Rifuggo il tuo sguardo.
Cerco assensi
nelle tue lontananze.
Mi ostino a vedere
il mare
nei tuoi occhi,
quando invece
quello che fuoriesce
non è acqua limpida
ma fango torbido,
impregnato
di pregiudizi
di assenze
di superbia.
La tua voce
attira la mia carne,
nutrita dal veleno
della tua noncuranza.
Liberami.















