Se un giorno all'improvviso dovessi scomparire, che nessuno tema, sappiate che io a scomparire ci tenevo più che a sopravvivere.
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Se un giorno all'improvviso dovessi scomparire, che nessuno tema, sappiate che io a scomparire ci tenevo più che a sopravvivere.

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Mi ricordo la prima volta che ti ho visto e ricordo ancora la sensazione che mi lasciassi dopo esserci divisi, quella confusione che oggi riesco a vedere diversamente, quella confusione di chi non ha mai visto quella persona in vita sua, ma gli è tremendamente familiare. Io so che quella confusione era legata a qualcosa e oggi con certezza dico che tu eri stato mandato lì per me, il mio angelo buono mandato per darmi la voglia che avevo perso di affrontare le cose. Più il tempo passava e più io sapevo che non era un caso che tu fossi lì.
Se solo però mi avessero detto che non sarebbe stato per sempre io forse oggi sarei più preparata.
Più preparata la mattina a svegliarmi e far finta che tutto vada bene. A svegliarmi, fare colazione, fare una doccia, pranzare, studiare...e fare finta di portare avanti una relazione morta da tempo. E pensare a tutta la felicità di un tempo e accantonarla per la solita routine finta e spenta.
Io a volte neanche ti vedo più guardarmi, anzi sono sicura che tu nemmeno lo sai che io sono lì.
Sei così distante da me che nemmeno ci fai caso a quanto eravamo belli prima, al fatto che eri il mio angelo e adesso sei una comune persona, sei così distante che non ti accorgi nemmeno che a ogni sospiro che faccio mi allontano, sei così distante che nemmeno ti interessa riavvicinarti. E a me va bene, ormai va bene anche così.
Penso che gli angeli debbano accompagnarti solo per un tratto di strada, il resto tocca affrontarlo da soli, e allora così farò
È cambiato qualcosa fra di noi? Ho un nodo alla gola che non mi fa respirare ogni volta che ti guardo e vedo che sei lontano anni luce da me, che i tuoi occhi non mi guardano più, che cercano altro, che nel tuo cellulare salti in aria per messaggi non miei, che sei distratto e non mi dici più "te ne vai di già ?" ogni volta che mi muovo, quasi preoccupato o dispiaciuto, dalla tua bocca esce un ciao stentano e i tuoi occhi non si alzano più a guardarmi andare via. Con te è diverso, mille ragazzi e con te non c'è mai nulla di lontanamente simile. Sei l'enigma che non mi fa dormire la notte, che mi stramma i pensieri e che credo sempre di capire, ma non capisco mai. Con te è diverso, mi stupisci ogni giorno e non mi fai mai, neanche per un giorno, dubitare che per me ci sarai sempre. Oggi però non lo so, qualcosa è cambiato, qualcosa si è rotto e non so se mai si aggiusterà .
Oggi ti ho guardato, sono stata a guardarti per ore mentre eri intento a fare mille calcolcoli, tu non ti sei accorto, eri immerso nei tuoi infiniti ragionamenti, non avevo voglia di disturbarti, mi piaceva vedere la tua espressione concentrata, mi piaceva quando esultavi per la riuscita di un risultato e cercavi il mio sguardo quasi a voler festeggiare insieme a me, non riuscivo a far altro che sorridere, un sorriso a mezza bocca, mica troppo contento, ero distratta da tutti quei piccoli particolari che ti circondano il volto, dai lineamenti della tua bocca quando sei felice, dai tuoi occhi che cambiano forma quasi sorridessero anche loro. Ti osservavo come si guarda un quadro quando è bello, che staresti ore per cercercare qualcosa che non va, perché fatichi a credere che sia così perfetto e poi magari quando trovi il difetto lo rende solo più bello. Ti ho guardato fino a quando non ho dovuto lasciare quella stanza, con gli occhi pieni di meraviglia, sapendo che non potrai mai averlo a casa quel quadro e quindi ti riempi gli occhi a tal punto che ti entri nel cuore, ecco, io oggi ti ho guardato perché così stasera posso averti accanto a me e sentirmi meno sola.
Avevo dimenticato quanto fosse importante averti intorno, quanto fossi importante per me e quanto in realtà avevo bisogno di te nella mia vita. Avevo dimenticato forse perché sono sbadata e ho tante cose da fare, una vita da sistemare, da aggiustare, lo avevo dimenticato forse anche perché volevo dimenticarlo, perché volevo lasciarti andare, perché sarebbe stato più semplice, ma più semplice senza te non c'è nulla. Avevo dimenticato cose che tu nell'attimo di un secondo mi hai ricordato, col tuo sguardo che mi cerca tra la folla e che mi tiene incollata a te. Avevo dimenticato, ma adesso ricordo che tra tutti tu hai sempre saputo tenermi a galla, sei stato lo spettatore che non guarda con troppa superficialità ciò che ha di fronte, la ammira, da lontano per non sciupare le poche cose belle che ha. Avevo dimenticato, ma adesso ricordo che avrei scelto fra mille persone te e continuerei a sceglierti per sempre.

