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@achillepievorace

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Giorno 28: 20 luglio
Ultimo giorno in Thailandia â Il cuore pieno, la valigia quasi
E cosĂŹ ci siamo. Lâultimo giorno.
Quattro settimane sono volate via come una manciata di sabbia tra le dita, anche se ogni singolo granello ha lasciato un segno. Abbiamo attraversato la Thailandia da nord a sud, dai templi dorati alle acque turchesi, dalle giungle fitte alle strade brulicanti di mercati e sorrisi. Oggi, mentre chiudiamo le valigie, ci accorgiamo che portano con sĂŠ molto piĂš di vestiti e souvenir: sono piene di ricordi, profumi, colori, parole nuove e momenti che resteranno con noi per sempre.
Bangkok ci ha accolti con il suo caos magnetico, i templi scintillanti e i tramonti sul Chao Phraya. Poi siamo saliti verso nord, verso Chiang Mai, dove tra lanterne, elefanti e mercati notturni abbiamo scoperto unâanima piĂš spirituale, piĂš lenta. Ayutthaya e Sukhothai ci hanno fatto viaggiare nel tempo, passeggiando tra rovine antiche e storie che sembrano ancora sussurrare nellâaria.
Poi la rotta è cambiata: dal cuore verde del Paese al blu infinito del Golfo. Hua Hin, con le sue passeggiate sul mare e lâeleganza discreta, ci ha fatto da ponte verso le isole. E lĂŹ, è cominciato il sogno tropicale. Koh Samui ci ha mostrato la sua anima piĂš vivace, Koh Tao e Koh Nang Yuan ci hanno regalato immersioni da cartolina e snorkeling da togliere il fiato. Infine, Koh Phangan: piĂš selvaggia, piĂš autentica, il luogo perfetto per rallentare e lasciare che i pensieri si allunghino al ritmo delle onde.
Oggi Bangkok ci saluta ancora una volta, come a chiudere il cerchio. Passeggiamo tra le bancarelle del Chatuchak Market per gli ultimi acquisti, mentre il caldo ci avvolge come un vecchio amico. E anche se un acquazzone improvviso ci ha fatto cambiare i programmi pomeridiani, non ce ne importa davvero: dopo quattro settimane cosĂŹ, nulla può rovinarci lâumore.
Câè una nostalgia dolce che ci accompagna, ma non è tristezza. Ă gratitudine. Ă la consapevolezza di aver vissuto qualcosa di pieno, di vero, di irripetibile. Di aver riso, camminato, sudato, esplorato, assaggiato e respirato ogni angolo possibile.
Domani si torna nel mondo reale. Ma una parte di noi, lo sappiamo, rimarrĂ qui. Tra le fronde delle palme, i sorrisi dei bambini, il silenzio dei templi e lâabbraccio caldo del sole thailandese.
Sawasdee kha, Thailandia. A presto.
Giorno 27: 19 luglio
Ultimo giorno di vacanza.
Abbiamo deciso di dedicarlo agli acquisti di souvenir al Chatuchak Market, uno dei mercati piĂš grandi di tutta lâAsia.
Raggiungiamo la zona in taxi in circa 30 minuti. Sono le 9:30 del mattino e fa giĂ un caldo insopportabile. Passiamo qui circa tre ore e spendiamo intorno ai 3.000 baht, poi torniamo in hotel per una pausa.
Decidiamo di riposare un paio dâore e, nel pomeriggio, fare un picnic nel parco piĂš vicino.
Alle 15:30 mettiamo il naso fuori dallâhotel⌠e inizia a piovere. Le previsioni parlavano di al massimo mezzâora di pioggia, invece va avanti per quasi quattro ore. Ă la prima volta in quattro settimane che la pioggia ci costringe a cambiare i piani.
Alla fine restiamo in hotel, ci rilassiamo in piscina e aspettiamo lâora di cena.
Alle 19:30 usciamo a piedi e in tre minuti siamo al ristorante, Chuten.BKK, una piacevole scoperta.
Dopo quattro settimane di cucina thai e cinese â che adoriamo â scegliamo qualcosa di piĂš occidentale: piatti a base di carne, tutti davvero deliziosi. Facciamo amicizia con il proprietario e poi torniamo in hotel.
