Capitolo 29 - Sif
La sera prima dopo delle piacevoli chiacchierate avevano cenato con le scorte di Hel, per un momento i due elfi si dimenticarono dei loro problemi e del loro passato e riuscirono a godersi una serata tranquilla, addormentandosi abbracciati e beati qualche ora più tardi. Hel si alzò con dei raggi di sole che lo abbagliarono, mentre si sentiva il suono delle foglie mosse dal vento e il canto di tanti volatili tra i grandi rami degli alberi.. sembrava quasi un sogno, si ricordò i suoi anni passati tra i boschi del Ferelden e provò una certa nostalgia per la sua vita da nomade, quei suoni e quei colori gli erano estremamente familiari. Si girò e vide che Ban non c’era, per un momento si lasciò prendere dal panico guardandosi attorno con gli occhi sbarrati, ma lo vide pochi metri più avanti fuori dalla grotta, sembrava come se stesse ascoltando qualcosa..
« Ban? Tutto bene? » chiese Hel alzandosi dopo essersi stiracchiato la schiena, lo raggiunse portando con se la borraccia dell’acqua, Ban aveva uno sguardo molto attento, Hel si chiese se avesse udito qualcosa di strano. « Che hai sentito? Ti trasformerai in un lupo? Voglio vedere! » disse Hel entusiasta, non vedeva l’ora di vederlo da animale, non aveva mai visto lupi così da vicino.
@banreasrunya
Banreas, alle prime luci del mattino, si svegliò quasi di soprassalto. Non era abituato ai suoni e agli odori della foresta di notte, ma soprattutto i suoi sensi erano stati allertati da qualcosa di familiare. Poteva riconoscere l’odore inconfondibile e pungente di un lupo, ma questa volta provava anche un’altra sensazione che richiamava quel sentore: la paura. Qualcosa nell’aria gli fece rizzare ogni pelo del corpo, ma non sapeva cosa. Si mise a sedere e cercò di concentrarsi sulla provenienza dell’odore, ma appena sentì alcuni rami rompersi fuori dalla caverna, si alzò immediatamente per controllare la situazione. Non poteva sapere le intenzioni dell’animale, ma da quello che era riuscito a percepire si trattava di un cucciolo; il suo odore si confondeva a tratti con quello di un adulto, come se il lupo si fosse allontanato dai genitori. Ma perché? Si fermò all’entrata della grotta e aspettò. L’aria fresca del mattino lo fece rabbrividire e i suoi sensi si concentrarono unicamente sugli odori e i rumori del bosco, finché Helevorn non si avvicinò a lui. Banreas gli accennò un sorriso e annuì brevemente. «Ho sentito qualcosa nel bosco e un odore familiare, credo di aver sentito un lupo.. ma ho la sensazione che abbia bisogno di aiuto» mormorò piano, accarezzando dolcemente la mano di Larsen. Banreas strizzò gli occhi al giovane elfo dai capelli scuri e, dopo un leggero bagliore, la sua stazza si rimpicciolì sempre di più, fino a mostrarsi come un grosso lupo rossiccio. In quella forma non era sicuramente un animale piccolo, ma le sue lunghe zampe e la folta pelliccia lo rendevano ancora più grosso di un lupo normale. I suoi occhi azzurri incrociarono quelli di Helevorn, poi cominciò a fiutare l’aria e a trottare verso est, in direzione del probabile piccolo lupo. Fece bene attenzione a non fare troppo casino, soppesando le zampe sulle foglie e i rami secchi, finché non sentì distintamente il guaito del cucciolo. Le orecchie di Banreas si rizzarono per captare meglio ogni indizio, poi si diresse verso un piccolo cespuglio da cui proveniva l’uggiolio. Quando lo trovò, Banreas si fermò e aspettò che dalle foglie apparisse il musetto del cucciolo. Si sdraiò lentamente e, quando il muso grigio chiaro del lupetto comparve, lo guardò con interesse; poi si girò verso Helevorn. Con una strana espressione - che poteva assomigliare ad un sorriso - iniziò a scodinzolare e aspettò che il lupacchiotto uscisse dal suo nascondiglio. L’animale parve spaventarsi per un momento, forse intimorito dalla stazza di Banreas, ma quest’ultimo borbottò a bassa voce, come a volerlo rassicurare, finché non gli si avvicinò e non si annusarono a vicenda. Il Principe poté sentire l’odore inconfondibile della madre e dei suoi fratellini, ma non vedendoli iniziò a pensare al peggio. Avrebbe voluto capirne di più, ma il cucciolo sembrava essere troppo sconvolto e impaurito per comunicare con lui. A quel punto, Banreas guardò Helevorn e sembrò quasi comunicargli tutti i suoi timori.
Helevorn assistette alla trasformazione e rimase scioccato, non aveva mai visto un lupo così da vicino.. era grande, un po’ rossiccio, ma gli occhi erano quelli di Banreas e li riconobbe subito, avrebbe voluto “stritolarlo” per verificare la morbidezza ma forse era fuori luogo abbracciare così un lupo divino. Seguì Ban e finalmente scoprirono chi si celava dietro agli odori sentiti dal principe: un bellissimo cucciolo di lupo grigio chiaro, Hel se ne innamorò appena lo vide, ma capì che era spaventato e qualcosa di brutto era successo ai suoi genitori (poco più avanti riuscì a scorgere delle tracce di sangeu), se fosse rimasto solo in quel bosco sarebbe sicuramente morto, non era in grado di cacciare. Hel e Ban si scambiarono sguardi d’intesa e fu tremendamente dolce l’espressione del Principe da lupo, Larsen non resistette e si abbassò per dargli un bacio sulla guancia morbida (Ban ricambiò con della foga che il povero Hel non si aspettava), poi si rivolse al cucciolo tirando fuori un pezzo di carne essiccata: « Vieni qui piccolino, non vogliamo farti del male, solo aiutare. » disse Hel porgendogli il cibo, il cucciolo inizialmente sembrò titubare per un po’, ma era affamato e pian piano si avvicinò e prese la carne gustandosela con foga. Il piccolo lupo lo guardò ancora, aspettandosene altra, fu allora che Hel si mosse un po’ indietro per farsi seguire e il cucciolo lo seguì, si fermò proprio davanti a lui ed Hel poté ammirare i suoi bellissimi occhi azzurro chiaro, fu uno sguardo.. intenso, come se in qualche modo entrambi compresero le sofferenze che avevano vissuto nelle loro vite. Hel porse lentamente le mani verso di lui e si fece annusare, così riuscì a prenderlo in braccio, probabilmente aveva poco più di un mese vedendo la sua poca coordinazione dei movimenti. Era ciò che di più morbido avesse mai toccato, il cuore di Hel si riempì di sentimenti positivi e ci mise poco ad affezionarsi al cucciolo. « Ban voglio portarlo a casa, qui da solo morirà.. non potrei mai lasciarlo, è bellissimo vero? Penso che ci sia stata una lotta tra branchi forse e i suoi genitori non sono più qui.. non possiamo abbandonarlo, ho sempre voluto un animale con me, mi farebbe sentire meno solo di notte, inoltre sono sicuro che amerà il nostro latte caldo! » sapeva che non era un semplice cane, era un impegno, ma Hel aveva molte ore libere ora che stavano per assumere un nuovo impiegato alla bottega, era in grado di prendersene cura.

















