🌿 Capitolo VI — I primi mesi del 1314
🥧 Claire e il sospetto movimento
La mattina era iniziata come tante altre. Claire era in cucina, le mani immerse nella preparazione di una torta di verdure, quando un movimento lieve, quasi impercettibile, la fece immobilizzare.
Si portò una mano al ventre. Un secondo movimento. Un terzo.
Il respiro le si spezzò.
«No… di nuovo…»
Non era gioia quella che le attraversò il petto, ma un’ondata di paura. Paura che James non potesse mai conoscere questo bambino. Paura di perderlo, come era già accaduto troppe volte. Paura di affrontare tutto da sola.
Si appoggiò al tavolo, chiudendo gli occhi. «James… dove sei…»
Ma non c’era tempo per crollare. La casa era piena di bambini, e la vita al Ridge non si fermava.
🐓 La vita continua al Fraser’s Ridge
Brianna, come sempre, era la colonna portante della fattoria. Controllava le galline, mungeva la mucca, accarezzava le pecore, parlava alle caprette come fossero sorelle minori. Era diventata una piccola donna, calma e affidabile, con una maturità che spesso sorprendeva persino Claire.
Un giorno, mentre distribuiva il cibo alle galline, sentì un rumore secco, un crack improvviso. Si chinò e vide un uovo muoversi, incrinarsi, aprirsi lentamente. Un minuscolo becco giallo spuntò fuori, seguito da un pulcino tremante e bagnato.
Brianna trattenne il respiro. Quel momento — così semplice, così fragile — le entrò nel cuore come una rivelazione.
Capì che il suo destino era lì: tra gli animali, la terra, la vita che nasceva e cresceva sotto le sue mani. Amava la sua famiglia, certo, ma amava anche quella piccola fattoria che stava imparando a guidare come una vera padrona.
Il suo tredicesimo compleanno si avvicinava, e con esso il pensiero del futuro. Sapeva che, prima o poi, avrebbe dovuto lasciare il Ridge, sposarsi, costruire una fattoria tutta sua. E per la prima volta, quel pensiero non le fece paura: le sembrò quasi naturale, come se la vita le stesse indicando la strada.
Jamie, ormai un ragazzino, cavalcava Nidiro ogni mattina.
Gli parlava come a un fratello maggiore, lo strigliava, lo nutriva, lo faceva correre nei campi. Era evidente che stava diventando l’uomo di casa, proprio come James gli aveva chiesto.
Faith, con la sua parlantina inesauribile, aveva preso in mano il mercatino settimanale.
Gridava i prezzi, contrattava, rideva, si arrabbiava, e alla fine tornava sempre con qualche moneta in più. «Sono brava, mamma! Ho venduto tutto!» E Claire non poteva che sorridere.
I più piccoli — Alexander, Jane, Ellen e Fergus — crescevano correndo, litigando, giocando, riempiendo la casa di rumore e vita.
Ma sotto tutto questo, Claire sentiva un filo di paura tirarle il cuore.
⚔️ Il campo di battaglia — nuovi incontri
James arrivò al campo dopo giorni di viaggio, con il vento freddo che portava l’odore del ferro e della terra umida. Le tende erano disposte in cerchi irregolari, il fumo dei fuochi saliva lento, e il rumore delle spade che si incrociavano riempiva l’aria.
Fu lì che vide tre volti che non si aspettava.
Bill gli venne incontro con un sorriso stanco ma sincero. James lo abbracciò con forza.
Bill non era solo il marito di sua sorella Jennifer: era stato il suo migliore amico fin dall’infanzia. Erano cresciuti insieme tra le colline, avevano corso, litigato, riso, e condiviso sogni che allora sembravano troppo grandi.
Quando Jennifer aveva confessato di essere innamorata di Bill, James era stato il primo a sostenerla. «Se c’è un uomo che merita mia sorella, sei tu» gli aveva detto.
E ora eccolo lì, pronto a combattere al suo fianco.
«Non potevo restare a casa mentre tu rischiavi la vita» disse Bill.
James gli diede una pacca sulla spalla. «Sapevo che saresti venuto.»
Elia Damiani arrivò correndo, con lo stesso entusiasmo che aveva da ragazzino. «James! Non sai quanto sono felice di vederti!»
