Bella raga che si dice?

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Bella raga che si dice?

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La domenica pranzo sempre in pigiama. Mi sveglio tardi e non ho neanche lo sbattimento di cambiarmi. In realtà mi vergogno di mangiare in piagiama ma tant'è sticazzi tanto sono in famiglia coi miei. Vorrei che i miei non fossero così musoni, in casa mia si ride solo per la tv e per il gatto, sono le uniche cose che strappano delle risa ai miei genitori, per il resto: litigano. Io non li sopporto e quasi sempre vorrei ritornare all'erasmus a quando la domenica mangiavo la mia pseudo pasta al forno al microonde davanti a game of thrones. Va be era un po' triste ma chissene c'era tutta la pace del mondo, guardavo fuori dalla finestra della cucina che dava sulla piccola corte interna con l'edera e una pianta di rose che sbocciava per tutta la primavera e la luce del sole che picchiava forte quando non pioveva. La domenica sto sempre male, pensavo fosse perché magari torno tardi il sabato sera e invece no, sto sempre in coma con gli occhietti mezzi chiusi e la testa che gira e la voglia di non fare niente anche se la sera prima resto in casa. Sarà l'età ma anche no, sarà il fatto che il sabato sera mi intristisce e non riesco a dormire molto bene, non lo so.
Come si chiama quella malattia per cui non si riesce a iniziare a studiare?
Sono arrivata al punto di avere paura ad aggiungere le persone su facebook perché poi vedono il mio profilo tempestato da gattini su sfondi psichedelici e da citazioni post-rock e pensano che sia una pazza. Tipo c'era questo ragazzo a cui mi sembrava di piacere un po' di tempo fa che ho aggiunto su facebook e da lì ha smesso di parlarmi.
Wake by Phil Jones

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Photographed by Jasper Abels for David Laport
« So bene che è un luogo comune dire che i film sono come i sogni: una forma dell’inconscio collettivo,» attaccò Terry, « ma riflettevo che mai nessuno ha portato alle estreme conseguenze quest’idea. Ci sono diversi tipi di sogni, no? E allo stesso modo, naturalmente, ci sono i film dell’orrore, che sono come gli incubi, e ci sono i film porcelloni, tipo Gola Profonda e Emanuelle, che sono come i sogni bagnati.». Bevve un sorso della sua cioccolata bollente e stucchevole e cominciò a infervorarsi. « Poi ci sono i remake, le storie che vengono fatte e rifatte continuamente, e quelle corrispondono ai sogni ricorrenti. Infine ci sono i sogni d’evasione, i sogni visionari, come Orizzonte Perduto o Il Mago di Oz. Ma quando un film si perde, quando non viene mai proiettato in pubblico, quanto tutte le copie scompaiono e non esiste anima viva che l’abbia visto, quello è il più bel genere di sogno in assoluto. Perché è il tipo di sogno che avrebbe potuto essere, proprio lui, il migliore che hai avuto in tutta la tua vita, solo che ti scivola via dalla mente nell’attimo stesso dal risveglio, e pochi secondi dopo non ricordi più nulla.»
La casa del sonno || J. Coe (via doriancarax)
Ho scoperto che la lettura è un modo servile di sognare. Se devo sognare, perché non sognare i miei stessi sogni?
Fernando Pessoa, Note Personali (da Una sola moltitudine – Volume primo)

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Javier Mayoral
Go ahead
Tintin prépare les vacances
Dal Frietmuseum di Bruges alle baraque di Bruxelles, i tipici chioschi di patate fritte, è iniziata una raccolta di firme per presentare una petizione all’UNESCO: unte quanto volete ma le patate fritte, il nostro piatto nazionale vanno riconosciute. La mobilitazione belga ha risvegliato il nazionalismo francese, e subito da Parigi si è mandato un dispaccio a Bruxelles: le patate fritte sono di nazionalità francese, perché Antoine Parmentier, durante la Rivoluzione Francese portò avanti la ricetta per aumentare l’uso della patata sulle tavole dei francesi. I belgi rispondono sventolando un documento del 1781 in cui si racconta che i loro antenati che vivevano lungo la Mosa erano soliti nutrirsi di pesce fritto, ma durante l’inverno, quando il fiume ghiacciava, sostituivano il pesce con piccoli pezzi di patata. Gli americani hanno provato a dire la loro, dato che dopo la prima guerra mondiale le patatine fritte negli Stati Uniti si chiamano French fries, ma si sa che né i francesi né i belgi si curano molto di quel che dice Washington.
Dall’articolo “Prodotti tipici contesi: una breve storia delle liti per l’origine dei cibi” di Rossella Neri (via pollicinor)
In Belgio le fanno buonissime più buone che in Francia, sono quasi l'unica cosa del Belgio che mi manca
Sono le 21:12 e mia madre ha appena esclamato: Andate a letto che è tardi!!!! Buonanotteeeee :////

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Ripensavo a quando eravamo in erasmus, a chilometri di distanza, a quando mi hai chiesto come stavo e io ti ho risposto che ero in balia degli esami e che ero un po' stressata e cose così, perché pensavo, forse ingenuamente, che agli amici si dicesse come si sta veramente invece del classico "bene" che si riserva a chi non si conosce e a cui magari non frega neanche niente. La tua risposta è stata più o meno "eh trovati un ragazzo così puoi lamentarti con lui". Non ti ho risposto più. Questa cosa mi ha fatto e mi fa ancora arrabbiare, mi sono sentita offesa e incompresa, penso che gli amici siano tali perché a loro interessa la tua vita, e non perché fa convenienza avere qualcuno con cui uscire quando il tuo ragazzo ti molla, ma evidentemente tu la pensi così. Non te l'ho detto perché sono una vigliacca, preferisco fare finta di ascoltarti quando ti lamenti delle pippe mentali che ti fai su cose inesistenti, o risponderti "mmh" come fai tu quando ti dico qualcosa che riguarda la mia vita. Ho passato anni a cercare di darti consigli e tutto quello che ho ricevuto in cambio sono le mie parole lasciate sospese in aria, deviate dai tuoi discorsi incentrati su te stessa. Mi hai ferito e ti ho dato mille opportunità da quando siamo tornate a casa, ma penso di non reggere più.
“…it’s always February 2nd and there’s nothing I can do about it.”
FELICE GIORNO DELLA MARMOTTAAA