I ricordi hanno bisogno di molto tempo per sparire. Ma gli basta nulla per riaffiorare. Una voce, un suono, un'immagine, un profumo, un odore.
Giorgio Faletti
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@iomincammino
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Giorgio Faletti

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NIENTE CAMBIA SE NIENTE CAMBI
Ogni anno la stessa storia, arriva Babbo Natale (…o, uomo, maschio, di indole portata al disordine) e addobba le case con Albero, Presente, e mille inutili ninnoli di ogni genere e forma, poi spetta alla Befana (…a, donna, femmina, di indole portata all’ordine) dare un colpo deciso di scopa deciso a spazzare vie le feste, e voi lì, storditi da stravizi condonati, in attesa di tornare alla vita di tutti i giorni.
Ma “niente cambia se niente cambi”. Vecchi e nuovi propositi rischiano di restare ancora una volta immobili, parcheggiati nell’eterna attesa che qualcosa accada. Oggi è l’ultima occasione per darvi un colpo di straccio alla coscienza e spolverare le speranze.
Ma fatelo oggi, non domani, anche solo con il pensiero. Accasciatevi pure sul divano a smaltire pandori e panettoni, ma questa volta prendete carta e penna e liberate la mente da ciò che vi angoscia, scrivete di getto ciò che vorreste cambiare e vi sentirete già più leggeri… fate spazio ai pensieri positivi, come voi anche loro hanno bisogno di ossigeno per sopravvivere!
Se sarete sinceri con voi stessi avrete creato una macchia d’inchiostro che non farà più così paura… per risolvere un problema lo si deve focalizzare, scriverlo su un pezzo di carta è come ammetterne l’esistenza, è questo il primo passo verso la soluzione.
E così anche per quest’anno Epifania tutte le feste porta via, domani torna la routine quotidiana… ma prima di lamentarvi fatevela quella domanda: avete cambiato qualcosa!?! “niente cambia se niente cambi” .
#iomincammino… Buon Cammino nel 2016!
LE DOMANDE SCOMODE
E' quando rallenti che arrivano loro, le domande scomode. Loro sanno aspettare, loro ti conoscono, loro sanno colpirti in profondità come nessun altro. A loro non puoi sfuggire, chiedono risposte e non se ne andranno finché non le avranno ottenute... e tu lo sai, provi ad ignorarle ma sai che torneranno, e “tuoneranno” ancora più forte.
La società ci suggerisce che “più avrai e più sarai sereno, ma devi lavorare duro, devi essere umile, tirare avanti a testa bassa perché quando arriveranno i soldi, allora... allora sarà tutto diverso”.
Ma poi tiri le somme di un anno fiscale positivo, dove i numeri ti danno ragione, e qualcosa ancora non va... ti senti ingannato, avevano promesso, ma la tua bilancia è ancora sbilanciata, ed è allora che loro tornano a farsi sentire:
“... per quanto hai dato di te stesso sei sicuro di avere guadagnato la moneta giusta? Sei riuscito a ricomprare il tuo tempo con gli interessi? Tutto quel tempo che giorno dopo giorno hai venduto ai tuoi clienti in cambio di denaro per poterlo un giorno ricomprare?”
Oggi Cammino, penso, rifletto, ma non mi sento triste, in fondo le domande scomode servono a questo... forse sto soltanto crescendo
SOCIETY - Eddie Webber
It's a mistery to me we have a greed with which we have agreed
You think you have to want more than you need until you have it all you won't be free
society, you're a crazy breed I hope you're not lonely without me
When you want more than you have you think you need and when you think more than you want your thoughts begin to bleed
I think I need to find a bigger place 'cos when you have more than you think you need more space
society, you're a crazy breed I hope you're not lonely without me society, crazy and deep I hope you're not lonely without me
there's those thinking more or less less is more but if less is more how you're keeping score? Means for every point you make your level drops kinda like its starting from the top you can't do that...
