e dimmi io
cosa ne sapevo
quel giorno di novembre
quando ti ho conosciuto
che saresti diventato la storia
che avrei raccontato
ai miei figli?
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@tredicidicembre
e dimmi io
cosa ne sapevo
quel giorno di novembre
quando ti ho conosciuto
che saresti diventato la storia
che avrei raccontato
ai miei figli?

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le prime volte sono bellissime, indimenticabili.
ma sono le ultime volte che ti cambiano.
l’ultimo abbraccio,
l’ultimo bacio,
l’ultimo sguardo.
le ultime volte ci sono sempre,
ma la cosa brutta,
è che non sai che sono le ultime volte
nel momento in cui le stai vivendo.
e quando te ne rendi conto,
resta solo la speranza.
una luce lontana,
debole ma resistente allo stesso tempo,
e resta la nostalgia,
il ricordo di quel qualcosa,
che assomigliava tanto
alla felicità.
— sorrisi-di-cenere
“O stringi i nodi, oppure spezzi il filo.”
Ci sono situazioni che ti portano a credere che spezzare il filo sia l’unica soluzione possibile, ma poi col passare del tempo ti accorgi di aver fatto un’enorme cazzata e ti rendi conto che ormai tutto possa essere andato all’aria, ma non questa volta, perché certi rapporti difficilmente si spezzano, anzi il destino ha voluto che i nodi siano diventati più forti e robusti, che nessuno può sciogliere, perché certe persone fanno bene alla vita e non vanno mai perse.

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“Non capisco come le persone stiano bene sapendo di aver distrutto qualcuno emotivamente.”
—
“Non lasciare che la tua felicità dipenda dalle attenzioni di qualcun altro.”
— Itsmyecho
"La solitudine è pericolosa. È dipendenza. Una volta che ti rendi conto, di quanta pace c'è in lei, non vuoi più avere a che fare con le persone."
- Carl Gustave Jung
fatelo vi prego, sempre
Eccome.
Era da tempo che non mi sentivo così: dolore al petto, stomaco in subbuglio e un’anima delusa.

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l'amore è questo.
chiedere
“stai comoda?”
quando lei dorme
con la testa sul tuo petto
e tu hai il braccio intorpidito
eppure non vorresti essere
da nessun'altra parte.
l'amore è questo.
dire
“mangia i miei biscotti,
stasera non hai mangiato niente”
“aspetto l'autobus con te
aspetto passi il tuo
non si sa mai”
“chiamami quando arrivi a casa”
l'amore è
annusarsi
sfiorarsi
comprendersi.
l'amore è
sentirsi parte di qualcosa
di qualcuno
nonostante i nostri mille difetti
nonostante ciò che siamo
nonostante tutto.
l'amore non è perfetto.
l'amore è un casino.
l'amore è litigare,
correre.
correre
senza la pretesa
di essere raggiunti
perché l'amore è
incontrarsi a metà strada.
“Spiegamelo. Perchè nessuno se ne accorge? Voglio dire, passiamo nove mesi a scuola, sei giorni a settimana, per cinque ore. I restanti li passiamo a casa o fuori, sotto gli occhi di parenti e amici. Ci guardate in faccia, ci chiedete come va, ci interrogate e ci stressate. Per quanto alcuni professori ci capiscano, nessuno guarda mai oltre alla facciata. Stiamo morendo dentro, cari professori. Moriamo dentro perché viviamo in una società dove i pregiudizi importano più dell’opinione stessa del singolo individuo. Viviamo in una città dove se non sei vestito firmato e hai interessi diversi dall’andare in discoteca, vieni chiamato sfigato. Vorrei tanto che, per una volta, apriste gli occhi: guardate in prima fila, e vedrete una ragazza che per colpa delle voci le è stato dato l'appellativo di troia. Cosa ne può sapere lei delle scopate? È ancora così piccola ed innocente. Ora guardate in seconda, e troverete l’alunna più brava e