“Sono imprecisa, poco intelligente e troppo cattiva. E non ho mai finito una cosa nella vita.”
— Alessandro Baricco, Tre volte all’alba. (via toanywhere)

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“Sono imprecisa, poco intelligente e troppo cattiva. E non ho mai finito una cosa nella vita.”
— Alessandro Baricco, Tre volte all’alba. (via toanywhere)

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io dell'ultima volta
che sono stata felice
mi ricordo soltanto
la paura che finisse.
Grazie
per aver visto in me
musei
dove io ho visto solo
corridoi vuoti.
Movimento per l'Emancipazione della poesia
Sarò fedele alla promessa di ricordarti nonostante il tempo, nonostante il fatto che cercherò l'amore altrove sperando di non trovarlo mai.
Movimento per l’Emancipazione della Poesia
Ferite benedette che ti ricordano che non sei Dio, il mondo siamo tanti
Anni 2

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“[…]«Anche se il timore avrà sempre più argomenti, tu scegli la speranza».”
— Seneca; LETTERE A LUCILIO – XIII
Angoli, piogge e odissee
Il primo posto di cui abbiamo memoria è la nostra casa. In casa veniamo cresciuti e protetti, tutte le nostre esigenze sono soddisfatte. In ognuna delle nostre vite però c’è un momento in cui veniamo turbati dall’irrazionale desiderio di andarcene, sconvolgendo senza ragione l’armonioso equilibrio in cui abbiamo sempre abitato. Appena superiamo la soglia veniamo aspirati dall’immensità del cielo e dal profumo delle cose ignote. Giriamo gli angoli e attraversiamo i ponti. All’improvviso fredde gocce di realtà ci bagnano la pelle. Inizia a piovere. Cerchiamo un riparo, ma la pioggia si fa sempre più opprimente. Vogliamo tornare a casa, ma siamo stati così distratti dalla scoperta del nuovo che abbiamo dimenticato la strada. Allora corriamo, spesso in tondo, a volte con cognizione, picchiati dalla pioggia, cercando di tornare a casa. Perché lo scopo di una casa è tornarci. La storia dell’umanità è piena di Itaca.
Itaca
Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga fertile in avventure e in esperienze. I Lestrigoni e i Ciclopi o la furia di Nettuno non temere, non sarà questo il genere d'incontri se il pensiero resta alto e il sentimento fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo. In Ciclopi e Lestrigoni, no certo né nell'irato Nettuno incapperai se non li porti dentro se l'anima non te li mette contro. Devi augurarti che la strada sia lunga che i mattini d'estate siano tanti quando nei porti - finalmente e con che gioia - toccherai terra tu per la prima volta: negli empori fenici indugia e acquista madreperle coralli ebano e ambre tutta merce fina, anche aromi penetranti d'ogni sorta, più aromi inebrianti che puoi, va in molte città egizie impara una quantità di cose dai dotti. Sempre devi avere in mente Itaca - raggiungerla sia il pensiero costante. Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo,per anni, e che da vecchio metta piede sull'isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca. Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo in viaggio: che cos'altro ti aspetti? E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso. Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.
Costantino Kavafis

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Spiegare la mia ansia a mia madre. Mamma l'ansia è un metamorfo. Un giorno è piccola come una come la mosca che si posa sul pelo della tigre. Il giorno dopo è la tigre. Quei giorni li chiamo 'giorni scuri'. Mamma dice di accendere delle candele. Quando vedo una candela mi ricordo di una chiesa. Il baluginio di una fiamma, la scintilla di un ricordo più giovane del mezzogiorno. E poi mamma non ho paura dell'oscurità. E forse questo è parte del problema. Mamma dice: "Pensavo che il problema fosse che non riesci ad alzarti dal letto". Hai ragione. L'ansia mi ha presa come ostaggio dentro la mia casa, dentro la mia testa. Mamma dice: "da dove arriva l'ansia?" L'ansia è la cugina che fa visita da fuori città che la depressione è obbligata a portare con sè alla festa. Mamma la festa sono io! Mamma dice: "La felicità è una scelta". Ma la mia felicità è una febbre altissima sul punto di esplodere. Mamma dice che sono troppo brava a creare qualcosa dal niente. E poi senza mezzi termini mi chiede se ho paura di morire. No! Io ho paura di vivere. Ho imparato a trasformare la rabbia in solitudine, la solitudine in ansia. Quindi quando ti dico che sono stata impegnatissima vuol dire che mi sono addormentata sul divano per evitare di affrontare il vuoto. Dove la mia ansia mi riporta.

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Mi presento. Ho un tumore e mi chiamo Maria. Ho un tumore e ho 17 anni. Ho un tumore punto. Ho sempre creduto che il cervello fosse l’unica cosa in me che funzionasse. Mi sbagliavo. Ho un tumore, al cervello. E adesso aspetto la morte. L’aspetto per dirgli due parole. “Ciao morte. Ho 17 anni. Mi piacciono gli abbracci, l’amore e i gelati. Amo l’odore della benzina, delle officine e l’azzurro. Odio la cattiveria, le urla ma soprattutto te. E so che non dovrei ma ti odio. Perché mi strappi via da qui? Perché ora? 17 anni. Ho solo 17 anni. Non ho mai dato il primo bacio. Non ho mai tenuto la mano di un ragazzo. Non ho ancora preso la patente. Non ho finito la scuola. Lasciami qui, non portarmi via. Non ora.
Federica Maneli, Storie mai scritte (via stobeneanchesetuttovamale)
Ei, guardati. Sei arrivata fin qui. Hai affrontato malattie, brutti voti, drammi familiari, amicizie false, amori finiti male. Ma sei qui, tutta intera. Forse un po’ ammaccata ma ci sei. Sei più forte di qualsiasi altra cosa.
(via martinagelli9801)