society, you're a crazy breed I hope you're not lonely without me society, crazy and deep I hope you're not lonely without me
society, have mercy on me I hope you're not angry if I disagree society, crazy and deep I hope you're not lonely without me
(traduzione)
Per me è un mistero abbiamo un'avidità con la quale abbiamo accettato di convivere
pensi di dover volere più di quello di cui hai bisogno finché non hai tutto non sarai libero
società, sei una razza folle spero che tu non sia sola senza di me
quando vuoi più di quello che hai, pensi di averne bisogno quando pensi più di quello che vuoi, i tuoi pensieri cominciano a sanguinare
penso di dover trovare un posto più grande perché quando hai più di quello che pensi, hai bisogno di più spazio
società, sei una razza folle spero che tu non sia sola, senza di me società, pazza e profonda spero che tu non sia sola, senza di me
ci sono quelli che pensano, più o meno, ma il meno è di più ma se il meno è di più, come fai a mantenere il punteggio? significa che per ogni punto che fai scendi di livello è un po’ come cominciare dalla cima non puoi farlo...
società, sei una razza folle spero che tu non sia sola, senza di me società, pazza e profonda spero che tu non sia sola, senza di me
società, abbi pietà di me spero che tu non ti arrabbierai se non sono d'accordo società, pazza e profonda spero che tu non sia sola, senza di me
#iomincammino!
Il cammino non ti dà ciò che vuoi ma quello di cui tu hai bisogno nei modi e nei tempi che lui ritiene opportuno, non importa da dove parti e la strada che hai percorso, ma soprattutto come l'hai percorsa.
Gaia - Pellegrina
UN ANNO DA QUEL PRIMO PASSO
di Gaia Pizzali - “Pellegrina”
"Ho imparato a sognare che non ero bambino, che non ero neanche metà" quante volte ho ascoltato questa canzone dei Negrita in questi giorni. Io il mio sogno l'ho realizzato l'anno scorso. È infatti passato ormai un anno dal primo passo mosso quella mattina da Leon, con una certa emozione ed incertezza m'incamminavo verso Ovest, guidata dalla freccia gialla per Santiago… e oltre!
“Carissima freccia, lungo il mio viaggio mi sono affidata a te e perduta nella tua sicurezza, semplicità e funzionalità. Per 300 km mi sono sentita coccolata e guidata, tutti i giorni ti cercavo e tu era li, come lo eri stata per milioni di pellegrini passati prima di me. A volte ti trovavo in posti strani, su di un masso, una semplice pietra o su di un palo della luce sbiadita da sole e dal tempo, a volte ti ho persa ma sempre ritrovata”
Molte volte ho cercato di mettere in parole quello che i miei occhi avevano visto e cosa il mio cuore aveva provato, ma tutte le volte che cominciavo a scrivere stracciavo il foglio. Tutte le parole mi sembravano vuote e non adatte a descriverlo. Parlare del Cammino significa parlare di sé stessi in profondo e di tutto quello che ti ha spinto a partire. Tanti dei pensieri o problemi che hai quando parti li perdi lungo la via, cercando di alleggerire passo dopo passo te stessa e il tuo cuore. Molti altri invece li riporti a casa con te, perché ora sei pronta ad affrontarli con un'arma in più… quella di essere “Pellegrina”.
Io e il Cammino ci siamo corteggiati per tanto tempo, fin dagli scaffali della libreria con il libro di Coehlo, e fin dall'inizio mi sono mostrata incuriosita da quel lento movimento di persone verso Santiago. Non ho però colto subito che fosse arrivato il mio momento o forse non mi sentivo pronta a un viaggio solitario… mi mancava il coraggio.
Ricordo ancora quel giorno quando mi sono iscritta alla pagina Facebook del Cammino e quando ho scritto quel post cercando una compagna di viaggio: è così che Fabio e Sara sono entrati nella mia vita. Sara è stata una splendida compagna di viaggio che mi ha supportato e molto spesso sopportato nei momenti difficoltà, mentre Fabio, Fabio è tutta un'altra storia, molto dolce e personale. È la storia di come il mio cuore indurito sia stato conquistato e di come l'amicizia sia diventato qualcosa con la “A” maiuscola.
“Il Cammino non ti dà ciò che vuoi ma quello di cui tu hai bisogno nei modi e nei tempi che lui ritiene opportuno, non importa da dove parti e la strada che hai percorso, ma soprattutto come l'hai percorsa”
… queste mi sembrano due frasi che ben fanno da sfondo al mio Cammino.