intelligente della classe che con la scusa della dieta non vuole smettere di perdere chili. Guardate in ultima e troverete una ragazza che ha disperatamente bisogno di comprensione, di essere salvata. Guardatela bene e forse noterete i graffi sulle braccia, gli occhi spenti, la paura. Paura di non essere abbastanza, di deludere i propri genitori, di restare sola. Perché è questo ciò che siamo: una generazione impaurita e fragile di cui nessuno si occupa. Perchè lo fate? Ci insegnate il francese, la biologia, la matematica. Ma chi si occupa di insegnarci come affrontare le vere difficoltà? Chi si è mai fermato un attimo a pensare se uno dei suoi studenti ha mai tentato il suicidio? Io me lo chiedo ogni giorno, se uno dei miei compagni ci ha mai provato. Aprite gli occhi: che senso hanno tutti i progetti sul fumo dannoso, quando persone come me non sanno neanche se arriveranno a domani? Credetemi, non ho paura di qualcosa che mi potrebbe far venire un tumore, ho paura di non svegliarmi domattina perché qualcosa è andato storto oggi. Perchè vi comportate come se queste cose fossero solo favole? “L’autolesionismo è sbagliato”, “L’anoressia può essere fermata”, “Il fumo nuoce”, etc. Siamo adulti, parliamo seriamente. Sono cose serie, l’autolesionismo non è così semplice e non lo sono nemmeno i disturbi alimentari. Mi sfogo sulle sigarette; pensate però, perché ho bisogno di sfogarmi? Cari professori, vi invito a fare un giro nella mia testa. Vi avviso, vi farà paura: è quasi tutto buio, con mostri che divorano la mia autostima, la mia speranza, la mia vita. Mostri anche detti “persone”. Tenetevi forte.”
— Queste bellissime parole sono state scritte da un ragazzo che conoscevo una volta. Io e lui ci siamo conosciuti su Facebook, su degli account falsi che usavamo per “scappare dal mondo”. Lui sapeva quasi tutto di me, io quasi nulla di lui. Era la persona più bella e intelligente con cui io abbia mai parlato, davvero. Il solo parlargli mi rendeva felice. Qualche mese fa, poi, è sparito. Non ho più sue notizie da Gennaio, non so se sta bene, se è felice, persino se è vivo. Vorrei tanto potergli dire che mi manca in una maniera che mi atterrisce. Vorrei dirgli che dopo mesi, io ho ancora solo occhi per lui, che lo aspetto ancora. Io vorrei dirgli che credo di amarlo. No, che lo amo, anche se non è qui, anche se non ci sentiamo da mesi. Ciao, Diego. (via c-ity-0f-demons)
⛅️
(via hosceltonoi)
“Sai, ogni tanto ti penso, nel bel mezzo della notte, penso a te e alla tua grande forza, il tuo perdonarmi dopo tutto quello che ho fatto e dio se ti ammiro, ammiro quello che non sono e non riuscirei mai a essere. Mesi senza scriverti, senza visualizzare i messaggi, senza rispondere alle mille chiamate, senza ascoltare i messaggi in segreteria, senza accorgermi del tuo grido, forse ignorandolo. Perché? Per paura, di chi? Di te. Si, avevo troppa paura che sono scappata, nonostante i chilometri che ci separano, senza dirti mai un reale addio, tutto era ancora lì, ti ho tenuta tutto il tempo su un filo, quasi invisibile mentre tu stavi male. Per qualche motivo tu ci tenevi veramente tanto a me, e io ho detto un sacco di bugie involontariamente, questo perché non mi conoscevo. Mi sono ignorata per tutto il tempo, ho messo il mio dolore in un cassetto e mi sono voltata, facendo finta che esso non esistesse e guardando il mondo e tutti con indifferenza e superficialità. Poi sei arrivata tu, che per qualche strano motivo mi hai scritto, proprio a me, che non riuscivo più ad affezionarmi a nessuno, sei arrivata in un momento buio dove l'unica luce che vedevo era quel flebile