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"Tu pensa se intorno hai sempre avuto un punto di riferimento, un faro che ti ricordava dove dovevi andare: potevi stare al buio, nella tempesta, potevi stare allo sbando totale ma lo sapevi che comunque quel faro stava là. E ti fidavi così tanto di quel faro che ci hai costruito tutto intorno, tutto il villaggio, tutta la vita tua, dando per scontato che sarebbe stato là sempre. E poi un giorno, all’improvviso… Rimani al buio in mezzo alle macerie."
-Questo mondo non mi renderà cattivo, Zerocalcare
Non sono la ragazza che amerai per sempre.
entrerò nella tua vita e
prima che tu te ne accorga
me ne andrò.
non sarò tua moglie un giorno
e non avrò i tuoi figli.
sono solo "la lezione".
sono quella che ti mostrerà quanto puoi
essere amato.
sono quella che ti mostrerà che
non tutti ti fanno del male.
non tutti ti spezzeranno il cuore.
sono una fase
perché amo
INCONDIZIONATAMENTE.
e ad un certo punto mi
spezzerai il cuore.
andrò avanti e diventerò
la fase per qualcun altro.
-Tradotta
Mentre ti stavo pensando mi sono accorto che stavo sorridendo, fin quando non mi sono ricordato di come mi hai ferito e il mio sorriso si è spento.
“Non credevo fosse possibile avere paura delle cose belle, di tutte quelle cose che volevo. Mi proteggevo all’interno di un limbo in cui le conservavo gelosamente, in un equilibrio perpetuo dove tutto poteva succedere ma niente accadeva (o non accadeva) davvero. Era come quando da bambina, ogni sera, chiedevo a mio padre di non chiudere la porta della camera dopo la buonanotte; come a voler mantenere sempre viva la possibilità di cambiare, in qualsiasi momento, il finale della storia.”
— manuela g.

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"[...] Ma lui era bravo a regalarmi solo pochi istanti intensi e laconici, come quel suo nome che non sapevo pronunciare senza che il mare poi se lo riprendesse; vaglielo spiegare ad un'onda che in certe rive si può anche restare."
— manuela g.
Talvez, sólo talvez sí dejará de ser tan terca y aceptara que no estamos hechos para estar juntos me sentiría mejor
“Mi sono odiata per un tempo incalcolabile. Ho odiato ogni cosa di me, ogni parte di me, ogni cosa che mi riguardasse. Ero piena di odio, piena di rabbia, piena di tristezza, perché mi vedevo così sbagliata, così diversa dagli altri, o meglio, dalle altre, mi vedevo così uno schifo. Mi sono fermata davanti allo specchio un mucchio di volte, odiando ciò che vedevo, guardando male, malissimo, ogni cosa che vedevo, con la voglia di cambiare tutto, di stravolgere tutto, di cancellare tutto. SÌ, ci sono stati momenti in cui mi sarei cancellata volentieri, sarei voluta scomparire, pensando che sarebbe stato meglio per tutti. Non avrei voluto vedere più nessuno, perché non portavo nulla di buono, se non malumore o fastidio. Mi sono screditata così tanto, che quella mezza volta che arrivava un complimento, riuscivo solo ad essere convinta fosse una presa in giro, perché in fondo, come potevo mai aver avuto un complimento, io? Impossibile. Sono arrivata a voler rimanere per sempre sotto le coperte, senza farmi vedere più da nessuno, men che meno da me stessa. Poi ho semplicemente pensato che lì fuori già c'è tanto odio verso il prossimo, c'è sempre questa volta di screditare e far stare male gli altri. Già ci pensavano gli altri a farmi star male, a farmi venire i complessi, ad odiarmi. Perché dovevo farlo anche io? Sarebbe stato controproducente e gliel'avrei data vinta. Quindi, mi sono guardata, mi sono ascoltata e ho provato a capirmi. Ho capito che non era sempre colpa mia se qualcosa andava storto, non era sempre colpa mia se gli altri non mi capivano, non era sempre colpa mia. Ho provato ad analizzare il tutto, cercando di capire effettivamente quando avrei potuto fare di meglio, quando avrei fatto meglio a far altro. Ma in fondo, non ero da incolpare così violentemente, anzi. Spesso e volentieri avrei avuto veramente bisogno di sostegno ed io stessa non me l'ero dato. Mi sono promessa di non fare più questo errore, di esserci sempre per me, di essere pronta a sostenermi quando tutti mi avrebbero attaccata, di essere pronta a tutto e di portare avanti i miei pensieri, senza buttarmi a terra da sola.”
