🌿 Capitolo VIII — Il peso della fame e il battito del cuore
Il nuovo anno non portò speranza. Portò un lutto.
Agnes, nata solo pochi mesi prima, iniziò a respirare male. Un affanno leggero all’inizio, poi sempre più evidente. Claire lo capì subito: il suo piccolo torace si sollevava a fatica, come se ogni respiro fosse una battaglia.
La levatrice parlò di un difetto ai polmoni. «Non c’è molto da fare… mi dispiace.»
James e Claire vegliarono su di lei tutta la notte, stringendola tra le braccia, sussurrandole parole dolci che forse non avrebbe mai capito.
Agnes morì all’alba del 4 gennaio 1315, tra le braccia di Claire.
Claire rimase immobile, come se il mondo si fosse fermato. James le prese il viso tra le mani, ma lei non reagì. «Perché… perché ancora…» sussurrò.
Era la quarta perdita. Quattro piccoli cuori che non avevano avuto il tempo di battere abbastanza.
La morte di Agnes rese tutto più pesante.
E quando la carestia arrivò davvero, sembrò quasi una crudeltà aggiuntiva.
James passava più tempo possibile con Nidiro, come se il cavallo potesse assorbire parte del suo dolore.
Il cavallo, ormai anziano, aveva il passo lento e gli occhi stanchi, ma quando vedeva James si raddrizzava come se volesse ricordare a tutti chi era stato.
«Abbiamo perso troppo, vecchio amico… ma dobbiamo andare avanti.»
Per sopravvivere, James portava con sé Jamie e Brianna nei boschi. I due ragazzi erano diventati abili con l’arco: Jamie preciso e silenzioso, Brianna rapida e intuitiva.
Ogni coniglio, ogni uccello, ogni piccola preda era un tesoro.
Claire, con Ellen e la piccola Jane — ormai bambina — cercava erbe tra i boschi. Poche, pochissime. Ma ogni foglia era preziosa.
Ellen annusava le piante, Jane raccoglieva sassolini e fiori secchi. Claire le guardava e pensava: che infanzia difficile… ma almeno siamo insieme.
Faith, con la sua parlantina irresistibile, vendeva ciò che poteva: le pelli della caccia, i rimedi erboristici di Claire, qualche oggetto recuperato.
«Signora, questo vi farà passare il mal di testa! E costa pochissimo!» E tornava a casa con qualche moneta, orgogliosa.
Brianna era ovunque:
con i fratelli, con Claire, con James, in cucina, al mercato.
Era diventata una giovane donna forte, responsabile, e bellissima nella sua semplicità.
💛 Il mercato e i due ragazzi
Un giorno, mentre cercava qualche erba e un po’ di carne secca, Brianna venne avvicinata da due giovani.
Figlio di un ricco mercante, sicuro di sé, elegante, con un sorriso che sapeva usare bene.
«Tu devi essere Brianna Fraser.»
«Sì… e tu chi sei?»
«Arthur Murray. Ho sentito parlare di te. Dicono che sei la ragazza più capace di Henford.» Brianna arrossì.
«Faccio solo ciò che devo.»
«E lo fai bene. Una ragazza che sa tenere insieme una famiglia… è rara.»
Arthur parlava con una sicurezza che la spiazzava. E per un attimo, Brianna sentì il cuore accelerare.
Accanto a lui c’era Niall: semplice, timido, con gli occhi buoni. Un ragazzo di campagna, cresciuto tra pecore e colline.
Non parlava molto, ma guardava Brianna come se la conoscesse da sempre.
E in un certo senso… era così.
Niall l’aveva notata anni prima, alla festa del Laird McKenzie. Lei aveva solo dieci anni, ma già allora: aiutava i fratelli, rideva con un suono limpido. aveva gli occhi pieni di curiosità e un coraggio che brillava anche da bambina
Niall, quel giorno, aveva pensato: “Un giorno… vorrei parlare con lei.”
Ma non aveva mai trovato il coraggio.
Qualche giorno dopo, Arthur si presentò al Ridge. Senza preavviso. Senza vergogna.
«James Fraser, sono venuto a chiedere la mano di vostra figlia Brianna.»
James rimase spiazzato. Arthur era ricco, influente… e in tempi di carestia, un matrimonio così poteva salvare una famiglia.
«Accetto» disse James, dopo un lungo silenzio.
Brianna, pur lusingata, sentì un nodo allo stomaco. Era tutto troppo veloce. Troppo deciso. Troppo… comandato.
Lei non era fatta per essere comandata.
Nel frattempo, Claire scoprì di essere incinta. La paura le strinse il cuore.
«E se il bambino non cresce? Se non ho abbastanza cibo? Se…» Jamie le prese la mano e la posò sul suo ventre.
«Mamma… tu sei la donna più forte che conosco. E questo bambino lo sente. Non sei sola.»
Claire sorrise, con gli occhi lucidi. «Grazie, Jamie.»
Il parto fu terribile. La levatrice — una donna esperta del villaggio — capì subito che la bambina era in una posizione sbagliata.
«Bisogna intervenire… ora.»
Fu un parto cesareo rudimentale, doloroso, rischioso.
E alla fine… Diana nacque morta.
Claire pianse come non aveva mai pianto. «Perché? Perché ancora? Cosa sto sbagliando?» James la strinse forte.
«Non è colpa tua. Mai. Abbiamo perso cinque bambini… ma abbiamo anche una famiglia che ci ama. Claire… proviamo un’ultima volta. E se il destino vorrà, avremo un altro figlio. Se no… saremo comunque completi.»
Claire annuì, spezzata ma non distrutta.
Pochi mesi dopo, Brianna scoprì la verità: Arthur era un donnaiolo. Aveva già tentato di sposare Beatrice, la moglie di Elia. E chissà quante altre.
Brianna parlò con James e Claire.
«Non voglio sposarlo. Non è un uomo buono.» James sospirò.
«Allora non lo sposerai.» Claire le prese la mano.
«La tua vita è tua, Brianna.»
Quando Brianna glielo disse, Arthur si arrabbiò.
«Non sai cosa perdi.» Poi, con arroganza, le lanciò un taccuino.
«Questo è di Niall. Forse ti interessa più lui.»
Dentro c’erano poesie. Ricordi. Momenti. Piccole frasi su di lei, scritte negli anni.
E Brianna ricordò la festa del Laird: quel bambino timido che la guardava da lontano, che le aveva sorriso quando lei aveva aiutato un fratellino a rialzarsi, che aveva arrossito quando lei gli aveva detto “ciao”.
Senza pensarci, Brianna corse. Corse fino alla fattoria dei Munro. La pioggia le bagnava i capelli, il vestito, il cuore.
Niall era nel campo, sotto l’acqua, a sistemare una recinzione.
«Niall!» Lui si voltò, sorpreso. «Brianna? Cosa… cosa ci fai qui?»
Lei gli mostrò il taccuino. «È tuo.» Niall arrossì.
«Pensavo… che non l’avresti mai visto.»
«L’ho visto. E… mi ricordo di te. Alla festa. Eri… diverso dagli altri.»
«Tu eri… luminosa. Eri gentile. Eri… tu.»
Brianna sorrise, il cuore che batteva forte.
«Arthur non fa per me.»
«Lo so.»
«E tu?»
Niall fece un passo avanti.
«Io… potrei essere per te. Se tu lo vuoi.»
Brianna lo guardò negli occhi. «Credo di volerlo.»
E sotto la pioggia, senza toccarsi, senza baciarsi, capirono entrambi che qualcosa era iniziato.