Un po' di regolette (dell’Universo che non si vede)
Se vi è capitato di fare delle magie di recente, vi sarete accorti che i vostri incanti sembrano funzionare nell’ottica quattro regolette (chiamarle leggi mi fa impressione) che dovrebbero regolare quanto nell’Universo trascende il fisico. Non voglio trasformarmi in una guru a piedi scalzi che non si pettina i capelli, anzi storco il naso davanti a simili figure e ho rielaborato questa entry del mio blog per lungo tempo, prima di decidere di parlarne così, in modo spicciolo, giusto per mettervi al corrente della questione e andare avanti, senza pensarci più.
In verità un giretto sul web vi farebbe scoprire che di queste regolette (o leggi, come preferite) ce ne sono a quanto pare dodici. Però io ho un’esperienza diretta sono con alcune di queste, e sono quelle che ho scelto di spiegarvi.
La legge dell’unità
Questa è semplice, pressappoco. Diciamo che ogni cosa che fa parte di questo universo è in realtà una cosa sola. Per me ha sempre avuto molto senso, sebbene la mia opinione su certi temi sia alquanto trascurabile. Ha avuto senso perché in fondo, in origine, l’universo era una cosa sola. Una singolarità gravitazionale, per la precisione, un punto in cui la curvatura spaziotempo tende all’infinito. Una unità, dunque. In principio era Uno e di questo Uno faceva parte ogni cosa. L’idea di base a questa legge è che sia ancora così, che sebbene su un piano fisico siamo separati, in realtà sul piano spirituale questa separazione è illusoria e siamo tutti una sola cosa. Certo ognuno ha una manifestazione e una funzione diversa, così come la mia mano ha una manifestazione e una funzione diversa rispetto al mio piede ma lo stesso fa parte del mio corpo e insieme formiamo una cosa sola.
Come si collega con la stregoneria?
Se siamo una cosa sola, ciò vuol dire che possiamo agire sulla realtà circostante e manipolarla, non solo sul piano concreto e fisico, ma anche su quello che non possiamo vedere.
La legge della vibrazione e legge dell’attrazione
Anni fa mi appassionai alla meccanica quantistica. Questo in effetti potrebbe lasciarvi indifferenti; alla fine, direte voi, è un interesse come un altro. Certo se aggiungessi che io non conosco le tabelline (ebbene sì, non le conosco), questo cambierebbe un po’ il senso di ciò che dico. Per cui, per quanto io ne sia appassionata, prende con le pinze ciò che vi dico. Anni fa dunque mi appassionai alla meccanica quantistica e lessi questo libro dal titolo L’universo elegante, che all'epoca comprai solo perché mi piaceva la copertina. Nel libro, tra le altre cose, si parla di onde vibrazionali e viene spiegato che tutta la materia fisica è riducibile ad onde che vibrano come corde di violino. Più o meno questa legge metafisica sostiene la stessa cosa. Che tutto l’universo è energia che vibra ad una certa frequenza, che se la frequenza è alta allora avremo a che fare con energia positiva, mentre se bassa con energia negativa. I nostri pensieri e i nostri stati d’animo producono energia ad una certa frequenza.
Ora, pare che nell'universo tutto funzioni in questo modo: elementi che vibrano ad una certa frequenza attirano elementi che vibrano alla stessa frequenza. Pensieri negativi attireranno pensieri negativi, pensieri positivi attireranno pensieri positivi. E non solo. Avendo poco fa detto che i nostri pensieri sono in grado di creare la realtà, possiamo quindi affermare che pensieri negativi genereranno una realtà negativa, mentre quelli positivi faranno l'opposto.
Come si collega con la stregoneria?
Io sono sempre di cattivo umore, e questo è appurato. Pensate sia un caso che solo le magie negative mi vengono bene? Le fatture, le maledizioni? No, non lo è! Se sei stronza 24/7 le magia da stronza ti verranno benissimo. E io ho perso il conto delle cose da stronza che ho fatto succedere. Ma poi ci penso e dico: com'è possibile che invece le cose carine non arrivano mai? Sono una strega a metà? Non sono brava? E invece sono brava e come. Ma è impossibile lavorare con frequenze che non mi appartengono. Ogni strega dovrebbe tenerne conto.
Parlare di regole nella stregoneria mi fa strano. Nella mia testa è tutto molto confuso, e la mia pratica è una cosa a cui credo quasi di istinto, senza pensarci più di tanto.
Non che sia giusto così. Anzi credo che sia il segno che ancora devo perfezionarmi. Per riuscire ad avere padronanza di qualcosa, bisogna prima comprenderla. E io, sinceramente parlando, che c'ho capito finora?