Io e Ale chiudiamo la giornata guardando il finale della terza stagione di Squid Game.
Poi a nanna. Domani si torna nel mondo reale.
Giorno 26: 18 luglio
Non ho dormito benissimo, ma qualche ora di sonno sono comunque riuscito a portarla a casa. Qualsiasi posizione provassi, câera sempre qualche spigolo che dava fastidio.
Mi chiedo: possibile che a nessun thailandese sia venuto in mente di importare gli sleeping bus dal vicino Vietnam? Esistono da anni, sono comodissimi, con cuccette disposte su tre file e due livelli.
Ora siamo a Bangkok. Abbiamo giĂ fatto una fermata, e tra poco arriveremo alla nostra. Da lĂŹ, con un Bolt, raggiungeremo lâhotel e decideremo il da farsi.
Dopo una doccia, ovviamente.
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Lâhotel The Lux è un poâ datato, ma ben tenuto. Passiamo la mattinata in piscina per riprenderci dal viaggio, poi, dopo pranzo, ci dirigiamo al centro commerciale Gateway Ekkamai, dove si trova il Wow Park.
Trascorriamo lĂŹ tutto il pomeriggio, tra esperimenti, giochi scientifici e salti nel parco giochi di HarborLandâil piĂš grande che abbia mai visto.
Ceniamo nella food court del centro, in un ottimo ristorante giapponese, e torniamo in hotel con il solito Bolt.
Giorno 25: 17 luglio
Ci svegliamo con calma e ci godiamo le ultime ore nella verde tranquillitĂ del nostro bungalow. Facciamo colazione sullâamaca, immersi nella pace del giardino. Alle 10:30 lasciamo la nostra sistemazione: facciamo il check-out e, da questo momento, siamo ufficialmente senza fissa dimora fino a domani. Passeremo la notte su un autobus diretto a Bangkok.
La giornata scorre tranquilla in piscina, mentre aspettiamo lâauto che, intorno alle quattro del pomeriggio, ci porterĂ al porto da cui saluteremo Koh Phangan.
Il bilancio di questi giorni è piÚ che positivo: avendo già fatto tutte le escursioni nei giorni precedenti, ci siamo potuti rilassare completamente, tra la spiaggia e il giardino-foresta del resort.
Phangan è fondamentalmente diversa da Samui. Qui tutto è piĂš tranquillo, rilassato, ideale per ricaricare le batterie. Lâisola si gira facilmente in scooter, anche se le strade non sono sempre perfette. Le attivitĂ non mancano: dal trekking al diving. Tuttavia, per le immersioni bisogna raggiungere le coste delle isole vicine, prima fra tutte Koh Tao. I prezzi, va detto, sono un poâ piĂš alti rispetto ad altre localitĂ .
Il resort si è rivelato un piccolo angolo di paradiso. I bungalow, seppur essenziali, sono comodi, e regna una piacevole tranquillitĂ âad eccezione dei periodi vicini al Full Moon Party, quando arrivano i giovani festaioli.
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Lâautista del pick-up è puntuale: alle 16:30 partiamo per il porto. Salpiamo alle 17:20 a bordo di una motonave decisamente piĂš grande rispetto a quella con cui eravamo arrivati da Samui.
Ora stiamo costeggiando proprio quellâisola, Samui, ed ecco una coincidenza sorprendente: proprio in questo momento, nel libro che sto leggendo, The Beach, Richardâassieme a Ătienne e Françoiseâsta approdando su questâisola. Non era voluto, è solo un caso. Ma rende la lettura ancora piĂš coinvolgente.
⸝
Appena sbarcati, saliamo sullâautobus per Bangkok, che si trovava giĂ a bordo del traghetto. Ă un mezzo delle autolinee pubbliche, ma sembra piĂš comodo di quelli usati finora, almeno per lo spazio tra i sedili.
Dopo un paio dâore facciamo una sosta nei pressi di un piccolo night market, dove, mostrando il biglietto del bus, ci offrono una bibita.
Poi si riparte. Ci aspetta una lunga notte di viaggio.