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-Era più facile sparire
Ciao, non so mai bene come iniziare a scrivere cose come queste, non so mai bene come iniziare e basta, esattamente tre anni fa scrivesti un messaggio, ancora oggi ci penso a quante cose possono cambiare in un lasso di tempo che sembra così lungo, al fatto che adesso sono qui a scrivere un messaggio piena di ansia e paura. Ci sono stati giorni in cui avrei voluto che tu arrivassi qui a cancellare tutti i problemi che mi assalgono, altri giorni invece avrei voluto non fosse mai iniziata questa storia tanto nascosta che ci stuzzicava un sacco, ho maledetto il giorno in cui mi riaccompagnasti a casa, quando per ripicca avrei fatto di tutto e adesso di ripicca non c’è nulla. Ora che sembra tutto così vero, ora che mi guardi in quel modo non posso negarti che ho paura, ho sempre avuto paura ad esprimere ciò che sento, forse per le troppe delusioni ricevute a questo mondo, forse per paura che le cose non vadano come le immagino o forse ancora perché non sono pronta e non lo sono mai stata e mi giustifico con tutte queste ipotesi perché mi piace pensare che possa nascondermi dietro queste insicurezze così banali. Vorrei poterti dire che vorrei qualcosa di forte, che vorrei che tra noi funzionasse, che dovremmo correre il rischio di provarci, che posso darti tanto, che forse se ci buttassimo le cose potrebbero essere belle, che potremmo avere ciò che desideriamo, ma non è così, purtroppo siamo le persone giuste al momento sbagliato o meglio ancora preferisco definirci le persone sbagliate al momento sbagliato, perché lo sappiamo entrambi che di compatibile nel nostro mondo non c’è nulla, però c’è qualcosa in questo essere sbagliati che mi ha tanto incuriosito e non saprei rispondere se qualcuno mi chiedesse perché proprio tu, so che non ostante tutto scendendo di casa è te che vorrei trovare, perché è stato bello anche spegnere tutte quelle sigarette alle sei del mattino parlando di cazzate, persino quando il più delle volte non ci si trovava d’accordo o il tuo modo intollerabile di parlare, io rifarei tutto, senza cambiare nulla e forse un giorno ci rincontreremo quando il momento sarà giusto e continueremo a essere sbagliati, ma va bene così, a volte forse è meglio trovare la persona sbagliata che ti rende felice che quella giusta che ti fa soffrire.
-A volte è meglio trovare la persona sbagliata che ti rende felice
Non sono brava a dire addio, non lo sono mai stata. È qualcosa che mi mette troppa tristezza, una di quelle cose che ti fa perdere l’appetito e ti incasina il cervello, sto giorni a ripensare a l’ultima volta che ci vedremo e alla prima che che ci rincontreremo, come due estranei che prima era impossibile non baciarsi, guardare una persona e lasciare che vada via quando la voglia di vederla è tantissima, fare uno sforzo per cancellare il poco buono che rimane in questo mondo o che forse rimane a me. Non sono brava a dire che è ciò che voglio, a fingere che questo addio serva a qualcosa, a prendersi del tempo per far sì che le cose si sistemino quando dentro di me voglio che rimangano così. Non so mai bene cosa sia giusto dire in quei momenti, se un ciao, un arrivederci o un a presto, far finta che vada bene, che sarà facile, che le cose continueranno a essere sempre le stesse.
Mi ricordo con precisione i primi giorni che ti ho perso.
Quando non volevo uscire neanche col sole, quando mi chiamavano e mi annunciavano che era una bella giornata anche se io non lo sapevo
e che avrei dovuto mettermi una camicia e andare a vedere il cielo com'era cambiato. Mi ricordo che le prime volte che l'ho visto da quando tu te ne sei andata era veramente spietato. Io lo odiavo a morte. Mi facevano impazzire quei nuvoloni e quei rumori forti e il fatto che il sole sembrava ridesse e che la gente rideva sul serio anche se tu non c'eri più: per me era inconcepibile.
Dicono che gli abbandoni aiutino a crescere e non ti spiegano con precisione che cos'è un abbandono. Ti abbandonano quando lo scelgono, o anche quando devono andare per forza?
Io lo so che tu saresti rimasta.
