La vita รจ fatta di dispiaceri e piaceri. Attimi, periodi di felicitร e serenitร . E periodi o momenti di sofferenza e tristezza.
ร cosรฌ per tutti, pare.
Ma su questo non questiono, oh no! Siamo umani, siamo complessi, e anche il piรน stupido e piatto umano possiede comunque una sfera emotiva in grado di fargli provare molteplici emozioni, attraversando tutte le sfumature da quelle gradevoli a quelle sgradevoli.
Tuttavia, quello che cattura la mia attenzione - e che fa nascere la mia preoccupazione - riguarda i motivi del perchรฉ un umano percepisca dolore e tristezza.
Chiaramente la fonte della sofferenza di un individuo รจ puramente soggettiva. Ecco perรฒ che qui vado in tilt: sono purtroppo convinto del fatto che soffrire situazioni concrete, intese come fatti reali o comunque che vengono propagati attraverso la realtร , sia piรน sofferenza di chi invece ha del disagio per...il nulla.
Nel mio caso il nulla รจ l'incapacitร di scegliere. Io sono incapace di tuffarmi, incapace di prendere scelte se non sono sicuro che lo sforzo verrร appagato a pieno. E allora mi chiedo: tra me, che soffro perchรฉ implodo nella mia estrema libertร tossica che non voglio perdere ma che allo stesso tempo mi priva della sensazione di star vivendo, e un individuo (per esempio) che ha perso la famiglia in un incidente (fatto concreto che genere sofferenza) o che soffre di ansia per cui fa fatica a realizzare i suoi obiettivi (ma almeno gli obiettivi li ha, perchรฉ una strada l'ha scelta!!!) non ha piรน diritto di soffrire lui?
E ancora, perchรฉ io ho tutti questi privilegi e rimango fermo immobile?
Mi sento un intruso nel mondo, un eterno astenuto nel gioco della vita, a cui, ironia della sorte, la vita stessa ha anche dato delle belle carte.












