Ho giĂ scelto il mio epitaffio
A 57 anni è presto per pensare ad un altra vita. Ma ogni tanto inizio a fantasticare a cosa c’è oltre il muro invisibile dell’aldilĂ . Ho avuto in regalo da mio figlio un libro interessantissimo di Robert Lanza. Riguarda proprio la vita dopo la morte (scusate l’ossimoro). Non vedo l’ora di iniziare a leggerlo. Nel frattempo mi “diverto” a pubblicare l’epitaffio che vorrei avere sulla porta della mia ultima dimora terrena. E' ora che vadaÂ
 A nessun dispiaccia della mia dipartitaÂ
Anche se so ch'a molti sarĂ gradita.Â
Niente fiori, ne dolori, non voglio lacrime e nemmeno cori.Â
Voglio essere ricordato per come son vissuto, sempre felice e poco astuto
Senza fronzoli ed orpelli la mia foto da ragazzo, quando era bello anche l'inverno come la sete. Â
La mia musica lasciate, non cantate le mie note, mettetele tra i miei fiori, tra le mie mani.Â
Le mani voglio congiunte e piedi scalzi, non voglio il bianco, ne i colori, solo il nero come la notte.Â
E se qualcuno, avrĂ coscienza, scriva su un foglio la sua creanza e lo conservi nella mia tasca.Â
Troverò il tempo di leggere e capire quel che lascio a forgiare.Â
Non ho rimpianti nĂ© capricci, non ho piĂą sogni nĂ© canzoni, non ho piĂą giorni nĂ© tramonti.Â
 Mi resta il ricordo di tante gioie e tanti dolori da riempire cento vite.Â
 Ho davvero esagerato a diffondere allegria da non averne piĂą per meÂ
 Il tempo è un tradimento che non conosce amanti, preferisce essere amato e non ama nessuno


















