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Chi mi conosce sa che non faccio altro che cadere e farmi male. Continuamente.
Penso che sia proprio perché continuo a schivare le frecce di Cupido con scarsa non-chalance.
Vista la discussione di oggi a proposito dei non-binary su Twitter, vorrei spiegare perché secondo me l'attivismo LGBT liberale è pericoloso facendo riferimento alla mia esperienza personale.
Quando avevo 16 anni le cose non andavano un granché bene per me: il mio gruppo di amici si era completamente disgregato, non uscivo più e passavo le domeniche in casa a guardare la TV. Oltre a questo, bisogna aggiungere i miei scarsi risultati delle mie gare di nuoto.
Ero veramente giù e l'unica cosa che mi tirava su oltre alla musica era stare sui social. Mi piaceva molto stare su Twitter e bazzicavo un pochino su Tumblr, e questo mi portò ad avere una conoscenza molto approfondita della comunità LGBT. Fin troppo.
Così scoprii l'esistenza dell'asessualità, ed essendo molto giù pensai subito di esserlo dato che ultimamente non stavo provando più attrazione sessuale, anche se ogni tanto tornavano dei piccoli sprazzi di pulsioni e quindi pensai di essere greysessuale. Poi demisessuale.
Lo dico sempre: i miei dubbi sulla mia sessualità non hanno mai riguardato il se mi piacessero gli uomini, le donne o entrambi, ma sul il se provassi attrazione sessuale o no. E questo mi ha portato a degli squilibri molto forti in me.
C'erano dei periodi in cui odiavo il sesso, altri in cui mi era indifferente, altri in cui mi piaceva e mi colpevolizzavo perché "no, io sono asessuale!". Ero nella più totale confusione, ed ad oggi avrei preferito non aver saputo nulla di asessualità, avrei evitato problemi.
Oltre a questo bisogna aggiungere il fatto che iniziai a frequentare AVEN, il blog degli asessuali. Lì ebbi una conoscenza della comunità LGBT ancora più approfondita, anche per quanto riguardava le varie identità di genere.
Venni a conoscenza del termine agender, e io ebbi dubbi sull'esserlo o no. L'attivismo liberale mi aveva messo molti dubbi anche sulla mia identità di genere, dato che non sono stata mai gender conforming. Ma come me, nessuno lo è mai stato al 100%.
Odiavo l'essere donna, volevo un corpo neutro, e qui sorsero i primi dubbi. Fortunatamente mi ripigliai e capii di essere fin troppo attaccata al mio corpo femminile, così tutti i miei dubbi passarono.
Sono uscita da questo tunnel, e tutto questo è stato grazie al femminismo radicale. Mi ha fatto capire meglio la questione del genere e il fatto che fosse assolutamente normale non essere gender conforming.
Mi ha fatto capire che le varie sfumature dell'asessualità sono delle stronzate per far entrare le persone etero nella comunità LGBT, e per questo motivo mi sento tuttora colpevole; non vado fiera dell'aver occupato uno spazio che non mi apparteneva.
La mia storia mi ha fatto capire che l'attivismo queer corrente va a discapito di molte persone, soprattutto di adolescenti insicuri che passano molto tempo su internet come rifugio. Gli orientamenti sessuali come la demisessualità o le identità di genere assurde come i demiboy ecc sì, sono state un pretesto per far sentire certe persone parte della comunità pur non essendolo facendo sentire molti adolescenti sempre più insicuri di loro stessi, non risolvendo affatto certi problemi da cui vengono afflitti.
Il provare attrazione sessuale in maniera differente rispetto agli altri e la non conformità di genere ben evidente non sono argomenti che riguardano gli orientamenti sessuali non eterosessuali o la transessualità, ma sono problemi di altro tipo, riguardano delle dinamiche sociali.
Creare questi spazi induce solo delle persone con problemi sociali ad autoisolarsi ed ad alimentare ancora più insicurezze di quanto ne abbiano. Io per fortuna non ho avuto conseguenze gravi, ma J.K. Rowling nel suo ultimo articolo riguardo l'attivismo trans diceva che molti adolescenti volevano transizionare pur non avendo disforia, creando così dei danni inevitabili. Due fattori inoltre erano importanti: il fatto che si trattasse perlopiù di ragazze e che social come Tumblr, Reddit e YouTube avessero avuto il loro ruolo.
Detto ciò, i non-binary che ci chiamano TERF o che ci definiscono transfobiche non mi fanno rabbia, mi fanno piuttosto pena. Pena perché sono stati condizionati da un sistema mirato ad alimentare le loro insicurezze, e guarda caso chi vuole far aprire gli occhi su questi argomenti viene malvisto perché non si vuole accettare la realtà delle cose. Si vuole negare le difficoltà dietro una certa scelta.
Per questo io consiglio a chiunque di cercare di capire noi radicali. Non siamo delle persone cattive e transfobiche, siamo solo delle persone critiche di un certo femminismo comodo e di un certo attivismo LGBT che, visto il mio caso, non funziona.