Il Cammino è una tappa della vita che ti entra dentro, ti trasforma e ti arricchisce allo stesso tempo grazie alle esperienze che fai e alle persone che incontri. Ti offre la possibilità di sperimentare un profondo senso di condivisione e di comunione che nella quotidianità si è perso a favore dell’individualismo. Molte delle persone che incontri ti sfiorano soltanto, la maggior parte li ritrovi anche dopo negli incontri post Cammino, altri invece, i pochi, gli eletti, diventano tuoi fratelli e sorelle nella vita.
È stato un viaggio all'interno del mio carattere che mi ha portato a conoscere una nuova me stessa, a far pace con il passato e ad affrontare alcune paure. È un’avventura dove il tempo non conta se non per lo stretto necessario, dove tutto si compie in modo metodico, quasi maniacale. La giornata è scandita dagli stessi momenti che nel loro piccolo sono sempre diversi: ricerca dell’albergue per dormire, una buona taverna dove mangiare, una buona Chari a fine tappa per socializzare e infine il meritato riposo. L'orizzonte temporale deve essere concentrato al presente, ai passi da compiere.
“Ogni giorno ha i suoi passi” hanno continuato a ripetermi, ed è vero, anzi verissimo. Per me questo è stato sicuramente un duro scoglio. E’ stato molto complicato lasciarmi andare al non programmato, di norma sono molto organizzata, anche fin troppo, con chiari obiettivi da raggiungere. Solitamente “imprevisti” e “caso” non fanno parte del mio vocabolario. La mia mente non ha finito una cosa che già si è buttata oltre alla prossima avventura impedendomi spesso di godere del momento presente.
In Cammino ho cercato di ammorbidire i miei schemi e di godere di ogni singolo attimo. Mi sono presa tutti i tempi di cui avevo bisogno, compresi quelli per pensare, riflettere… oltre a moltissimo tempo per socializzare, condividere e apprezzare le piccole cose a cui solitamente non badiamo dandole per scontate. Mi sono dovuta concentrare sull'essenziale soprattutto in termini di bagaglio rinunciando ad alcune comodità. Doveva stare tutto in uno zaino e non troppo pesante. Lo zaino lungo il Cammino diventa quasi un appendice di te: ti abbraccia, ti avvolge, diventa un tutt’uno con te. La preparazione dello zaino - credetemi - mi ha causato molto stress e attacchi di nervoso, non ero mai andata via con solo l'essenziale. Povero Fabio, quanto l'ho stressato. Pù cercavo di ridurre l'ingombro facendo rinunce più la bilancia non mi aiutava. Alla fine sono arrivata al minimo sindacale per me che compresa l'acqua stava sugli 8/9 kg ed è andata più che bene.
Ora, dopo un anno, posso dire: il Mio Cammino è stato proprio un gran bel film… una lunga strada da vivere ed assaporare fino in fondo. Ogni pellegrino che lo affronta si disegna il Suo Cammino del tutto personale e per questo unico. Il Cammino mi ha dato tanto ma ha chiesto molto in cambio, sia dal punto di vista fisico che emotivo, sono abituata a lottare e la strada semplice non l’ho mai trovata, ciò nonostante sono riuscita nel mio sogno… arrivare alla meta.
Il Cammino molte volte mi ha giudicata, soppesato e ritenuta mancante. Le emozioni vanno a mille, solo in Cammino ho capito quanto fosse vero, quanto parole e gesti possano ferire. Per questo ringrazio chi mi ha dato una seconda possibilità e mi ha permesso di aprirmi al mondo. Tutte queste cose mi hanno fatto crescere, mi hanno dimostrato che sono forte, che ce la posso fare con le mie gambe e che era ora di uscire dal guscio in cui mi ero rinchiusa per non soffrire più. Se sono riuscita a realizzare il mio sogno devo ovviamente ringraziare chi mi ha sopportato prima della partenza e supportato nella preparazione con i miei mille dubbi e incertezze. Beh ora è il vostro momento un grazie immenso va a Fabio, Sara e Chari, la spagnola pazza e sempre sorridente. Alessandro, Luciano, Enrico c’è posto anche per voi e ovviamente per tutti quelli che ho conosciuto lungo la via. Tutti voi mi avete trasmesso un po' di voi stessi e spero di avervi donato un po' di me.
