A chi mi chiede della luna che ho sul viso vorrei rispondere così:
C’è stato un tempo in cui aprendo la finestra, nel cielo lassù non vedevo la luna, ma una sfera verde e blu, alla quale rivolgevo i miei sogni e desideri più profondi.
I miei occhi, stufi della monotonia del bianco, bramavano i colori. Il mio cuore chiedeva cosa fosse la vita.
A mia madre dissi un giorno sarei partita per non tornare più. Non tanto per mio volere, ma il patto era questo. Chi lascia la luna la lascia per sempre.
Ingenuamente pensai di arrivare su una Terra così come l’avevo vista fino ad allora dalla mia cameretta. Ma da che ero partita passarono secoli, forse millenni, e quando finalmente misi piede su questo pianeta, sentii in cuor mio che forse era già troppo tardi. Ero partita per trovare qualcosa che ormai non esisteva più. Rovinato, abusato, dilaniato.
La delusione era forte, eppure il patto era chiaro.
Ora, dalla mia finestra di tanto in tanto guardo ancora lassù, come a cercare quella sfera verde e blu. I miei occhi trovano sempre te, a volte curva quasi come un sorriso. Sempre illuminata come la finestra di una casa abitata. Sempre illuminata come la finestra quando qualcuno ti aspetta.
Io vengo dalla luna.