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Giorno 24: 16 luglio
Come da programma, con calma olimpica e ritmi rilassati, siamo scesi in spiaggia.
Complice qualche nuvola di passaggio, si sta divinamente. Scegliamo una palma in fondo alla spiaggia e ci sistemiamo alla sua ombra.
I colori sono splendidi: un vero spettacolo. Peccato solo non poter nuotare davvero, anche se un tuffo lo facciamo comunque. I coralli, però, sono punteggiati di ricci dai lunghissimi aculei â un motivo in piĂš per non allontanarsi dalla zona sabbiosa.
Pranziamo direttamente in spiaggia, al Nang Sabai Restaurant: vista mozzafiato e cibo delizioso.
Poi rientriamo nel bungalow, tra riposo e ozio sullâamaca, in attesa della cena di commiato al solito, rassicurante Memories.
Domani si torna a Bangkok.
Giorno 23: 15 luglio
La spiaggia piĂš vicina al resort, Haad Yao, non è lâideale per chi ama nuotare: lâacqua è molto bassa, arriva a malapena alle ginocchia, e gran parte del fondale è ricoperto da coralli affioranti. Tuttavia, la zona sabbiosa è perfetta per le famiglie con bambini piccoli â che infatti rappresentano la maggioranza dei visitatori ora che i giovani, venuti solo per i giorni dei Full Moon Party, se ne sono andati.
Anche il resort segue questo andamento: durante le feste in spiaggia è frequentato da ragazzi rumorosi e hippy, ma poi tornano la calma e le famiglie, ed è possibile godersi la tranquillità della foresta circostante.
Spostarsi sullâisola, però, è piuttosto costoso rispetto ad altre zone che abbiamo visitato. Non ci sono servizi come Bolt o Grab, e i pochi taxi disponibili costano almeno quattro volte di piĂš. Per questo, lâopzione piĂš conveniente resta lo scooter.
Noi, per il momento, abbiamo deciso di muoverci a piedi nei dintorni â compatibilmente con la mia caviglia â anche perchĂŠ, da quanto abbiamo capito parlando con la gente del posto e leggendo la Lonely Planet, la situazione delle spiagge è simile in tutta lâisola: belle, ma poco adatte alla balneazione.
Non abbiamo programmi particolari per la giornata, quindi ci dedichiamo al relax assoluto: la mattina in piscina, il pomeriggio in camera o sul balconcino del nostro bungalow, sullâamaca, ad ascoltare la pioggia che ha appena iniziato a cadere, rendendo lâatmosfera ancora piĂš magica in questo angolo di foresta tropicale.
Forse domani faremo una passeggiata nei dintorni.
Giorno 22: 14 liglio
Oggi si parte per Koh Phangan.
Io e Masha ci svegliamo presto e, a turno, ci concediamo una nuotata. La spiaggia è tutta per noi: silenziosa, immacolata.
Alle 10:30 siamo pronti a partire in direzione dellâimbarco.
La nostra destinazione è il molo di Pralarn, sul versante nord-occidentale dellâisola. Lo raggiungiamo in circa unâora, considerando anche le soste per prelevare altri turisti dai loro hotel.
Il pier si affaccia su una splendida spiaggia di sabbia dorata ed è circondato da un mare verde smeraldo: una meraviglia per gli occhi e una carezza per lo spirito. Ale si dĂ da fare per ingannare lâattesa, improvvisando qualche tiro a canestro sotto uno degli scenari piĂš spettacolari mai visti per un campo da basket.
Alle 12:45 il catamarano veloce della compagnia Lomprayah lascia il molo.
Masha osserva, giustamente, quanto sia affollato: con cosĂŹ tanta gente, ottenere un posto sul traghetto nei giorni piĂš richiesti, con poco anticipo, non sarebbe stato facile.
Fortunatamente, noi il biglietto ce lâabbiamo giĂ â lo ha acquistato per noi lâagenzia di Bangkok⌠sĂŹ, proprio quella del âfamosoâ scam del 25 giugno.
Chi lo avrebbe mai detto? Forse quella fregatura si rivelerĂ , alla fine, una piccola fortuna.
