“Si rividero dopo un po’ di tempo, avevano deciso di non cercarsi più, ma loro erano come due calamite, si attraevano appena lasciavano un po’ la presa, era quasi inevitabile. Rimasero l'uno di fronte all'altro, senza dirsi nulla, lui la guardò intensamente negli occhi prima di scendere per tutto il suo corpo, come se volesse impararlo di nuovo a memoria. Poi l'attenzione andò a finire sul braccio sinistro, c'era incisa una piccola frase, non avrebbe mai pensato che potesse averne fatto un tatuaggio, e ne rimase sorpreso. “ Cosa c'è scritto?” le chiese lui curioso, era la prima volta che le rivolgeva la parola dopo tanto, troppo, tempo. “Non serve l'amore per vivere” le rispose lei, col cuore in gola, riusciva a malapena a respirare. Lui alzò un sopracciglio, mentre le si avvicinava piano, sorridendo “No?” disse lui con tono di sfida, “No” replicò lei gelida, lui parve capire esattamente cosa le stava dicendo “Non ho intenzione di farti entrare di nuovo nel mio cuore” ecco cosa pensava, non lo aveva detto a parole ma i suoi occhi, così grandi ed espressivi, rendevano trasparente ogni suo pensiero. Parve pensarci un po’ su, i suoi occhi si velarono leggermente e trasmettevano tanto rimpianto “Lo so che è tardi, e probabilmente sei qui solo per mandarmi a quel paese, e avresti tutte le ragioni del mondo, ma prima di farlo potresti solo ascoltarmi?” Non lo aveva mai visto così, le si spezzava il cuore a vederlo così male, ma se lo meritava. Aveva lasciato che la sua stupida paura si mettesse tra di loro, l'aveva lasciata sola dopo tutto quel tempo, e non si era mai voltato, neppure una volta, mentre prendeva la strada che lo avrebbe portato lontano da lei. Ma aveva bisogno di sapere cosa aveva da dirle, erano stati tanto infondo, lo guardò negli occhi e annuì leggermente, lui fece un respiro profondo per riordinare i pensieri, “Ho provato a dimenticarmi di te, sai?” disse dopo qualche minuto di silenzio “Le cose tra di noi sono sempre state difficili, eravamo sempre in continuo conflitto, ci siamo ripresi e lasciati così tante volte, e dopo l'ultima volta, dove mi hai dato l'ultimatum, ero così stanco e confuso che non ho riflettuto sull'eventualità di poterti perdere.” lei gli lanciò uno sguardo truce “Credevi forse che a me piacesse litigare ogni minuto?” gli si avvicinò col dito puntato sul suo petto, “Credevi fossi felice nel vederti andare via ogni volta ci fosse qualche ostacolo? Credevi fosse il mio sogno guardarti scappare ogni volta che le cose si facessero più serie?” ad ogni domanda corrispondeva un colpo al petto, era rossa di rabbia “ Credevi che io non avessi paura? Ce l'avevo! Avevo una paura fottuta, e tu grande stronzo te ne sei andato comunque!” concluse con un ultimo, e più potente , colpo al petto. Lo vide accigliarsi, odiava che lei dicesse parolacce, ma non disse nulla su questo “Lo so, sono stato un codardo ma-” “No” lo interruppe lei, “ Sei stato uno stronzo, non codardo, stronzo!” Stava per lanciargli un'altro colpo ma lui le trattenne il braccio e se la strinse addosso, Dio quanto le era mancata “Mi dispiace, dico davvero mi dispiace così tanto…” le ripeteva tra i capelli “Mi dispiace, ma ti amo e non posso cambiarlo nè voglio, non ti lascerò mai più andare. Te lo prometto.” continuava a parlarle mentre lei scoppiava in lacrime, non avrebbe mai saputo dirgli di no, non avrebbe mai potuto.”