Vita e Morte
Il cielo era di un nero indelebile, la gente strangolata dall’afonia di una notte di novembre, ammutolita con la forza; avevo assistito al mutare incessante della luna, una luce in lontananza, quel che restava di ciò che un tempo mi dava calore. Erano trascorsi millenni dalla mia ultima luna piena. In quell’aridità, il tuo corpo dormiente giaceva sul gelido manto d’asfalto, accarezzato dal silenzio. Dovevano essere stati gli angeli a forgiare il tuo volto. Oh, e quanto era dolce la vita che respiravi, una vita precaria, appesa ad un filo, ma che inconfutabilmente riesce a muovere ogni cosa. Tu, creatura piccola e inutile, insignificante in confronto alla mia immensità, possedevi qualcosa che in me era manchevole, che nella mia perfezione era del tutto assente: ciò che mi rendeva immobile, immune allo scorrere del tempo, mi privava della linfa vitale umana necessaria per muovermi. Eppure, mi avvicinai tremante a te, spinto da una misteriosa pulsione. Arrancai, fino a raggiungere il tuo viso, temendo di sporcarlo con la mia impurità. Tu, bella come niente al mondo, che rischiaravi le mie notti buie, saresti scivolata via dalle mie mani, e di te sarebbe rimasto nient’altro che un fantasma incorporeo, evanescente. Non saresti rimasta bella per sempre, poiché il tempo ti avrebbe deturpata, come fa con tutto ciò che è mortale. Afferrai il tuo collo candido, stringendolo d’impulso con tutta la mia forza, sentendoti ansimare e soffocare, abbandonare quel respiro che ti rendeva umana. Mi appropriai del tuo corpo con violenza, strappandoti via l’anima, infilzando artigli e denti nella tua tenera carne da fanciulla. Ricordo il tuo sguardo pietrificato, e ricordo di averti sussurrato che avrei reso eterna la tua bellezza. Adesso sei dalla mia parte, mia amata, sono trascorsi quasi due anni. Il tuo volto non è mai stato sfiorato dalla vecchiaia, e giace accanto a me ogni sera, all’oscuro di tutti. L’odore marcio inebria la stanzetta in cui sei rinchiusa, e sfioro di nascosto il tuo corpo inerte; posso godere della sua bellezza per l’eternità.