Siamo arrivati.
Il nostro nuovo resort si chiama Shiralea. Ă un incantevole complesso di bungalow in legno immersi nella vegetazione tropicale: palme, alberi di avocado e piante rigogliose ovunque.
Ă il primo, dopo tre settimane, a essere gestito da occidentali e non da gente del posto.
La clientela è giovane, tutta composta da ragazzi e ragazze occidentali. Speriamo solo che non facciano troppo casinoâŚ
Giorno 21: 13 luglio
Oggi decidiamo di andare in ospedale: la mia caviglia è gonfia e vogliamo assicurarci che non sia rotta.
Questi sono e casi in cui si rivela fondamentale aver stipulato unâassicurazione completa, gli ospedali thailandesi sono di alto livello e, come è giusto che sia, sono cari.
Lâassistenza clienti ci indirizza a una clinica convenzionata dove, dopo una prima visita, ci trasferiscono al Bangkok Hospital di Samui.
In un paio dâore facciamo tutto: visita iniziale, radiografia, seconda visita e dimissioni. Ci danno anche le pillole per la terapia e un tutore da usare nelle prossime settimane.
Il tutto coperto dallâassicurazione: 300 euro risparmiati.
Il resto della giornata lo passiamo a riposare e in spiaggia.
La sera andiamo al night market (ottimi gyoza!) e poi ci godiamo la partita di Sinner a Wimbledon.
Per fortuna ho la VPN.
Giorno 21: 13 luglio
Oggi decidiamo di andare in ospedale: la mia caviglia è gonfia e vogliamo assicurarci che non sia rotta.
Questi sono e casi in cui si rivela fondamentale aver stipulato unâassicurazione completa, gli ospedali thailandesi sono di alto livello e, come è giusto che sia, sono cari.
Lâassistenza clienti ci indirizza a una clinica convenzionata dove, dopo una prima visita, ci trasferiscono al Bangkok Hospital di Samui.
In un paio dâore facciamo tutto: visita iniziale, radiografia, seconda visita e dimissioni. Ci danno anche le pillole per la terapia e un tutore da usare nelle prossime settimane.
Il tutto coperto dallâassicurazione: 300 euro risparmiati.
Il resto della giornata lo passiamo a riposare e in spiaggia.
La sera andiamo al night market (ottimi gyoza!) e poi ci godiamo la partita di Sinner a Wimbledon.
Per fortuna ho la VPN.

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Giorno 20: 12 luglio
Sveglia presto: alle 7:30 siamo giĂ a bordo del van che ci porta allâimbarco per Koh Tao.
Sulla speedboat siamo inizialmente gli unici passeggeri; gli altri saliranno a Koh Phangan. Alla fine, saremo una ventina in tutto.
Dopo unâora e mezza di navigazione, arriviamo al primo spot per lo snorkeling: Rocky Bay. Il posto è spettacolare, sembra di nuotare in un gigantesco acquario a cielo aperto.
Lâesperienza si ripete, altrettanto magica, al secondo punto: Lighthouse Bay.
Poi ci fermiamo per il pranzo su Koh Nang Yuan, la celebre isoletta con la lingua di sabbia bianchissima, circondata dal mare su entrambi i lati. Qui facciamo lâultimo, incredibile snorkeling della giornata.
Ă unâesplosione di vita marina: centinaia di pesci tropicali arrivano fino a riva, sabbia chiarissima sotto i piedi e scogli coloratissimi tutto intorno. Qualcosa di indescrivibile (non ho ancora scaricato i video dalla gopro, saranno presto disponibili sul canale YouTube âFateloconifigliâ).
Senza dubbio il miglior snorkeling di sempre â persino piĂš bello di quello fatto alle Similan, dove però avevo incontrato una tartaruga.
Rientriamo a Samui felicissimi e piĂš che soddisfatti, anche grazie a una giornata di sole pieno, che ha reso i colori dei pesci, dei coralli e delle rocce ancora piĂš brillanti.
La sera ceniamo al night market, poi a letto: nuotare, si sa, stanca parecchio!
