Avere un disturbo borderline di personalità è come convivere con un costante subbuglio di emozioni e pensieri, spesso dolorosamente insopportabile.
Un brusio così rumoroso da far venire l'emicrania, un vuoto così vasto e spaventoso da provocare un senso di oppressione al petto.
È vedere alternarsi il senso di onnipotenza alla più nera miserevolezza.
È passare dall'euforia alla pura disperazione.
Il tutto nell'arco di ore, se non addirittura minuti.
È essere costantemente evitati, fraintesi, additati come persone tossiche, crudeli e manipolatrici.
Persone destinate a collezionare fallimenti, bombe ad orologeria sovraccariche di emozioni, imprevedibili e talvolta violente al punto da rappresentare un pericolo per loro stesse e per gli altri.
Persone indegne di fiducia, in quanto veri e propri uragani emotivi, che trasformano gli alti e bassi delle normali relazioni in vere e proprie montagne russe.
La verità però, è che essere borderline, il più delle volte significa sentire troppo, amare troppo, pensare troppo e soffrire troppo.
Ci si ritrova spesso soli, nonostante l'enorme bisogno di amore, affetto e comprensione.
Bisogno che esasperato e portato all'estremo, diventa ossessione e talvolta anche paranoia, perché dietro quel bisogno c'è una vera e propria fobia: l'abbandono.
Si tratta di una paura così forte, da innescare meccanismi di svalutazione, comportamenti manipolatori e fortemente distruttivi.
Ci si ritrova così a rompere i legami che tanto faticosamente avevamo cercato di mantenere, annebbiati dall'impulsività.
Ci si culla nella breve e fragile illusione di poter evitare il dolore dell'abbandono, non rendendoci conto che a quella indicibile agonia, abbiamo unito, in una pericolosa miscela, anche il senso di colpa...