Sarete sempre con me. Durante quest’anno molte volte ho sognato uno zaino rosso come il mio che camminava solitario lungo una via polverosa, come tutti descrivono le mesetas con attorno distese di girasoli, sarà un segnale di richiamo o il mio inconscio che mi spinge a ripartire. Non saprei. Quest'anno abbiamo deciso di prenderci una pausa dal cammino di Santiago e dedicarci ad atri cammini ma questa è un'altra storia ancora tutta da scrivere.
Buen Camino!

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Cartolina “nebulosa” di #FrancigenaToscana lungo la tappa che da Berceto raggiunge Pontremoli salendo al Passo della Cisa
REFLEX SI REFLEX NO è il dilemma di tutti i fotografi che stanno per intraprendere un Cammino… per quanto mi riguarda non ho avuto dubbi fin da subito, REFLEX SI!!!
ARCHIMEDE PELLEGRINO!
E anche questa volta aveva ragione l'amico Archimede! Ora, cosa c'entra Archimede - direte voi? Beh, vi ricordate il suo principio? Dai che lo sapevano anche quelli dell'ultimo banco:
ogni corpo immerso parzialmente o completamente in un fluido (liquido o gas) riceve una spinta verticale dal basso verso l'alto uguale per intensità al peso del volume del fluido spostato.
Se Archimede fosse stato un pellegrino, oltre che un matematico, magari l'avrebbe riscritta così:
ogni corpo spinto parzialmente o completamente da un'emozione (scritta o fotografata) riceve una spinta verticale dal basso verso l'alto (dal divano!) uguale per intensità al peso dell'emozione ricevuta.
Ecco, così ci piace, questa è la SPINTA EMOTIVA che #iomincammino sta generando tra voi... e noi non possiamo che esserne fieri! Durante il nostro Cammino iniziato a #Santiago per curiosità e proseguito per passione sulla #FrancigenaToscana abbiamo ricevuto moltissimi messaggi, uno più bello dell'altro, dove molti di voi ci ringraziavano per avergli restituito la voglia di camminare per diletto... Ultreya! La nostra SPINTA EMOTIVA sono stati invece i vostri MI PIACE, un super carburante che passo dopo passo ha alimentato le nostre gambe fino alle porte di Radicofani (… per il momento, ma “conquisteremo” anche Roma!).
Per quanto banale è venuto istintivo fermarsi a riflettere su quanto la mente sia influente sul corpo: il desiderio di “fare” vale più di mille muscoli, ma affinché non si spenga va alimentato costantemente... è il fiammifero che incendia il corpo, lo mette in movimento e incanta ogni sguardo che vi si posa sopra.
Dite la verità: una persona vitale e attiva è ammirata (invidiata, anche se benevolmente) e ben vista da chiunque... poi, da lì ad emularla sicuramente qualcuno ce lo riperdiamo sul divano, ma questa è un'altra storia!
Buen Camino!