Giorno 19: 11 luglio
La prima uscita di oggi lâha decisa Ale: andiamo al Samui Football Golf.
Ci arriviamo in taxi in circa mezzâora.
Lâingresso costa 260 baht per gli adulti, 160 per i bambini e 100 per chi vuole solo assistere.
Il gioco è davvero divertente: ogni buca è dedicata a un campione, e il tiro va eseguito imitando il suo stile o un colpo celebre. Per esempio, per IbrahimoviÄ si tira in rovesciata, mentre per Baggio si calcia sopra la traversa, come nel famoso rigore contro il Brasile.
La mattinata vola, ci divertiamo un sacco, anche se io riesco a procurarmi un infortunio alla caviglia⌠semplicemente camminando (il gioco non câentra!).
Sulla via del ritorno ci fermiamo a Crystal Beach. à una bella spiaggia, ma non cosÏ cristallina come ci aspettavamo: la visibilità in acqua è bassa, quindi niente snorkeling.
Serata tranquilla di riposo: domani ci aspetta lâescursione a Koh Tao e Koh Nang Yuan.
Giorno 18: 10 luglio
Ho dormito abbastanza bene, in effetti.
A Surat Thani ci fanno scendere tutti e ci smistano su diversi mezzi, in base alla destinazione.
A noi tocca un grosso autobus diretto a Koh Samui.
Unâaltra ora di strada fino al molo del Raja Ferry, poi unâora e mezza di traghetto.
Dopo un totale di 13 ore di viaggio, arriviamo finalmente a Koh Samui.
Facciamo colazione al bar del porto con unâomelette (40 baht) e chiamiamo un Bolt.
Nel pomeriggio ci rilassiamo sulla bella spiaggia di Lamai, a soli cinque minuti a piedi dal nostro resort, il Grand Thai Resort.
Poi andiamo a prenotare lâescursione a Koh Tao e Koh Nang Yuan per dopodomani.
Giorno 17: 9 luglio
Giornata dedicata a pianificare gli spostamenti dei prossimi giorni. La mattina lâabbiamo trascorsa in piscina, mentre il pomeriggio lo abbiamo passato in camera: dobbiamo risparmiare energie per la lunga notte in autobus che ci porterĂ a Koh Samui.
Siamo usciti solo per pranzo, dai cinesi di âI noodles sono deliziosiâ â nome azzeccatissimo, perchĂŠ i loro noodles lo sono davvero. Per cena, invece, contiamo di provare un posto nuovo, sperando di concludere la giornata in bellezza.
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Alle 21:20, dopo una cena frugale al Patio Old City, usciamo con gli zaini in spalla, diretti verso la Clock Tower, dove dovrebbe passare lâautobus per Surat Thani. Alla fine aspettiamo oltre unâora, e solo verso le 22:30 riusciamo a salire a bordo.
La poltrona non sarebbe nemmeno scomoda, se non fosse che il posto accanto al mio viene occupato da una donna piuttosto corpulenta, riducendo drasticamente il mio spazio vitale. Spero almeno di riuscire a dormire un poâ.
Giorno 16: 8 luglio
Oggi visiteremo alcuni templi nella zona di Phetchaburi, grazie a unâescursione prenotata direttamente in hotel.
Prima di iniziare, però, sento il dovere di fare una premessa: dopo aver visto i templi di Bangkok, Chiang Mai, Ayutthaya e Sukhothai, ormai ci vuole qualcosa di davvero speciale per riuscire ancora a sorprendermi.
La nostra prima tappa è il Wat Maruekkhataiyawan (che nomi hanno, questi templi!). Piccolo ma ricco di dettagli, non è affatto male, anche se non troppo diverso da tanti altri già visti lungo la strada.
Un tempio che invece spicca davvero per originalità è il Wat Khao Yoi, uno splendido santuario ricavato nella roccia, con ingresso gratuito. Salendo sulla rupe, si possono esplorare altre due grotte, tra cui la suggestiva Eden Cave, che ospita una statua del Buddha e un altare. Qui è anche possibile incontrare i babbuini che abitano la foresta circostante.
