Dentro Ballarò, Palermo
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Dentro Ballarò, Palermo

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Quando si parla di capitalismo, spesso si fa confusione tra il modello “puro” del libero mercato e quello che viene chiamato crony capitalism, o capitalismo clientelare, o corporativismo.
Nel capitalismo classico il cuore del sistema è la libertà di impresa e la concorrenza.
Le aziende competono liberamente, senza favoritismi, in un quadro normativo neutrale, e il successo dipende dalla capacità di soddisfare i bisogni dei consumatori, innovare e offrire prodotti migliori. Il profitto arriva solo se si creano valore e soluzioni utili per la società.
In questo contesto, il governo ha il compito di proteggere i diritti di proprietà e garantire regole chiare, non di favorire alcuni a scapito di altri.
Il capitalismo clientelare, invece, si verifica quando il successo economico non dipende più dalla bravura o dall’innovazione, ma dai rapporti privilegiati tra imprenditori e politici.
Le aziende ottengono vantaggi – come licenze, appalti o sgravi fiscali – grazie a favoritismi, amicizie e scambi di favori con chi detiene il potere pubblico.
Il risultato? La concorrenza viene soffocata, chi ha le “giuste conoscenze” si arricchisce, mentre chi vuole emergere trova barriere quasi insormontabili.
Questo sistema è spesso il risultato di economie soffocate da un intervento statale continuo e strutturale, e da una burocrazia complessa e intricata come una barriera di filo spinato. Esempi storici possono essere le economie del Sud America durante le varie rivoluzioni del secondo dopoguerra.
Chiariamo: non esiste un modello che sia "puro", in entrambi i casi. Il più delle volte bisogna ragionare per spettri.
La domanda da porsi è: la nostra economia tende più al capitalismo puro o al capitalismo clientelare?
"La fabbricazione di libri è diventata un fatto industriale, sottomesso a tutte le regole della produzione e del consumo; di qui una serie di fenomeni negativi, come la produzione su comando, il consumo provocato artificiosamente, il mercato sostenuto con la creazione pubblicitaria di valori fittizi. Ma l’industria editoriale si distingue in questo dall’industria dei dentifrici: che vi sono inseriti uomini di cultura, per i quali il fine primario (nei casi migliori) non è la produzione di un libro da vendere, bensì la produzione di valori per la diffusione dei quali il libro appare lo strumento più comodo. Ciò significa che, secondo una partizione percentuale che non saprei precisare, accanto a “produttori di oggetti di consumo culturale”, agiscono “produttori di cultura” che accettano il sistema dell’industria del libro per fini che ne esorbitano. Per pessimisti che si voglia essere, l’apparizione di edizioni critiche o di collane popolari testimonia una vittoria della comunità culturale sullo strumento industriale con il quale si è felicemente compromessa."
Umberto Eco, Apocalittici e integrati: comunicazioni di massa e teorie della cultura di massa, Milano, Bompiani, 1964¹.
Firenze
Tra le dolci colline toscane , nel suo cuore profondo , Firenze si apre al viaggiatore come un libro antico, custode del genio umano ha visto creare artisti come Leonardo da Vinci, Michelangelo, Botticelli, Giotto.
La cupola di Santa Maria del Fiore, progettata da Brunelleschi, sembra sfidare il cielo, mentre il Ponte Vecchio riflette la sua bellezza sulle acque dell’Arno.
Piazza della Signoria, con le sue statue e la maestosità di Palazzo Vecchio, è un palcoscenico vivente di secoli di storia. Il tramonto da Piazzale Michelangelo, che incendia i tetti rossi e la cupola, rimane un ricordo indelebile.
Firenze non è solo bellezza artistica, ma anche vita: le sue strade brulicano di artigiani, botteghe, mercati e profumi che evocano tradizioni antiche.
L’aria profuma di pane caldo e olio d’oliva, di Chianti versato nei calici, di bistecca alla brace e dolci di mandorla.
Un museo a cielo aperto, si certo , ma anche un’anima viva, capace di accogliere chi cerca bellezza, sapere e amore.
Firenze non si visita, si vive: ti entra negli occhi, ti accarezza il cuore e ti lascia addosso la certezza di aver camminato per un istante al centro del mondo.
addis ababa, ethiopia 1976
keys
photograph by nick dewolf https://www.flickr.com/photos/dboo/33737439258/

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Yappa Mer! Orca | Procreate
Took a quiz with a friend and got an Orca. So.. Is this an orca eating a yappa cat or a yappa cat growing out from the orca?
Thinking about making this into a sticker sheet.
My masterminds
Small piazza with a cafe and market.
Rome.
Dec. 2019