SIAMO UNA MACCHINA PERFETTA
Ebbene sì, dopo il Cammino di Santiago (da SJPDP a Santiago de Compostela) e la Via Francigena (da Berceto a Radicofani) sono sempre più convinto che l’uomo sia una macchina perfetta, anche se spesso non se ne rende conto. Poi, come purtroppo succede in ogni grande fabbrica, ogni tanto la catena di montaggio sforna qualche pezzo difettoso (... e lì c’è poco da fare), ma se tutto va come da progetto ogni corpo umano è praticamente perfetto, pronto a qualsiasi sfida. Di serie abbiamo parametri “standard” che ognuno deve imparare a tarare al meglio, abbiamo bisogno di manutenzione, tanta manutenzione, e se tralasciamo anche un solo tagliando gli ingranaggi si sciupano fino a bloccarsi. Per quanto i “pigroni” scuotano la testa siamo fatti per stare in movimento, e chi si adagia a una vita sedentaria buttandosi tra le braccia del “dio divano” alla lunga finisce con l’incepparsi. Se vi guardare allo specchio immaginandovi come un mezzo meccanico sicuramente vi farete una risata ma probabilmente trovare del vero nelle mie parole. Se non si userà “carburante" di qualità la combustione sarà scadente e le prestazioni caleranno, se non si "giocherà al meccanico" con se stessi, giorno dopo giorno, finiremo in assistenza... guasti… e non c’è garanzia che tenga quando si è rotti sul serio. Abbiamo un solo motore, una sola carrozzeria, nessun pezzo di ricambio originale, solo di terze parti. Prendere coscienza dei nostri limiti è un dovere verso noi stessi, così facendo troveremo sempre il modo di superarli... ogni volta che #iomincammino sono sempre più sorpreso da ciò che realmente possiamo fare, il nostro potenziale è altissimo. Quando cammini per oltre 30km a fine giornata ogni scalino è il tuo peggior nemico… poi passa la notte, al mattino ti rialzi e ti senti come Lazzaro! Ai secondi 30km i dolori si dilatano, si spalmano in maniera omogenea, già meno offensivi. Dal terzo giorno in poi, se continui a tararti costantemente e ad analizzare ogni minima spia di allarme, il tuo fisico ti restituisce il favore. La mente si libera, i muscoli si sciolgono, le gambe camminano da sole chiedendo soltanto un po’ di carburante e qualche ora di meritato riposo. Questo almeno è ciò che è successo a me da quando ho iniziato a camminare per diletto, ho imparato ad ascoltarmi, a non tralasciare nessun dettaglio, a “giocare” con le cinghie di regolazione dello zaino per adattare continuamente l’assetto, spostando anche il minimo peso da un muscolo più sofferente ad un altro… la stessa borraccia dell’acqua cambia continuamente posizione, e deve essere sempre a portata di mano perché bere lubrifica! Durante il Cammino, oltre la metà, ho sofferto di vesciche ai mignoli ma ripensandoci ho ricordato quando “quel giorno, volli sforzare troppo in salita e a fine giornata sentii i piedi sofferenti”. Sulla Via Francigena ho tenuto l’allerta più alta e ne sono uscito indenne, piedi perfetti dopo 450km (... al mattino mettevo la vaselina e se necessario a metà giornata cambiavo il calzino), poi distrattamente ho sceso male uno scalino che mi ha infiammato un tendine e me lo sono portato dietro per tre giorni… ma anche questo è stato causa di una mia distrazione, perché “lui” (povero tendine) stava facendo il suo mestiere egregiamente. Questo giro di parole si riduce ad una frase che mi disse un pellegrino lungo la via per Santiago: “se hai un sassolino nella scarpa non aspettare, toglilo subito… sul Cammino come nella vita!
Buen Camino!
c'è l'abbiamo fatta la #FrancigenaToscana è sotto i nostri piedi!!! Dopo la tappona di oggi (40km) #iomincammino dolorante ma strafelice!
la quattordicesima tappa sulla #FrancigenaToscana si è conclusa con un bel 40km tondo passando per la variante dell'Abbazia di Sant'Antimo... è stata dura ma ne è valsa la pena!!! Arrivederci #viafrancigena #iomincammino verso casa...

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Al cospetto dell'Abbazia di Sant'Antimo #iomincammino brindando con una coppa di Brunello alla nostra penultima tappa sulla #FrancigenaToscana che domani frena a Radicofani... ma non ci fermeremo qui!
la dodicesima tappa della #FrancigenaToscana è stata una morbida "cartolina" #iomincammino spalancando lo sguardo!
Sulla #FrancigenaToscana l'undicesima tappa è stata un tripudio di mura e torri!!!... e adesso #iomincammino tra i vicoli di #Siena in cerca di una trattoria per "fare il pieno di carburante"
durante la decima tappa sulla #FrancigenaToscana ci siamo riscoperti esploratori a caccia di conchiglie fossili!!! #iomincammino
la #FrancigenaToscana riesce a sorprendere anche noi toscani, #iomincammino concludendo la nona tappa sempre più contento di aver fatto “… quel primo passo verso Roma!”

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ottava tappa e la #FrancigenaToscana inizia a pennellare le colline del Chianti... #iomincammino!
settima tappa sulla #FrancigenaToscana e tutto va bene... #iomincammino soddisfatto del percorso, dell'ospitalità e della compagnia pellegrina che ogni giorno cresce di numero!