— Sesolosapessiciocheprovo, 10/05/18, 22:01. (via sesolosapessiciocheprovo)
“Ho sempre pensato di essere una persona che da sola, non ce la potesse mai fare. Pensavo che da sola non avrei mai raggiunto nessun obiettivo, pensavo di essere troppo debole per poter fare qualcosa senza interpellare necessariamente gli altri. Ho sempre avuto paura del loro parere, del loro punto di vista, di ciò che avrebbero potuto pensare, se avessi o non avessi fatto una scelta o un'altra. Attualmente, so che invece non è così. So che anche da sola, posso andare avanti e che il sostegno principale e fondamentale è quello che io stessa mi posso dare. Se gli altri si vogliono accodare, che ben venga, sarà solo un piacere. Ma la forza e la volontà dovrà partire da me. Perché posso farcela. Posso farcela anche se gli altri non vogliono sostenermi, starmi vicino e credere in me. Posso farcela anche senza che necessariamente io abbia l'approvazione di tutti (anche perché è praticamente impossibile, averla). Posso farcela. E se fallisco, non fa nulla, ci riprovo o scelgo un obiettivo diverso. La delusione ovviamente ci sarà, ma in un modo o nell'altro, mi rialzerò. E questa consapevolezza mi fa stare tremendamente bene. Certo, ho ancora timore del parere degli altri, ma non per questo deciso di rinunciare in partenza a quelli che sono i miei desideri e i miei sogni. E finalmente sto con gli altri solo e soltanto perché ne sono felice e mi fa piacere, perché vedo in loro una fonte di gioia, non una fonte di sostegno indispensabile.”
— 12:24; 02/06/20
“Una persona può spostare mari e monti per noi, ma se appena trova un amo abbocca, forse quei monti e quei mari li ha spostati più per sé che per noi.”
— [Erikatells]

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Cesserà un giorno di esistere la tua pelle sotto le mie unghie?
Riuscirò a toccare pelle altrui senza sentire il vuoto della tua?
Riuscirò a non perdermi tra i miei pensieri esplorando schiene altrui?
Imparerò a fare l’amore senza tenere gli occhi chiusi?
Scompariranno dalla mia mente questi schemi che mettono chiunque a paragone con te?
Riuscirò ad essere davvero me stessa con qualcuno altro che non sei tu?
Andrà via la paura che il tempo mi porti dei “no” a queste mie paure?
Vattene da dove non sorridi Da dove non puoi ridere ad alta voce Dove il bacio, lo sguardo d'amore, l'abbraccio Sono considerati maleducazione
Vattene da dove la pizza si mangia con le posate Da dove non si può mangiare in piazza di notte in smoking
Vattene dai luoghi che non ti coprono le spalle Dai luoghi che non ti fanno brillare gli occhi Da quelli che non ti scaldano le mani E non ti scaldano il cuore, le tue mille anime, le braccia
Vattene da chi parla bene della primavera Ma poi regala fiori finti per un centrotavola triste
Vattene dai divieti di giocare a palla Dai divieti di saltare, di girare in bici Da dove i cani non possono entrare Da dove la musica non si può alzare
Vattene da chi ti vieta di essere te stesso Da chi ti vieta di mettere in atto anche la tua idea più piccola Vattene, vattene sempre da dove non sei felice Sei fatta per altri posti, tu.
