Sono bloccata qui, all'interno di uno spazio senza tempo.
La luce del sole ed il bagliore della luna si alternano fra loro ad un ritmo scostante.
Non so dove ho la testa e il mio corpo segue una propria routine.
Sento il vento soffiare. L’inverno è passato e siamo già a primavera inoltrata, eppure non ho mai sentito tanto freddo dentro casa.
Sarà la sofferenza, sarà la frustrazione, sarà la solitudine. Sarà che ormai, il posto in cui mi trovo ha preso l’abitudine di sbattermi in faccia la realtà e cioè che non tutti, per quante lacrime e quanto sudore, e quanti sacrifici affrontino, vengono premiati. Non tutti hanno la possibilità di riscattarsi da una vita di dolori.
Qui non teniamo più il conto delle ore, delle giornate… Una vale l’altra. Una volta si perde una persona, una volta si perde il lavoro, la prossima volta si potrebbe perdere la casa.
“Vedrai che andrà meglio!”
“C’è sempre una soluzione!”
“Hai ancora questo e quello almeno!”
“Non preoccuparti, si sistemerà tutto prima o poi!”
Queste le frasi di incoraggiamento e di speranza, alcune delle tante, che ormai ho imparato a memoria. Frasi di circostanza. Frasi fatte, banali. Frasi importanti, ma che in realtà non dicono nulla a chi le ascolta. Frasi che escono dalla bocca di chi non sa cosa dire, né cosa fare per alleggerire i carichi dalle spalle di chi è stanco.
Vorrei dire che in realtà basterebbe poco e niente.
Vorrei dire che in realtà basterebbe il calore di un abbraccio per scacciare il peso del senso di abbandono.
Queste cose però non le posso dire perché non è così che funziona, in realtà.
In realtà per molte persone la vita non è vita ma sopravvivenza, ed è per questo che queste si aggrappano a tutto lottando con le unghie e con i denti per poter vedere ancora un altro giorno la luce del sole, ancora un’altra notte il bagliore della luna.
Bloccata.
















