Ho avuto il cuore spezzato ogni giorno, arrivando a spezzare anche me. Mi sono fatta rompere addosso decisioni che non volevo prendere e che poi ho preso.
Ho detto basta. Un giorno prima amavo, il giorno dopo anche. Il giorno prima mi sentivo desiderata, coccolata, stretta, «Come stai?», «Ti serve aiuto?», «Ci sono io», «Ti tengo».
E poi tutto un «Mi manca», «È impossibile», «Non riesco a dormire», «Non ce la faccio più», «Non ho voglia di uscire», «Non riesco a studiare», «Sento che sto per morire», «Lui era...» ciò che ora non è più, «Lui mi manca», quel che non sarà mai. E so che così sarà.
Il giorno prima e il giorno dopo, qualcosa cambiò dentro di me. Quel giorno capii che il domani mi attendeva come sempre, ma senza di lui.
E la vita non fu mai così ingrata.
Avevo dato tutto, avevo dato anche troppo. Per me era giusto così, niente mi ero tenuta, tutto avevo dato, e chissà per quanto avrei continuato a dare, chissà come, se non avessi detto basta per l'ultima volta.
Mi ero fatta in briciole, piano piano, pezzo dopo pezzo, un passo e un pianto.
Briciole, resti, polvere, dolore, ricordi, lacrime, «Va bene».
La vita non mi insegnò mai così tanto.
A rialzarmi e a distanza di anni ricordarlo ancora. La vita non fu mai così bastarda. A farmi capitare in sogno chi non avrei più rivisto, sentire le sue braccia calde attorno, come se non fosse successo niente, come se dal giorno prima al giorno dopo si fosse mossa solo la luna, e non tutta la mia vita.
Ho girato tanto, male. Ho camminato male, respirato come se non fosse possibile smettere nonostante gli sforzi; tardi, ho pianto male, sotto le coperte, in pullman, al pronunciare del tuo nome, quando lo urlavano in stazione e mi giravo solo io, convinta che fossi lì. Convinta che potessi correre e abbracciarti. Ho studiato male, mi sono vestita male, ho mangiato e pregato male. Ho aspettato un coraggio che non ho ancora, un coraggio che mi faccia lasciare tutti i ricordi con mille rimpianti insieme, con tutte le cose che avrei potuto fare e che non ho fatto, come quelle che potevamo fare insieme.
La vita non fu mai così difficile.
Cadere, e non vedere le tue mani ad aiutarmi. Camminare e non vedere il tuo sorriso. Giocare e non sentirti ridere, scrivere, scrivere e leggere senza la tua voce in mente. Accendere il vecchio cellulare con il tuo numero ancora nel registro delle chiamate, cancellare ogni foto in quello nuovo, fare il conto alla rovescia verso quel che era il nostro giorno e saper di non dover inviare nessun messaggio di auguri. Natale senza... le tue parole, capodanno senza la tua voce con i fuochi in sottofondo. 2014. Il primo anno senza di te. Il primo quattro e mezzo ad economia.
La vita non fu mai così vuota.
Senza niente da pensare. Nulla di nuovo. Nessuno da amare.
La vita non mi è mai stata così chiara.
Ho pianto, e sicuramente piangerò ancora, ma ora sorrido. Mi piace farlo, mi piace, da ora che ci sono io, con me. Ridere, scherzare, accarezzarmi, da sola, ma nemmeno tanto. Mi piace fare quel che posso, e, se posso, amo condividerlo con me. Mi piace avere i miei spazzi, con l'aroma del caffè alle sei e mezza del mattino, mi piace avere una storia fra le mani e immaginare ad un'altra, possibile, con ''te''. E gridare forte che è bellissimo. Con il suo profumo che mi s'intreccia fra i capelli, senza nome, ma che sa di primavera. Di nuovo. Di migliore.
Cammino per la strada, e mi faccio la coda alta, lascio i capelli e il passato al vento: oggi il cielo è più bello.
Ieri no, un mese fa nemmeno, ma sapevo che sarebbe arrivata la primavera in pieno inverno, sapevo che non sarebbe stato sempre bianco. Erano anni che non mi sentivo felice. Erano anni che non mi capitava una primavera come lui. Con un qualcuno che mi facesse ridere così. Tanto.
La vita non mi è mai stata così bella.
A volte ti sogno ancora, non è più difficile realizzare che non esisti più. E va bene così.
Ti lascio nelle canzoni vecchie, nei cellulari che non toccherò più, nella custodia rossa con le mille lettere che non ti ho inviato, nella me nascosta ma che di notte riaffiora ancora.
Ma ora si va avanti.
E magari ci sarà l'autunno.
Ma per ora per me è primavera.