Mi ricordo camera mia com'era in quei giorni che hai smesso di venire a sorridermi, e il disordine dappertutto e le finestre sempre chiuse, io che mi sforzavo di dormire dopo aver dormito dodici dannatissime ore e non ci riuscivo mai e allora facevo di tutto pur di non pensare. Perché pensare voleva dire pensarti.
Ho capito che le cose più difficili da accettare sono quelle che non hanno nessun colpevole: abbiamo tutti sempre bisogno di prendercela con qualcuno. Io me la sono presa col cielo, ho tenuto le finestre chiuse per un po', non l'ho guardato più, l'ho lasciato stare. Intanto mi chiedevo in quale angolo fossi finita tu.
Dentro morivo e fuori ero come sempre.
Poi il cielo ho capito che non c'entrava niente. Che non tutte le colpe hanno un colpevole. Che io ero rimasta sola senza te ma non potevo prendermela con nessuno, e neppure col cielo.
Così adesso sorrido di nuovo, e c'è voluto del tempo, e se c'è il sole me ne accorgo, metto una camicia ed esco, però questo non vuol dire che tu non mi resti dentro.
Perché quello che ho imparato in tutto questo tempo passato senza te è che certe persone è vero che non si scordano mai
e tu, per fortuna, sei una di quelle.
Ci sono stati giorni in cui sapevo di avere una forza incredibile, dove mi sentivo potente, dove credevo di essere imbattibile, giorni in cui avrei potuto scalare montagne e non sentire la fatica, in cui avrei potuto affrontare chiunque senza sentire nulla, senza avere paura, quei giorni, quei giorni ero imbattibile perché tu eri lì e per te, ah io per te li avrei uccisi tutti quei draghi, perché sapevo che c’eri, perché per me eri come gli spinaci per braccio di ferro o la pizza con le fragole per prezzemolo, tu eri la mia droga, eri la mia carica, la persona per la quale ti svegli pensando di essere invincibile, poi sei andata via e io di quei giorni conservo solo un ricordo, un bel ricordo, ma pur sempre un ricordo, ora mi sento a pezzi, fragile, mi lascio prendere dagli eventi, ho smesso di lottare, non mi importa più, è tutto inutile, mi hai lasciato un grande vuoto, un vuoto che non si riempie, un vuoto che non mi interessa più riempire, questo vuoto è la somma della tua assenza che oggi e per sempre non potrà essere colmata. Adesso ci sono giorni che mi sveglio e poi torno a dormire, altri che mi alzo a malapena, altri ancora dove sorrido, ma con malinconia, con la tristezza nel cuore e poi ci sono i giorni in cui ripenso a quanta forza mi davi e a quanta forza ho rinunciato da quando ti ho persa.

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Se solo il mondo finisse adesso potrei risparmiarmi l'ennesima delusione.
Il mondo non finirà tranquilli, che ti pare che ce la perdiamo anche questa?
Il buio in una stanza
Non esiste il lieto fine, le cose non possono essere risolte con un bacio riparatore, il conto in banca conto in banca continua a rimanere rosso, i problemi stanno lì immobili, irrisolti, i pianti non vengono cancellati da uno sguardo pentito, il dolore e la sofferenza provata per la delusione non si cancella con una scusa inventata al momento e per quanto lo si desideri l'amore non basta, il tempo non cancella le ferite, le marchia, più profonde di prima, la vita non è un film, l'amore non è un film.
È giunto il momento di dedicarti due parole affinché io non dimentichi che ieri come oggi sto passando l'inferno, è già un mese che non ci sei più e io ancora non riesco a crederci, eri la cosa più bella della mia vita e mi è stata portata via, so che vorresti che io andassi avanti, ma io non so come si fa, tu mi hai insegnato che per andare avanti devi avere nella tua vita qualcosa che ami con tutta te stessa, un motivo per la quale vivere, qualcuno per la quale vivere, tu avevi noi, ma io avevo solo te, eri tu il mio motivo di vita e quindi adesso che mi importa del resto? Dei voti, dei ragazzi, di qualsiasi altro stupidissimo problema di poco conto, cosa vale la mia vita se al mio fianco non ci sei tu? Io come faccio senza di te? Come faccio senza il tuo sorriso, senza le tue storie, senza la tua voce? Come faccio? Mi manchi ed è difficile per me continuare ad andare avanti, ti prego torna, torna da me che io ho ancora bisogno di te, io non ce la faccio senza di te! L'unica persona che abbia mai amato in vita mia me l'hanno levata, perché? Perché non si sono presi qualsiasi altra cosa? Perché proprio lei? Perché proprio tu? Torna.

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Ancora oggi ogni tuo abbraccio mi da un senso di tranquillità . Sentivi i miei urli silenziosi a distanza di chilometri, ma oggi non ci sei e allora dove sei?.
Un genitore che fa piangere la figlia ha fallito