Il menu del soldato Il rancio, preparato lontano dalle prime linee, era trasportato per ore a dorso di mulo nella “cassa di cottura”, un pentolone coibentato in cui veniva mantenuto caldo, arrivando “in tavola” stracotto. Ai più fortunati invece venivano distribuite scatolette di carne e di tonno, acciughe, cioccolato e (in montagna) lardo, latte condensato e frutta secca. Poi c’era anche il “pane di guerra”, pane di grano tagliato con farina di mais, castagne, lupini e riso. tratto da Focus Storia n. 171
