Unâaltra grotta che merita assolutamente una visita è la Khao Luang, dove si trova una bellissima statua del Buddha disteso. Lâingresso costa solo 10 baht a persona (circa 30 centesimi). Devo dire che la visita di queste due grotte ha ampiamente superato, in termini di soddisfazione, le noiose escursioni di ieri sul canale e nel parco nazionale. E, tra lâaltro, sono costate molto, molto⌠MOLTO meno.
Lâultima tappa della giornata è stata il Khao Wang Palace, una piacevole sorpresa. La residenza estiva della famiglia reale si trova su una collina, al centro di un rigoglioso giardino. Lâinterno del palazzo non è particolarmente memorabile, ma è stato molto piacevole passeggiare tra le varie sezioni del parco. Purtroppo, la nostra esplorazione è stata interrotta bruscamente dal primo, vero temporale della vacanza. Abbiamo tirato fuori i poncho e siamo corsi verso lâauto.
Meglio cosĂŹ: rientriamo, ci riposiamo un poâ dalle fatiche di ieri e di oggi (quante scale abbiamo fatto!!) e ci prepariamo alla partenza di domani.

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Giorno 15: 7 luglio
Sveglia alle 6:30 e, puntuali, alle 7:30 siamo giĂ in auto, direzione Phraya Nakhon Cave: la mitica grotta con il tempio al suo interno. Ci arriviamo in circa unâora.
Per raggiungerla ci sono due opzioni: a piedi direttamente dal parcheggio, oppure in barca, con solo lâultimo tratto da percorrere a piedi. Per il bene di Ale scegliamo la seconda opzione, e facciamo bene: anche quel breve tratto si rivela una vera impresa. Si tratta infatti di 450 metri di dislivello, tutti su una scalinata ripida e sconnessa, sotto un sole implacabile.
Ma lâarrivo ripaga ogni sforzo: la grotta è semplicemente meravigliosa. Un raggio di sole filtra dallâapertura nel soffitto, illuminando il tempietto e creando unâatmosfera magica e quasi mistica. Restiamo lĂŹ per circa unâora, rapiti dalla bellezza del luogo, poi iniziamo la discesa.
Sulla via del ritorno, ci imbattiamo in un serpente dal colore verde acceso, tranquillo e per nulla spaventato dalla nostra presenza.
Risaliti in auto, ci dirigiamo verso il Khao Daeng Canal per una breve gita in barca fino al mare. Lâescursione, però, non ci entusiasma: nulla di speciale, non me la sento di consigliarla.
A seguire, ci fermiamo a pranzo in un ristorante lĂŹ vicino, poi proseguiamo verso il Kui Buri National Park. Lâingresso costa 200 baht, e il giro si può fare solo a bordo di un pick-up (850 baht). Anche qui restiamo circa unâora: avvistiamo qualche elefante da molto lontano, un tucano e altri uccelli locali, ma nel complesso lâesperienza risulta un poâ deludente. Esistono sicuramente parchi migliori.
Rientriamo in hotel stanchi, e usciamo solo per cena. Sentiamo ancora sulle gambe la fatica della salita alla grotta, ma almeno quella â ne è valsa davvero la pena.
Giorno 14: 6 luglio
Giorno di tregua a Hua Hin
Oggi abbiamo deciso di prendercela con calma e scoprire cosa ha da offrire Hua Hin. Purtroppo, la risposta è: non molto.
Il mare è piuttosto anonimo, ben lontano dai colori da cartolina che ci si aspetta dalla Thailandia. La cittĂ , poi, ci è sembrata senza carattere, popolata in gran parte da uomini occidentali soli in cerca di compagnia. Lâatmosfera generale non ci ha convinti, cosĂŹ abbiamo deciso di passare la giornata in piscina, in attesa delle prossime escursioni.
Uniche note positive della giornata:
⢠Il tempio proprio dietro al nostro hotel, tranquillo e affascinante.
⢠Il Patio Old Town, una sorta di night market in versione âlightâ, pensato chiaramente per i farang. Qui si può cenare e bere qualcosa in tranquillitĂ , anche se lâesperienza è ben lontana dalla vivacitĂ e autenticitĂ dei mercati notturni che abbiamo visto finora.