Vorrei fare una piccola precisazione: sono un satanista filosofico, non credo esista come corrente dichiarata, ma voglio esporre il mio personale punto di vista, prevedo che questa piccola precisazione possa diventare lunga, ma se avrete la voglia di arrivare fino in fondo e commentare, sono aperto al dialogo e come sempre ad apprendere nuovi punti di vista.
Ci sono molti tipi di satanismo, quando si abbraccia la via della mano sinistra in genere ci si perde nel capire dove ci si dovrebbe inquadrare, molti fanno affidamento solo alle parole di LaVey, nulla di sbagliato, ma sicuramente incompleto, comunque invito sempre a leggere delle varie correnti poiché ci si apre a diversi modi di pensare e di conseguenza diversi modi di leggersi dentro e di affrontare la vita. Tornando a Me, Io sono di estrazione cattolico-cristiana, ho approfondito in diversi momenti alcune caratteristiche e parti della Bibbia, ho abbracciato a lungo i precetti di questa religione, non posso scindermi da essa, ormai è troppo radicata in me, ma nel tempo ho imparato ad ascoltare la voce di Dio, e l'ho sentita chiara e forte " Mi stai sul cazzo ", ok, lo accetto, e rispetto SEMPRE il mio nemico, un uomo si misura dai nemici che ha, non dagli amici.
Detto questo ho iniziato ad analizzare quello che in principio pensavo fosse un culto; il satanismo appunto. Sono partito come molti proprio dal precedentemente citato LaVey, scoprendo una filosofia che a dirla tutta non ha nulla a che vedere con l'idea comune di Satanismo, in quanto essa non ha una divinità da adorare, l'unico Dio è il proprio IO, quello vero e profondo, l'unico a cui dobbiamo rispondere sempre, Lucifero, Satana... chiamatelo come più vi aggrada è un nostro pari, anzi schifa chi si prostra a Lui, poiché denota una mancanza di forza interiore, di spina dorsale, insomma un inetto, che ha bisogno di avere qualcosa da adorare. Ora, se si prendono i testi sacri Cristiani e si analizzano come fosse storia, andremo a notare che la colpa dell'avversario è stata quella di liberare l'essere umano dalle catene, di aver dato all'uomo gli strumenti per divenire non solo autosufficiente, ma anche cosciente del fatto che la vita deve essere vissuta in libertà, che il buon senso lo si apprende, che il male a volte è mascherato da qualcosa che ci attrare e a cui restiamo fedeli schiavi, come il famoso Eden, una gabbia dorata dove avremmo dovuto vivere in eterno senza mai alzare la testa o formulare un pensiero personale. Questa quindi la colpa di Satana.
Dall'altra parte abbiamo pestilenze, carestie, nubifragi, sacrifici, privazioni, ordini e costante assenza di intervento positivo da parte di un'Entità che tutto vede, conosce e gestisce, poiché è a conoscenza di tutto, di ogni singola cosa che avverrà, comprese le conseguenze delle proprie azioni, tutto rientra in un suo disegno.
Ed è proprio con questa visione che il mio schieramento dalla parte avversa sia un suo preciso disegno, poiché sarebbe bastato un qualsiasi piccolo segnale, anche non direttamente nei miei confronti, perché io avessi potuto comprendere la sua voglia di amare il genere umano.
Ma per chiudere questo discorso vorrei solo fare riflettere su qualcosa che meno di due ore fa mi è balzato in mente, ed è stato il motivo che mi ha fatto sedere al P.C. per scrivere.
I satanisti sono sempre visti male, descritti e identificati SOLO nella corrente "acida", bene, gli acidi, per i satanisti, sono delinquenti che seguono le proprie menti malate e si giustificano nel satanismo, perché è stato insegnato loro che i satanisti sono così. Nulla di più sbagliato. Facendo un parallelo cristiano, l'acido è il prete pedofilo. Spero che questo parallelismo vi inviti a riflettere, poiché i preti che veramente seguono la parola di Dio sono meritevoli di fiducia, si adoperano per l'amore senza confini, per un ideale di eguaglianza, per un mondo assistenzialista. Così come il satanista brama un mondo dove chi può Deve innalzarsi sopra gli altri, si Deve distinguere per la sua superiorità, che attenzione, Deve essere: Io sono migliore, Io sono sopra di te, questo non vuol dire assolutamente azzoppare chi concorre per stargli davanti, ma sforzarsi di superare chi ci affianca, dimostrare Sempre la propria superiorità, anche con azioni di aiuto ( moderato ) verso chi non ce la fa, per il gusto personale di sapere di aver superato un avversario degno di essere superato, se cadi, ti porgo la mano affinché tu possa rialzarti e ricominciare la tua gara.
Sono certo di aver scritto in modo confuso, di aver fatto diversi errori di battitura e d'ignoranza, perché non rileggo mai quello che scrivo, ma vi aspetto, aspetto i vostri commenti ( che difficilmente arriveranno ) per aprire un sano dialogo.