Quei dieci insopportabili millisecondi
Non starò qui a spiegarvi nei dettagli i motivi per cui mi piace iOS 7 anche perchè alcune cose, da inesperto quale sono, non riesco nemmeno ad esprimerle a parole, sono sensazioni, piacevoli o no, basate sulla esperienza personale. Proverò perciò a dare un giudizio complessivo ma generico. La mia home screen da quando ho aggiornato è migliorata, è più allegra, piacevole, mi da un senso di spensieratezza. Mi piace come le icone di stile e forme diverse si armonizzano a vicenda. Le animazioni e le trasparenze (a volte uso il Control Center solo per vedere come appare con una determinata pagina) rendono più dinamico e profondo il sistema operativo e in qualche modo giustificano la mono-dimensionalità dei vari componenti grafici.
iOS 7 è tutto tranne che un sistema operativo banale, a cui non sono state dedicate lunghe riflessioni e che vuole essere una risposta a chi chiedeva cambiamento. Almeno per quanto mi riguarda, è di gran lunga il più bel sistema operativo sul mercato e di questo te ne accorgi usandolo, mettendo da parte la maniacalità e la morbosità di Internet che ha fatto della attenzione ai dettagli un pregiudizio ed una malattia (la polemica sulla lentezza delle animazioni ne è un esempio). Se Apple avesse voluto accontentare Twitter e i cosiddetti esperti bastava perseguisse la strada già percorsa da vari sviluppattori di terze parti inclusa Google che hanno perfezionato negli ultimi anni l'arte del minimalismo piatto e colorato. Apple ha provato a trovare una terza via (non una via di mezzo, che non avrebbe scandalizzato nessuno) tra gli estremismi di WP8 e la moda attuale non per soddisfare qualcuno ma per creare l'estetica del domani. E da una azienda che ha recentemente perso il proprio guru non solo è una mossa che ammiro ma che mi stupisce per l'efficacia del risultato finale. È inutile fare troppi discorsi perchè l'esperienza è tutto: provatelo, dategli due settimane e formatevi il vostro giudizio senza ascoltare il John Gruber o il Joshua Topolsky della situazione...
...A PROPOSITO di Joshua Topolsky e The Verge, su Twitter ho iniziato una battaglia personale contro mister David Pierce, un ragazzo che recentemente ha scalato la redazione del sito e ha avuto l'onore di recensire prima iOS 7 e poi l'iPhone 5S. Mi ha particolarmente colpito la sua recensione del nuovo OS perché ha avuto la lungimiranza di scriverla facendo un collage di tutti i pregi/difetti che ha letto sulla sua timeline. Spazzatura. Poi ho ascoltato l'ultimo Vergecast, il loro podcast settimanale, in cui c'è un Topolsky in grande spolvero che, fatte le dovute promesse politicamente corrette (l'iPhone è uno dei migliori smartphone sul mercato bla bla) distrugge con la sua invidiabile retorica tutto ciò che ha presentato Apple negli ultimi mesi, in particolare iOS 7 e l'iPhone 5S. Per esempio per lui Touch ID (che potenzialmente avrà un impatto enorme sul futuro di Apple: pagamenti, autenticazione in app di terze parti à la OAuth) non è vera innovazione; lo sarebbe stata invece uno smartphone waterproof (cita anche avere una batteria significativamente migliore che vabbè siamo oltre l'ovvio). Per iOS 7 non ha una singola parola di apprezzamento, alcune cose sono inguardabili, altre non pensate, altre ridicole: ragionamenti che nel merito possono essere anche validi ma grossolanamente sbilanciati.
Sono sempre stato un fan di quella compagnia (ho la maglietta di Engadget, il loro vecchio sito, nel cassetto) che ho sempre stimato e apprezzato anche per l'imparzialità e quindi non penso che ultimamente siano diventati di parte per far contenta, una a caso, Google che gli riserva molte esclusive sui prodotti. Il retro pensiero lasciamolo fare a Jim Dalrymple. Credo piuttosto che Joshua Topolsky, che ha una forte influenza sulla redazione (ANCHE SUL MODO DI VESTIRE), sia vittima un po' del suo narcisismo e un po' da una parte di quella morbosità di cui parlavo all'inizio e dall'altra della sensazione che oggi avere gusto sull'attuale, sommato all'avere centinaia di migliaia di follower significhi essere un designer. Parlare male di Apple e del suo tentativo più rischioso (iOS 7) è diventato un brand, è un modo per sentirsi più nel presente e all'interno del mondo della tecnologia; attaccare il colosso in difficoltà (perché alcune difficoltà ci sono) quando non tutti se ne sono accorti e quindi stupisce è una dimostrazione di potere ed è percepita come una forma di intelligenza. Il mio punto però è che iOS 7 è enormemente sottovalutato, è il prodotto più importante dal primo iPhone perché è il primo rilasciato senza nessuna influenza di Steve Jobs ed è un segno tangibile di vitalità per il coraggio, la fermezza e la scomodità che sono dietro ad alcune decisioni, giuste o sbagliate che siano. Parliamo di questo non del gradiente ribaltato o di quei dieci millisecondi di troppo nelle animazioni che fanno tanto impazzire il blogger di turno.