riflesso sul soffitto bianco, mi sono stranamente aggrappata a te, avevamo preso subito confidenza e ci dicevamo quasi tutto di noi, cose che non ho mai detto a nessuno, tu mi hai presa e hai spalancato le mie porte chiuse col doppio lucchetto, con una forza d'animo e una empatia che non avrei mai immaginato da nessuno nei miei confronti, mi hai fatto sbattere la testa tante volte, mi hai fatto piangere come una bambina per circa un ora e non perché mi avessi fatto qualcosa, semplicemente perché ora vedevo la realtà e io non piangevo mai, mi hai fatto chiedere il ‘perché’ delle cose, mi hai trasportato in un posto in cui la superficialità non poteva più esserci, mi hai fatto vedere le cose in modo diverso, inutile dirlo, mi hai rivoluzionato e non sai io quanto te ne sia grata. Non ero abituata, il nostro rapporto era diverso, da tutti gli altri, eri diversa da tutte le amiche che ho avuto, da tutte le persone che ho conosciuto, eri troppo, e si, sono scappata. Non ti ho fatto gli auguri al compleanno, non ti sono stata vicina nei momenti in cui dovevo, anche quando c'era la possibilità di incontrarci io non c'ero e nei momenti dove eri felice, non ti ho fatto vivere la tua felicità appieno, mi ricordo ancora quel messaggio che ho visto di sfuggita ‘sono al concerto del mio idolo e dovrei essere felicissima, ma allo stesso tempo sto di merda perché penso a te’. Già, sono veramente una persona terribile, ma tu dopo mesi interi che non ti scrivevo, mi hai perdonato lo stesso, e lì ho dovuto guardare veramente in faccia te e la realtà. Ora però dopo ulteriore tempo passato non ci scriviamo più, precisamente da 71 giorni. Nonostante tutto però io ti ricorderò come una delle persone più importanti, ricordo ancora che pensavo fosse destino incontrarci, nonostante io non creda molto a queste cose ma se non fosse stato così non me lo sarei saputo spiegare e penso che qualunque strada avremmo preso saremmo finite sempre con lo scontrarci. E so ci sarebbe così tanto da dire di noi ma i legami a volte sono difficili da spiegare, sfidano il tempo, la distanza, sono semplicemente destinati ad essere. A volte però ci si allontana troppo per poter tornare indietro, quindi io ci sarò, e tu ci sarai, lo so, non servono parole, il nostro legame è ancora qui, noi siamo ancora qui.”
—
“Non mi sono mai sentita così, in tutti questi anni, nessuno c'era mai riuscito. Non mi sono mai affezionata ad una persona così tanto e in così poco tempo. Non ho mai dimostrato i miei sentimenti a nessuno per paura che qualcuno li calpestasse, sarebbe stata la fine. Non ho mai fatto l'amore prima, con sentimento. Non ho mai voluto una persona così tanto, ma tutto questo fino ad ora, fino a te. Fino ai tuoi baci, il modo in cui mi abbracci forte a te. Per il tuo sorriso impazzisco, e quando mi baci sul collo. Oddio. Amo indossare le tue maglie per andare a dormire e sentire il tuo profumo sulla mia pelle. Amo addormentarmi al tuo fianco mentre mi tieni stretta stretta. Amo il fatto che non riesci ad addormentarti se non ti sono vicina. Amo svegliarmi con la luce del sole e vederti a petto nudo mentre ti vesti. Vederti mettere quello strano e appiccicoso gel sui capelli. Amo il fatto che mi dimostri giorno per giorno che a me ci tieni, e che fai il massimo per farmi capire che senza di me non puoi stare. Amo il fatto che sei geloso e anche troppo. Il modo in cui ci tieni a me, il modo in cui mi proteggi. Amo che per me ci sei sempre, che quando sto male fai il massimo per venire ad aiutarmi. Amo il modo in cui mi fai sorridere, un modo che solo tu riesci a fare. Amo il fatto che ti amo.”