James sorrise. Elia era un giovane che aveva incontrato anni prima al mercato: un ragazzo sveglio, un po’ impulsivo, che si era messo nei guai difendendo una ragazza da un mercante arrogante. James lo aveva tirato fuori dai problemi e gli aveva insegnato due o tre cose sulla vita… e su come non farsi ammazzare.
Da allora Elia lo aveva sempre visto come un mentore.
«E Aurora?» chiese James. «Sta bene. E il bambino anche. Ma… dovevo venire. Non potevo restare a casa mentre gli altri combattono.»
James annuì. «Hai un cuore grande, Elia. Ma ricordati: un cuore grande deve anche essere prudente.»
Warin Fox era l’ultima persona che James si aspettava di vedere. Un mercante astuto, testardo, con cui aveva avuto più di un battibecco negli anni. Non cattivo, ma orgoglioso. Troppo orgoglioso.
E soprattutto… innamorato da sempre della donna sbagliata.
Jennifer, la sorella di James.
Warin l’aveva corteggiata per anni, convinto che un giorno lei avrebbe accettato di sposarlo. Ma Jennifer aveva sempre amato Bill, fin da bambina. E quando aveva scelto lui, Warin non l’aveva mai superata del tutto.
Così, quando vide Bill parlare con James, la rabbia gli esplose addosso come una ferita mai guarita.
«Tu!» urlò Warin, lanciandosi contro di lui. «Tu mi hai portato via tutto!»
Bill fece un passo indietro, sorpreso. James si mise in mezzo con un gesto rapido.
«Basta così!»
«Non mi dire cosa fare, Fraser!» sputò Warin.
«Te lo dico eccome. Se volete risolverla, lo farete con un duello. Non qui, non ora, e non come due bambini.»
Warin rimase immobile, il petto che si alzava e si abbassava per la rabbia. Poi annuì, stringendo i denti.
James, come capitano di compagnia, aveva parlato. E nessuno osò contraddirlo.
🌱 Il Ridge — Faith crolla
Brianna era nell’orto a raccogliere frutti quando sentì un singhiozzo. Si voltò e vide Faith accovacciata tra le piante, il viso nascosto tra le mani.
La bambina scosse la testa. «Niente… lasciami…»
Brianna si sedette accanto a lei. «Non ti lascio finché non me lo dici.»
Faith sbuffò, poi la voce le tremò.
«Mi manca papà…»
«Lo so.»
«Era l’unico che riusciva a tenermi testa. L’unico che non si arrabbiava davvero con me. L’unico che… mi capiva.»
Brianna le passò un braccio attorno alle spalle.
«Faith, papà ti adora. E tornerà. Ma fino ad allora… ci sono io.»
«Tu non sei papà.»
«No. Ma sono tua sorella. E ti voglio bene. Anche quando fai arrabbiare tutti.»
Faith rise tra le lacrime. «Faccio arrabbiare tutti?»
«Tutti. Sempre. Ma è perché hai un cuore grande. E quando papà tornerà, sarà orgoglioso di te.»
Faith la abbracciò forte.
«Prometti che non mi lasci sola?»
«Mai.»
🏕️ Il campo — la strategia della battaglia
Mentre i ragazzi si allenavano al combattimento, Colum convocò James nella sua tenda.
Le mappe erano sparse sul tavolo. Torce crepitavano alle pareti.
Colum indicò un punto sulla mappa.
«Bannockburn. Qui si deciderà il destino della Scozia.»
James si avvicinò. «Il terreno è stretto. Se li attiriamo tra le paludi, la cavalleria inglese non potrà manovrare.»
Colum annuì. «Esatto. Ma serviranno uomini rapidi. E tu guiderai una delle compagnie laterali.»
James strinse la mascella. «Lo farò.»
Colum lo guardò con un’espressione più umana del solito.
«Fraser… se vinciamo, la Scozia sarà libera. Se perdiamo…»
«Non perderemo.»
«Ne sei così sicuro?» James pensò a Claire, ai bambini, al Ridge.
«Non posso permettermi di non esserlo.»
Colum sorrise appena. «Allora preparati. Domani iniziamo gli addestramenti.»