Non so come sia successo o cosa lo abbia spinto a dire ciò. Sta mattina io e Davide ci siamo svegliati insieme ma, diversamente dalle altre volte, come prima cosa da dire: “Non lo so il perché, però in questo momento vorrei dirti tantissime cose, purtroppo non ne trovo le parole e mi sento uno stupido”. Pian piano ce l'ha fatta.
Mi ha confessato che svegliarsi con me accanto lo fa stare bene, non lo annoio mica e per questo preferisce stare in mia compagnia che con quella dei suoi amici. Le cose che prova per me non le provava da molto tempo, o forse non le ha mai provate, va oltre il normale ti voglio bene che mi aveva scritto qualche settimana fa.
Per spezzare il monologo, ho affermato che mentre una sera era nel mio letto e stavamo facendo l'amore, ho pensato di amarlo e di volerglielo dire, ma così non è accaduto.
Per qualche minuto è stato lì a balbettare ma alla fine è riuscito a dirmi che mi ama. L'ho baciato e ribaciato.
Alle dodici meno dieci l'ho accompagnato a prendere il treno per andare a Venezia e me l'ha ripetuto, gli ho sorriso.