così bella e non facevi altro che guardarmi ed io--io ho ceduto. Perché, cristo, nessuna in quella stanza poteva essere paragonata a te, Anita, nessuna al mondo. Ti guardavo dal palco e tu eri lì, tenevi quella birra stretta fra le mani come se fosse la tua vita, io - invece - continuavo a cantare stupide canzoni che avevo scritto per nessuno. Eppure tu c'eri, tu mi sentivi--tu sentivi me, capisci cosa voglio dire? Ed io ho ceduto. Ho ceduto ai tuoi occhi, ai tuoi capelli, alle tue gambe, al tuo sorriso, al tuo sguardo, alle tue mani, alle tue labbra, al tuo sarcasmo, al tuo conoscermi così bene. Ho ceduto e forse, cristo--forse ho fatto il miglior errore della mia vita, quella sera. › ‹ Hai fatto / di sicuro \ il miglior errore della tua vita. › ‹ Ed è stato lì, nel momento in cui ti ho spogliata, nel momento in cui mi hai baciato per la prima volta che ho--ho capito. › ‹ Hai -- hai capito cosa? › ‹ Saresti stata /per sempre\ l'unica. Anche se fossimo finiti con lo sposare altre persone. Io sapevo--cazzo, sapevo che nessuna donna in questo universo avrebbe potuto farmi provare le stesse cose che mi hai fatto provare tu con un semplice bacio. Anita, sei entrata come un terremoto nella mia vita, hai sfondato /tutti\ i muri. Hai distrutto qualunque certezza io mi fossi fatto, hai--hai fatto in modo che un qualunque ragazzo, come me, potesse innamorarsi di una come te. Ed ora hai le corde della mia prima chitarra, perché lo sai, no? Ti amo più della musica e--queste corde sono importanti per me, come la persona che le ha montante. Sono importanti e voglio che le tenga tu, perché io sono così fottutamente innamorato di te, lo capisci, vero? Sei l'amore della mia vita, Bluesky. Ora e tipo, per sempre. Cosa--cosa volevi dirmi? ›
‹ Jasper, tesoro! Forza, dobbiamo andare a messa- › ‹ Nonna, non mi va, non voglio andarci. › ‹ Harold, amore mio, dobbiamo andare, il nonno ci sta aspettando in auto. › ‹ Nonna, io--io non voglio. › ‹ Lo so che sei triste, tesoro, sono triste anch'io, mamma e papà erano due persone meravigliose e tu--tu sai quanto la mamma tenesse alla messa di Natale.› ‹ Nonna, io non voglio, io-- › ‹ Vuoi dirmi qualcosa, Harry? E' successo qualcosa che non so? › ‹ E' solo--ho sempre pensato che lei sarebbe sempre stata lì per me, ed ora--ora non c'è più. La mia mammina, lei non c'è più. Papà, mamma, io--nonna, perché è successo? Sono stato io? E' colpa mia? › ‹ Tesoro-- ›
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#sithof ;; Jasper and his grandmother ; NYC -- 2OO1.