— uraganodisogniirrealizzabili
“Ti ho rivista e non ti sono venuta incontro. Eri la mia migliore amica e ora non so nemmeno più chi sei, non so cosa fai, non so se sei fidanzata, non so se piangi, non so se tu e tua madre avete fatto la pace. Ci siamo dette addio nel silenzio, quando ti ho salutato sapevo che sarebbe stato per l’ultima volta. Nessuno, sai, mi ha mai detto addio senza che io lo sapessi prima, magari ho fatto finta di niente, ma sapevo benissimo quando era iniziata la fine. Con te è stato quando ti ho detto che avevo conosciuto un uomo e nei successivi mesi non ho pianto per nessuna lite avuta con lui. Non ti telefonavo per dirti che era un coglione, come invece accadeva di solito. Quando mi chiedevi come andava con lui io ti rispondevo che andava bene, che per una volta, non avevo nulla da raccontare. Non avevo le classiche storie da ” lui non mi ha chiamata e allora non l’ho chiamato nemmeno io e ora non ci sentiamo da giorni “. Va tutto bene, ti dicevo. Non è possibile, mi rispondevi. Hai creduto che il mio bene fosse anche finzione, che mentivo a me stessa, che quella non ero io e ti davo ragione ” vedrai che un giorno saremmo qui a parlarne, dell’ennesimo uomo dalle turbe mentali che ho avuto “. Ma i giorni diventano mesi. E i mesi sono diventati dodici. E in quell’anno sono cambiata, cambiata per lui insinuavi, i miei capelli rossi erano diventati biondi, i miei vestiti erano completamente diversi. E invece, se fossimo state ancora amiche, avresti avuto la prova di quanto ti sbagliavi. Mi avresti vista comprare sei flaconi di bagnoschiuma dell’odore che lui detesta, perchè poco importa, piacciono a me. Mi avresti vista mettere i soldi da parte per un tatuaggio che non ha definito troppo bello. Avresti saputo che quando mi ha detto che preferisce il biondo io sono andata a prendermi una tinta rosso rame. Avresti saputo che ho una gonna che lui definisce da vecchia. Sono sempre restata del parere che il miglior shopping lo puoi fare sono con un’amica. Non hai mai capito che lui non avrebbe mai preso il tuo posto. Non hai capito che se mi avessero chiesto a quale “per sempre” credevo, avrei risposto, senza nessun dubbio, tra due amici e non tra due fidanzati. Io ci credevo davvero quanto ti dicevo che avrei voluto condividere una casa con te, così simile a me. E mille volte ti ho detto che se avessi voluto parlare davanti ad un caffè, per me il sabato non sarebbe mai stato sacro. Non sarei mai stata quella del ” il sabato non posso ” ma ” ora ci organizziamo”. Eravamo amiche da dieci anni e nessun uomo si sarebbe mai sostituto a quella amicizia. Ma tu hai deciso che non era vero e io ho troppa dignità per elemosinare amore e amicizia da una persona che non mi vuole più. E così man mano, le nostre conversazioni sono diventate più fredde, quasi di circostanza. Non ti ho più cercata e tu hai fatto lo stesso con me. Il peggiore dei clichè. Ma non dimentico e non sarò mai arrabbiata con te. Sarò nostalgica. Ci sono state troppe cose belle tra noi per arrabbiarmi. Ci sono le chiamate che duravano ore, sono stata al cellulare, io che lo detesto, così tanto solo con te. Ci sono stati interi pomeriggi al castello sforzesco, a passeggiare tra il parco in autunno, a non saperci come vestire in primavera, a lamentarci del caldo e poi a guardare la neve. Per anni, tanti anni. Ti ho vista tagliare i tuoi capelli lunghi in corti e poi pentirti. Ti ho sentita stanca con un lavoro che ti occupava tutta la giornata e ti sono stata vicina quando eri senza un impiego e ti sentivi triste. Ti ho vista innamorata di un uomo sbagliato e non ti ho detto nulla, ho aspettato che te ne accorgessi tu. Io sarei stata lì. Abbiamo passato il capodanno in taxi perchè come al solito ci eravamo decise all’ultimo su cosa fare. Abbiamo passato un altro capodanno tra la gente e il capodanno successivo invece a casa tua a guardare dei film. C’eri tu quando mi hanno detto al telefono che i miei timori erano esatti e che lui mi tradiva. Mi hai vista tu cambiare, non un uomo, mi hai vista completamente persa dopo la mia prima relazione e mi hai vista poi completamente lucida e spietata all’ennesimo rapporto andato male. C’eri tu con me in discoteca e c’eri tu quando le nostre serate sono diventate più tranquille e la serata si concludeva con un aperitivo e non si tirava più tutta la notte. C’eri tu, non un uomo. Nessun fidanzato avrebbe preso il tuo posto. Non ti sono venuta incontro perchè non volevo distruggere quello che mi era rimasto di te.”
— D. Simone.

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Quello che prometti e poi non lo fai mai
ho capito che alla fine non tornerai
e che non vale niente
il tuo per sempre
- GionnyScandal.
Sempre d’amore si tratta//Susanna Casciani