– @una-timida-ragazza-96
Non approfittatevi mai di quelli pazienti, quelli tranquilli, quelli che vi chiedono con educazione di smetterla, quelli che non vogliono mai fare la guerra, perché se si stancano, poi non si danno pace fino a quando non vi disintegrano.
Ho capito di essere crollata, di essermi ridotta in polvere non per colpa tua, ma perché avevo tradito me stessa: mi ero abbandonata a te, avevo lasciato che il mio cuore battesse nel petto di qualcun altro, con la facoltà di poterne fare ciò che voleva. Ho lasciato la responsabilità della mia felicità nelle mani sbagliate. Ho tradito me stessa ed è forse questo che mi fa più male: ho ignorato il fatto di essere la persona più importante nella mia vita; ma stai certo che ho imparato bene la lezione…
“Non mi dimenticherò più di me”
Avevo voglia di piangere e liberarmi delle lacrime in cui stavo annegando, ma per quanto mi sforzassi non riuscivo a vuotare l'amarezza che trascinava il mio corpo verso una desolata deriva. Ero disorientato all'interno di una zattera, in balia di una corrente di nostalgia; le onde erano ricordi che si abbattevano sulla mia memoria e l'ancora divenne una zavorra d'angoscia che si impigliava tra gli scogli dei miei sogni. Sapevo che sarebbe bastato un lauto e scrosciante pianto, a inaridire questo mare in burrasca e farlo confluire attraverso lo scolo dei miei occhi stanchi, ma forse non era ancora arrivato il momento di approdare sulla sabbia e dovevo ancora nuotare nella tristezza, senza poter sfogare la mia rabbia.
- breathing-in-sulfur

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“Io esisto oltre te, oltre noi, oltre la nostra bolla silenziosa. Senza te, non mento, sto bene. Non mi servi per sorridere, per sentirmi bene con me stessa e tantomeno per trarre coraggio dalle tue mani. Sono nata donna ma la vita mi ha reso roccia dura ed impenetrabile, non mi servi per testare la mia morbidezza d'animo, la mia sensualità o addirittura la mia sessualità. Faccio a meno di te, di noi, del mondo: per darmi forza mi basto io, non ho bisogno di qualcuno che tiri su le mie quattro ossa malconce dopo una battaglia andata a male. Mi basta contare fino a dieci, risanare mentalmente le ferite del mio animo e tornare in campo più combattiva di prima. Non mi servi per proteggermi, sono nata donna ma non debole bisognosa costantemente alla ricerca di qualcuno che la salvi. Ti chiederai perché ho scritto queste parole -apparentemente dure- per sminuirti forse ? Assolutamente no. Senza te sto bene, ma non sono felice. C'è un sottile velo che divide il benessere e lo stato parziale o totale di felicità. Non ho bisogno di te per essere salvata, sollevata o difesa dai dolori fisici e psichici: non sei il mio medico, il mio psicologo e tantomeno il mio psicanalista in veste di soldato. Sei la persona con la quale ho scelto di dividere il tempo che mi è stato messo a disposizione e non ho intenzione di gettarti al collo zavorre che dovrei indossare io, lasciarti combattere le mie battaglie e far si che il tuo corpo sia invaso dalle mie cicatrici. Io ho la mia storia, tu la tua. Non ho bisogno di essere difesa, raccolta o medicata, non sono un fiore. Scelgo te non come mio giardiniere, ma come muto ascoltatore, che nelle sere più nere di altre, nelle giornate più piovose e grandinose, nelle tristezze più angoscianti finora provate, mi concede l'arte di essere fragile. Sono dura, sono pietra, sono ghiaccio. Ma certe sere, certe notti, Scelgo te. La pietra viene avvolta dalla carta dei tuoi sospiri. La durezza viene ammorbidita dal impatto con la tua carne. Il ghiaccio si scioglie col fuoco che m'inetti nelle vene. Senza te starei anche bene, ma sarei ignorante ad ogni brivido di felicità.”
— Perlabionda.