Prima di chiamarci TERF ed attaccarci, provate a capire. Non dico di cambiare idea, ma almeno di ascoltare un altro punto di vista e capire che la situazione di disagio può essere risolta diversamente.
Ricordiamoci sempre di una cosa e una soltanto: l’autodeterminazione viene sempre per prima. E se una persona capisce che le etichette greysexual o agender non vanno bene per lei, non significa che tutte quelle che vi si riconoscono sono stronze.
Quindi, per favore, non diciamo cazzate e se non sapete di che state a parlare tornate a casa.
E vi chiamano terf perché gli altri nomi erano troppo lunghi da ripetere :)
Ace - Parte 1
Ho passato la mia intera esistenza a chiedermi cosa fossi.
Non è stata colpa dei miei genitori, più in generale della nostra società. Mi sono sentito diverso e sbagliato, qualcosa di malato, se vogliamo intenderci. Non è semplice dare un nome ad un sentimento che manca.
Non ho mai provato l’attrazione sessuale, quella spinta che ti porta a vedere una persona e volertela portare a letto. Ho visto molti altri post di persone come me, che pensavano fosse solo un’invenzione, uno scherzo, qualcosa che si dice, ma non si fa veramente.
Io ho sempre saputo che era reale. Se incontri qualcuno e ti piace, te lo devi portare a letto, non c’è una via di mezzo. Non esiste il voler solo leggere un libro con loro o giocare ad un videogioco insieme.
Questo non faceva che aumentare il mio sentimento di inadeguatezza e disagio.
Ho avuto una ragazza e, poi, non soddisfatto di ciò che (non) provavo, un ragazzo. I peggiori (e unici) baci della mia esistenza, il ragazzo in particolare bello, ma più impacciato di me. Io non capivo loro e viceversa. Non ho provato nulla, se non un senso crescente di disagio. (Scusatemi, ragazzi, siete comunque persone meravigliose, credetemi quando vi dicevo che il problema ero io e non voi).
Sono rimasto così, in un limbo spaventato di provare con qualun altro e il ricordo del nulla che avevo provato; per almeno due anni. Non sentivo la mancanza di una relazione, ma sentivo che per essere completo dovevo per forza essere in una. Tutte le storie, tutti i romanzi, tutte le serie tv, hanno almeno una storia d’amore o sesso.
Quindi io? Cosa c’era di sbagliato in me? Dove avevo sbagliato?
-Strange
L’amatonormatività ci porta a vedere l’amore e le relazioni romantiche e sessuali come obbligatorie. È normale sentirsi fuori posto, purtroppo.
Questo angolino di cui spesso (sempre) mi dimentico credo sia l’unica prova dell’esistenza di una qualsiasi pulsione sessuale dentro di me. È strano: nel momento in cui ho accettato e mi sono detta che la mia attrazione per le persone e le mie pulsioni non sono proprio come quelle degli altri, come quello che ci si aspetterebbe da me, ho iniziato a smettere di fingere di provarne. Mi sto ascoltando sinceramente e con curiosità, non con ansia e aspettative sociali. Sono una persona asessuale la maggior parte del tempo, non sento il bisogno di masturbarmi quasi mai e non faccio pensieri erotici. Ritengo il sesso un qualcosa di bellissimo e molto affascinante, vorrei saperne di più, vorrei sperimentare di più e vorrei che anche il mio corpo volesse farlo, ma lui non vuole e io voglio accettarlo e amarlo così. Basta lotte, basta sentirsi sbagliata e rotta. Mi fanno sorridere (per dire) le persone che pensano che la demisessualità non possa esistere, che siamo tutti demisessuali, in fondo. Vorrei potessero sentire quanto le mie pulsazioni sessuali vadano dal nulla cosmico al “ti amo” in un loop continuo in cui in mezzo non c’è nulla. Non è una scelta, perché io non l’avrei scelto, ma è così, ed è okay.

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Solo per dirla anche in italiano
Gli asessuali hanno troppo cazzo di stigma nella comunità LGBT già com'è. Se la gente legge notizie della serie Radio2 che ci definisce ‘malati’ e chiama la nostra presunta ‘estinzione’ un buona cosa, e non riconosce immediatamente i comportamenti di chi stigmatizza l'intera comunità LGBT+… cazzo fate nella vita onestamente.
Gli etero non ci vogliono. Punto. La prossima volta che sento dire che gli ace non appartengono alla comunità queer, prendo qualcuno a ceffoni perché bona, diamine, avete rotto voi e hanno rotto gli etero del cazzo.
Hey!
Sono
Fox (lei/sua)
e mi piace rompere le palle alle persone parlando di
aromanticismo e asessualità
ma anche di transfemminismo, queerfobia, poliamore e troppe altre cose, perché in fondo l’intersezionalità ci piace.
Uso spesso troppi termini tecnici, ma sono sempre disposta a dare una spiegazione in più a chi cerca delucidazioni.
Arrivo qua da Instagram, dove potete trovare un (bel) po’ di post.
In caso foste curiosy, questi sono tutti i miei contatti: https://aroacefoxtree.carrd.co/
— La vostra amichevole volpe di quartiere
Contatti di @aroacefox